Lazio/ La Polverini ad Affaritaliani.it: "Berlusconi non sarà in piazza"

Giovedì, 4 marzo 2010 - 08:02:00


Di Francesco Cocco

FORUM/ Caos liste in Lombardia e nel Lazio. Di chi è la colpa? Come finirà?
Renata Polverini non molla. In attesa dell'esito del ricorso sul listino regionale, con la sua lista civica ammessa alla competizione elettorale in tutto il Lazio e quella del Pdl per ora esclusa nella provincia di Roma, l'aspirante governatrice non fa un passo indietro. Mercoledì sera, a margine della "maratona oratoria" di Piazza Farnese, Affaritaliani.it le ha chiesto se in caso di estromissione della lista più forte della sua coalizione, lei intenda andare comunque avanti. Con queste parole: "Domani (oggi per chi legge, ndr) qui ci sarà una manifestazione, poi un incontro con i vertici del Pdl che ora stanno facendo ricorso al Tar. Siamo in campagna elettorale, bisogna andare avanti: è ciò che le persone si aspettano da noi".

Quando le si chiede che cosa pensa della fase della raccolta delle firme da parte del Pdl e se crede ci siano stati degli errori e responsabilità  da individuare, la Polverini preferisce glissare: "Questo riguarda il Pdl... Sarà una decisione dei vertici del partito". Abbottonatissima, l'ex leader dell'Ugl, anche sulle dichiarazioni di Umberto Bossi che, riferendosi proprio a quanto avvenuto a Roma e a Milano, ha parlato del Pdl come di "dilettanti allo sbaraglio": "Non posso rispondere io a Bossi, tocca ai vertici di quel partito". Riguardo alla manifestazione di oggi, che lei stessa ha indicato come una "prova di forza", la Polverini esclude che possa esserci la partecipazione di Silvio Berlusconi: "Berlusconi sarà con i vertici del Pdl, non qui. Non parteciperà". Anche se, viene da aggiungere, Berlusconi è uno che ama fare sorprese.

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"Un pasticcio". Parola di Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica ha commentato così l'intricata vicenda delle liste elettorali del Pdl che non sono state ammesse alle elezioni regionali. Il presidente della Repubblica ha parlato a Bruxelles, dove si trova in visita, dopo l'incontro con i vertici delle istituzioni europee. Il capo dello Stato non ha aggiunto nulla, ma a quanto si apprende la linea del Quirinale rimane quella fissata nei giorni scorsi da una nota ufficiale, in cui si afferma che la competenza sulla questione è della magistratura. Napolitano rientrerà al Quirinale venerdì mattina e probabilmente sarà investito da nuove richieste di concorrere al chiarimento della questione.

Esplode la rabbia del centrodestra dopo il doppio stop alle liste del Pdl nel Lazio e in Lombardia. Nella Capitale è stato infatti respinto il ricorso del Pdl per la riammissione della lista della provincia di Roma a sostegno della candidata Renata Polverini. E a Milano, la Corte d'Appello non ha ammesso la «Lista per la Lombardia» di Roberto Formigoni alle elezioni regionali lombarde: anche in questo caso è stato respinto il ricorso presentato dalla stessa lista contro il precedente provvedimento di esclusione. Il Pdl parla apertamente di «voto falsato» e punta il dito contro «i furbi che vogliono vincere a tavolino». Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, non usa mezzi termini: «I ricorsi respinti sia della lista Formigoni, sia di quella provinciale del PdL del Lazio per Renata Polverini insieme all'accettazione della lista di disturbo a Cota in Piemonte, dimostrano che queste elezioni corrono il rischio di essere falsate con conseguenze gravissime per la nostra democrazia. Altro che dilettanti allo sbaraglio». Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, il doppio stop è una cosa impensabile: «Come si può pensare di lasciare senza scelta nel momento più alto della democrazia, quello del voto, due Regioni che insieme rappresentano più di un quarto della popolazione italiana?» ha detto Bonaiuti riferendosi al Lazio e alla Lombardia. «Voglio sentire al più presto Bossi e Berlusconi - dice Roberto Calderoli - e poi decideremo perché serve subito una risposta politica ai furbi che cercano le vittorie a tavolino».

Ignazio La Russa non sembra sorpreso dall'altolà ai ricorsi. «Per noi non è una sorpresa», ma ora «confidiamo nella decisione del Tar» ha detto il ministro della Difesa e coordinatore Pdl. «Per noi non è una sorpresa la decisione della Corte d'appello, perché è un'anomalia, legata alla riforma del voto regionale, il fatto che si affidi allo stesso organi la potestà di decidere su un ricorso a una decisione presa dalla Corte stessa. In ventiquattr'ore raramente il ricorso ha la forza di modificare una decisione appena presa. Questa anomalia è stata introdotta con il Tatarellum che ha istituito il listino senza indicare un organo giudicante diverso dal primo. Dunque ritenevamo molto improbabile, anche se non impossibile, un cambiamento». «A questo punto - ha aggiunto La Russa - confidiamo nel Tar. Non credo che metà Lombardia possa essere privata del diritto di esprimersi perchè un bollo è quadrato invece che tondo. Sono irregolarità meramente formali. Penso che il Tar ci darà ragione».

«Ora assisteremo a una marcia su Roma da parte del neofascista La Russa?» chiede provocatoriamente il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commentando in Transatlantico alla Camera le parole del ministro della Difesa sull'esclusione di liste del centrodestra alle regionali («siamo pronti a tutti» aveva detto La Russa). «Per fortuna - ha aggiunto l'ex pm - oggi non è come allora e se dovessero farlo ci sarebbe una rivolta sociale che metterebbe a rischio la convivenza pacifica».

«Ci sono diversi sedi istituzionali che devono giudicare; aspettiamo serenamente che finiscano queste pratiche, e noi non cerchiamo avvenimenti che turbino la fisiologia del voto» ha detto da parte sua il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. «Detto questo - ha proseguito -, ci sono regole uguali per tutti e tutti devono rispettarle. Credo che ci si debba rimettere alle procedure di garanzia che la nostra legge fissa a iosa. Di più - ha concluso - non dico».

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