Regionali/ I radicali: rinviare il voto. Bersani frena

Martedì, 9 marzo 2010 - 12:30:00


FORUM/ Caos liste in Lombardia e nel Lazio. Di chi è la colpa?

Lazio, il Tar respinge il ricorso: no alla lista del Pdl

Napolitano: "In democrazia rispettabile non servono atti di coraggio"

Regione Lazio, il ricorso alla Consulta? Grazie a Storace...

"Rinviare le elezioni regionali a fine aprile "per poter consentire un minimo di campagna elettorale, spostando di trenta giorni la consultazione così da mettere a posto questo 'casino' in cui si sono messi tutti quanti". Questa la proposta di Marco Pannella, a margine dell'assemblea dei Radicali. "Chiediamo solo - ha detto Pannella - che siano regolarizzate e normalizzate le elezioni, che altrimenti successivamente verrebbero annullate con un grave scandalo dalla giustizia italiana o dalla giurisprudenza internazionale". Pannella, durante il suo intervento ha chiarito che la candidatura di Emma Bonino non sara' ritirata: "Dico no all'Aventino - ha detto - anche perche' non mi sembra che il ritiro sia tecnicamente possibile".

LA BONINO: CON I BARI NON SI GIOCA MA NESSUN AVENTINO. "Con i bari non si gioca", e "non si puo' far finta che nulla sia accaduto": ma allo stesso tempo "non si puo' gettare la spugna" e "salire sull'Aventino". Emma Bonino apre l'assemblea dei Radicali in un teatro del centro di Roma e ribadisce le parole d'ordine che hanno scandito gli ultimi giorni di campagna elettorale della candidata del centrosinistra dopo l'esplosione del caos liste nel Lazio. "Non si puo' andare avanti come se nulla fosse accaduto - ripete Bonino - sono in gioco i diritti di tutti i cittadini italiani e l'attuale situazione politica elettorale e' la metafora del malessere italiano. E'una questione di legalita' - aggiunge - non solo per le liste del PdL respinte nel Lazio e in Lombardia. Siamo di fronte ad una mancanza di decenza istituzionale che ha caratterizzato l'intera vicenda nazionale della presentazione delle liste". La leader radicale non scioglie il nodo sull'ipotesi di un ritiro della sua candidatura, e ripete: "da una parte bisogna dire che 'con i bari non si gioca', dall'altra non propongo alcun Aventino. Mai nella nostra storia abbiamo gettato la spugna. Ma in questa situazione - spiega - e' difficile continuare in una campagna elettorale tra mercati e comizi da qualche parte come se nulla fosse. Sarebbe una risposta inadeguata". L'esponente radicale ribadisce che "c'e' una questione di legalita' non solo per le liste del PdL respinte nel Lazio e in Lombardia. C'e' una mancanza di decenza istituzionale che ha caratterizzato l'intera vicenda nazionale della presentazione delle liste, ma ribadisce che "non si puo' far finta di nulla: non e' accettabile - sottolinea rivolgendosi agli alleati del Pd - che si dica vinciamo, poi si vedra'. E' molto difficile continuare in una situazione nella quale la campagna elettorale prosegue come se niente fosse successo. Questa sarebbe una risposta inadeguata". Dunque, conclude Bonino dando mandato all'assemblea dei radicali, "e' stato necessario convocare questa assemblea per studiare e decidere il da farsi vista la situazione, perche' e' sempre stato ignorato e calpestato il diritto e perche' si possa tornare alla certezza delle regole in questo Paese". La riunione dovrebbe durare fino al tardo pomeriggio.

BERSANI: IL PASTICCIO SI INGROSSA. "Il pasticcio si ingrossa, volevano farsi le norme su misura e hanno sbagliato anche la misura". Pierluigi Bersani, segretario Pd, commenta la decisione del Tar sulla lista Pdl in Lazio e punta su un aspetto della vicenda: "Quel che denuncio con più forza è che pasticcio dopo pasticcio questa maggioranza sta impedendo al Paese di parlare dei suoi problemi. Questa è la cosa centrale e noi useremo la nostra mobilitazione non solo per protestare ma anche per affermare le priorità del Paese che sono democrazia e lavoro".

DI PIETRO, DA SABATO INIZIA RIVOLUZIONE PACIFICA. Da sabato, assicura il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, con la manifestazione nazionale dell'opposizione contro il decreto 'salva liste' parte la "rivoluzione pacifica di massa. Da sabato inizia la riscossa della societa' civile per la legalita' e per lo Stato di diritto, con l'impegno di rimandare a casa un governo golpista, fascista, razzista. O ci svegliamo adesso o torneremo a chiamarci sudditi". "Ci auguriamo - conclude Di Pietro - che la manifestazione sia un monito per tutti e che faccia capire che gli italiani non ci stanno piu' ai giochetti di potere e alle ipocrisie".
Una manifestazione contro Napolitano? "Ma non diciamo sciocchezze". Antonio Di Pietro, liquida cosi' chi gli chiede se l'Idv sabato sara' in piazza contro il Presidente della Repubblica che ha firmato il decreto 'salva liste': "Quello che è certo è che l'Idv sabato non vuole fare una manifestazione per sviare l'attenzione dell'opinione pubblica rispetto a chi e' il vero massacratore di legalita'. L'Idv sabato vuola fare sapere a tutti che in Italia c'è un massacratore di legaliata', un gerarca che vuole stracciare la Costituzione e cambiare le regole mentre si e' in gioco, cosi' come faceva Benito Mussolini... Da Benito Mussolini, a Benito Berlusconi". Certo, conclude Di Pietro, "ci lamentiamo se qualcuno con maggiore autorità non si è opposto, ma certamente saremo in piazza per opporci al regime fascita di ritorno, non a chi" ha solo la colpa di "stare a guardare".

GIALLO SUL PLICO. Il plico contenente la documentazione per la presentazione della lista e' stato preso in consegna alle ore 17 del 27 febbraio da un delegato del Pdl che lo ha riconsegnato al reparto dei Carabinieri di stanza all'ufficio elettorale della Corte di appello di Roma solo alle 19,30. Non vi è alcuna certezza che il delegato di parte ricorrente fosse munito della prescritta documentazione". E' questo uno dei passaggi della motivazione dell'ordinanza con cui e' stato respinto il ricorso, rendendo inapplicabile il dl del governo. Il giallo del plico scomparso per un paio d'ore (l'avvocato del Pd Gianluigi Pellegrino cita un verbale dei carabinieri del 27 febbraio secondo cui "il delegato Pdl lo avrebbe portato via per poi riconsegnarlo alle 19,30") rende ancora piu' confusa la situazione.

E' vero? E in quel caso lo sapeva Silvio Berlusconi? Il coordinatore del Lazio, Vincenzo Piso, nega che ci sia un caso ("Qualcuno - dice - dovra' rispondere delle tante falsita' dette"), ma il premier - riferiscono alcuni ex azzurri - avrebbe chiesto infomazioni a riguardo. Per accertare la verita', perche' se fosse vero - giurano le stesse fonti - il Cavaliere era all'oscuro di tutto. Del resto e' da giorni che il Capo del governo si lamenta del fatto che "su questa storia ci sono troppe versioni discordanti" e parla di "negiglenze". Pur difendendo i rappresentanti di lista (lo ha fatto durante l'ufficio di presidenza) e i vertici del partito.

Gli avvocati del partito di via dell'Umilta' sono pronti a fare ricorso al Consiglio di Stato, ma il presidente del Consiglio non avrebbe nascosto il suo sconcerto. Anche naturalmente per la decisione del Tar del Lazio che assegna solo alla regione la competenza di deliberare in materia elettorale. "Non si puo' mettere in discussione il dl, basta con la burocrazia, non si vince con le carte bollate", e' il ragionamento ripetuto dal premier. Il presidente del Consiglio aveva spiegato ai suoi di voler reimpostare la campagna elettorale rivendicando il merito di aver portato il Pdl fuori dalla palude. Ma naturalmente prima di poter "svoltare pagina" si attende la decisione finale che arriverà oggi. "Siamo convinti che domani mattina la nostra lista sara' ammessa alla competizione elettorale", dice Denis Verdini. Nel partito c'e' anche chi e' pessimista, ma Renata Polverini spera.

BOCCHINO AD AFFARI: FINI ARRABBIATO? FANTAPOLITICA. "Intanto aspettiamo la decisione dell'ufficio elettorale della Corte D'Appello dopo la ripresentazone della lista del Pdl", spiega ad Affaritaliani.it il capogruppo del Pdl alla Camera e braccio destro di Fini, Italo Bocchino. Il presidente della Camera e quel suo "che figura"? "Non mi sembra". E sui timori che il premier abbia deciso di dare per perso il Lazio: "Fantapolitica, solo chiacchiere".

FAREFUTURO: QUESTA NON E' POLITICA. "Ma non chiamatela politica. Dategli almeno un altro nome, meglio se inventato: chiamatela 'pasticcia' o magari 'raffazzona', o anche 'rabbercia'. Insomma, dategli il nome che volete ma vi prego non chiamatela 'politica'": questo l'appello del direttore Filippo Rossi su Ffwebmagazine, il periodico online di FareFuturo, la fondazione di Gianfranco Fini, a proposito del 'caos liste'.

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