Libia, trovato l'accordo nella maggioranza

Martedì, 3 maggio 2011 - 15:37:00
Ecco il testo definitivo della mozione di maggioranza sulla Libia, sottoscritta dai capigruppo di Pdl, Lega Nord e Iniziativa responsabile, Fabrizio Cicchitto, Marco Reguzzoni e Luciano Sardelli, che verrà presentata all'Aula di Montecitorio.

'La Camera, considerati i contenuti della risoluzione Onu 1973/2011 e della risoluzione 6/00071 approvata il 24 marzo 2011 dalla Camera dei Deputati nonche' delle comunicazioni rese dal Governo alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato in data 27 aprile 2011; tenuto conto dei rilevanti fenomeni migratori dalle coste del Nordafrica e della sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea del 28 aprile 2011 nella causa C-61/11 Ppu, in relazione al reato di immigrazione clandestina; considerato che una maggiore flessibilita' operativa dei nostri velivoli, che consenta azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico, potrebbe determinare il rischio concreto: di nocumento anche alle popolazioni civili, di un incremento dei flussi migratori, di maggiori oneri per lo Stato italiano e conseguente incremento della pressione fiscale per i cittadini impegna il governo - si legge nella mozione - a intraprendere immediatamente una decisa e forte azione politica sul piano internazionale finalizzata ad una soluzione, per via diplomatica, della crisi libica che ristabilisca condizioni di stabilita', pace e rispetto dei diritti umani ponendo fine alla fase militare e ai bombardamenti; escludere, per il futuro, qualunque nostra partecipazione ad azioni di terra sul suolo libico; in accordo con le Organizzazioni Internazionali ed i Paesi alleati fissare un termine temporale certo, da comunicare al Parlamento entro cui concludere le azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico, di cui in premessa, che comunque debbono attuarsi nel pieno rispetto dell'articolo 11 della Costituzione ed esclusivamente come strumento di difesa ad atti ostili, reali, concreti ed attuali rivolti contro i nostri veivoli ovvero contro la popolazione civile ed in condizioni di assoluta sicurezza per la popolazione civile stessa e per i nostri operatori'.

Il governo si intende dunque impegnato anche a "non determinare ulteriori aumenti della pressione tributaria finalizzati al finanziamento della missione; a dare esecuzione al piano di razionalizzazione delle missioni gia' in corso, da attuarsi, in accordo con le Organizzazioni Internazionali e i Paesi alleati, attraverso una graduale e concordata riduzione degli impegni del nostro Paese; intraprendere ogni iniziativa finalizzata al superamento delle criticita' conseguenti alla sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea di cui in premessa; a confermare gli impegni internazionali dell'Italia e a dare piena attuazione alla Risoluzione n. 600071 di cui in premessa promuovendo il reale concorso di tutti i Paesi alleati rispetto all'ondate migratorie in essere, all'asilo dei profughi e al contrasto dell'immigrazione irregolare".


"Il governo non si impegnerà con gli alleati nel fissare una data per la fine della missione e poi comunicarla al Parlamento". Lo afferma Marco Reguzzoni, capogruppo alla Camera della Lega Nord, al termine del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, convocato appositamente per definire una linea comune tra gli alleati sulla posizione da adottare sull'intervento militare italiano in Libia. La Lega, contraria all'intervento e, in particolare, alla partecipazione dei jet italiani ai bombardamenti, aveva infatti presentato una mozione su cui la maggioranza sarà chiamata a contarsi in aula. Un testo che, nonostante le rassicurazioni di Umberto Bossi sulla ferma volontà del Carroccio di non far cadere il governo, avrebbe comunque finito con l'avere ripercussioni politiche in caso di divergenze interne alla coalizione di governo. Reguzzoni non è entrato nel merito degli accordi, salvo anticipare la decisione di individuare con gli alleati una data per la fine delle ostilità. "Abbiamo trovato un accordo nella maggioranza» ha tuttavia spiegato, aggiungendo che «l'accordo è stato considerato soddisfacente per il mio partito".

Anche Luciano Sardelli, capogruppo di Iniziativa responsabile, ha scambiato qualche parola con i cronisti lasciando Palazzo Chigi: "Stiamo pensando di ridurre la nostra presenza in Afghanistan e in Libano - ha detto -. Noi pensiamo che in questi casi sia possibile ridurre in maniera significativa il nostro contingente militare". Ancora più esplicito il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: "Per quanto riguarda le altre missioni internazionali - ha spiegato La Russa - c'è un impegno da tempo, preso anche con l'accordo del presidente della Repubblica nell'ultimo Consiglio Supremo di Difesa, di ridurre gradualmente, con l'accordo delle organizzazioni internazionali, quindi mai unilateralmente, le missioni". Del resto, ha spiegato il ministro, si sa già che ci sarà una riduzione della presenza italiana "in Afghanistan dal 2012 e in Libano dove vogliamo che gli spagnoli abbiano più soldati di noi visto che hanno il comando e anche in Kosovo è prevista una graduale riduzione sino a zero nei prossimi mesi".

FINOCCHIARO - "La Lega non e' una forza pacifista. Il suo pacifismo e' un pacifismo dettato da convenienza ed egoismo. La lega vuole sfruttare la vicenda libica in chiave elettorale". Lo dice Anna Finocchiaro, Presidente dei senatori del PD. "Nella Lega domina una valutazione di convenienza che punta a convogliare sulla propria posizione il malcontento di una parte dell'elettorato di centrodestra. Siccome la propaganda della Lega sta dicendo che dall'intervento italiano in Libia verranno solo piu' immigrati sul nostro territorio e piu' tasse ora Bossi e i suoi ministri scoprono una vena pacifista. Ma questa posizione con il vero pacifismo non c'entra nulla: la Lega e' convinta che l'affrontare in maniera responsabile le relazioni internazionali porti solo dei guai, arrivando addirittura a rimpiangere i vecchi regimi arabi. E nella difficile dialettica con Berlusconi e con le sue giravolte ora gioca a 'scavalcare' a sinistra tutti accusando anche il PD di aver tradito i propri ideali. E' un gioco alquanto scorretto, figlio della degenerazione della politica italiana ma e' un gioco che ha il fiato corto. La verita' e' che alla Lega della Libia non importa nulla e su questa vicenda parlamentare delle mozioni sta giocando una partita tutta interna alla maggioranza, per misurare il proprio potere. Si tratta di un atteggiamento irresponsabile, che aldila' di come finira' a Montecitorio, sara' presto smascherato. Sarebbe necessario che l'Italia fosse protagonista, con gli altri Paesi, nella ricerca di una strada, che non puo' essere solo quella militare, se pure all'interno della risoluzione Onu, che fermi le violenze di Gheddafi, porti ad un cessate il fuoco e dia la possibilita' alla Libia di avviare un reale percorso di pace e democratico. Ne va della credibilita' internazionale del nostro Paese ma, purtroppo, il Governo italiano e la sua maggioranza stanno dando su questo uno spettacolo penoso"

0 mi piace, 0 non mi piace

Commenti

    Fai di Affaritaliani la tua HomePage
    Iscriviti alla Newsletter
    Mobile
    Seguici su facebook
    Rss
    Twitter
    Google
    Internet Explorer
    
    undefinedundefined
    undefinedundefined
    Pensioni/ Fornero, su esodati governo non e' sordo a problemi Paese =
    Siria/ Hollande, espulso ambasciatore a Parigi
    Terremoto/ Modena, tra le vittime anche il parroco di Rovereto
    Bpm/ Gip, legge per sisma Abruzzo serviva per giochi azzardo
    Terremoto/ FS, riaperte tutte le linee ferroviarie
    Pensioni/ Camusso, soluzione su esodati dimostra disprezzo persone
    LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

    Vuoi cambiare casa?

    Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
    Cerca subito!

    Prima rata gratis

    Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
    SCEGLI PRESTITÒ

    Auto usate

    Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
    Cerca adesso