Regionali/ Napolitano: garantire il diritto di voto. Di Pietro: "Impeachment"

Sabato, 6 marzo 2010 - 17:20:00

 
----------------
P.S. 6.3.2101. È andata proprio come previsto. Avendo il governo adottato B, gli è stato rimproverato A. Avesse adottato A, gli sarebbe stato rimproverato B. Il tutto senza che l’opposizione abbia fatto una sola proposta. Il vantaggio di giocare di rimessa, che sarebbe stato bene non lasciarle.
Gianni Pardo


LA CRONACA/ Via libera del Consiglio dei ministri al decreto interpretativo per risolvere il nodo-liste alle elezioni regionali (i contenuti), dopo lunghissime trattative tra il governo e il Quirinale. Napolitano firma nella notte. Oggi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Berlusconi: un dl per ridare il diritto al voto. Contrario il Pd, Bersani: no a scorciatoie. LEGGI TUTTO

Il "pasticcio" non scalfisce la fiducia nel premier che guadagna due punti. Lo rivela in esclusiva ad Affaritaliani.it Nicola Piepoli

FORUM/ Caos liste in Lombardia e nel Lazio. Di chi è la colpa?

LE PROPOSTE/ Ecco come uscire dal caos liste Di Renzo Modiano

E' stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto salva-elezioni approvato venerdì dal governo. Il dl numero 29 del 5 marzo 2009 ha per titolo 'Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione'. Il decreto è dunque in vigore.

NAPOLITANO: NORME E DIRITTI CITTADINI BENI UGUALMENTE PREZIOSI. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha spiegato le ragioni per cui ha firmato il decreto salva-elezioni e lo ha fatto rispondendo sul sito del Quirinale al messaggio di due cittadini, uno a favore e uno contro un provvedimento legislativo. "Egregio signor Magni, gentile signora Varenna, ho letto con attenzione le vostre lettere e desidero, vostro tramite, rispondere con sincera considerazione per tutte le opinioni dei tanti cittadini che in queste ore mi hanno scritto", spiega il capo dello Stato. "Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici", ha sottolineato. "Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella piu' grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall'ufficio competente costituito presso la corte d'appello di Milano", ha sottolineato. "Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi", ha spiegato. "Non si puo' negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico", ha insistito.

Napolitano
Giorgio Napolitano
Il capo dello Stato ha voluto ripercorrere le fasi che hanno preceduto il varo del decreto. "Si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori esponenti dell'opposizione, che avevano dichiarato di non voler vincere - neppure in Lombardia - 'per abbandono dell'avversario' o 'a tavolino'", ha ricordato Napolitano. "E si era anche da piu' parti parlato della necessita' di una 'soluzione politica': senza peraltro chiarire in che senso cio' andasse inteso", ha sottolineato, "una soluzione che fosse cioe' 'frutto di un accordo', concordata tra maggioranza e opposizioni? Ora sarebbe stato certamente opportuno ricercare un tale accordo, andandosi al di la' delle polemiche su errori e responsabilita' dei presentatori delle liste non ammesse e sui fondamenti delle decisioni prese dagli uffici elettorali pronunciatisi in materia". In realta', ha ammesso, "sappiamo quanto risultino difficili accordi tra governo, maggioranza e opposizioni anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor piu' in clima elettorale: difficili per tendenze all'autosufficienza e scelte unilaterali da una parte, e per diffidenze di fondo e indisponibilita' dall'altra parte".

"Ma in ogni caso - questo e' il punto che mi preme sottolineare - la 'soluzione politica', ovvero l'intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti", ha proseguito ancora. "E i tempi", ha ricordato il capo dello Stato, "si erano a tal punto ristretti - dopo i gia' intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano - che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge".

Napolitano non si e' sottratto a pronunciarsi sul merito del dl. "Diversamente dalla bozza di decreto prospettatami dal governo in un teso incontro giovedi' sera, il testo successivamente elaborato dal Ministero dell'interno e dalla Presidenza del consiglio dei ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalita'", ha assicurato. "Ne'", ha poi sottolineato, "si e' indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione - comunque inevitabilmente legislativa - potesse essere ancora piu' esente da vizi e dubbi di quella natura". "La vicenda e' stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l'acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali", ha insistito Napolitano. Il Capo dello Stato ha voluto riaffermare il principio che ispira il suo mandato. "E' bene che tutti se ne rendano conto. Io sono deciso a tenere ferma una linea di indipendente e imparziale svolgimento del ruolo, e di rigoroso esercizio delle prerogative, che la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica, nei limiti segnati dalla stessa Carta e in spirito di leale cooperazione istituzionale", ha ammonito. Infine, Napolitano ha mandato un messaggio a quanto hanno stigmatizzato la firma del dl. "Un effettivo senso di responsabilita' dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie", ha detto, e - con un'ultima battuta riservata all'esecutivo- "a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri".

BERLUSCONI: ABBIAMO RISPETTATO LA LEGGE. Un sabato interamente romano per Silvio Berlusconi che è rimasto tutta la giornata a Palazzo Grazioli. Il Cavaliere a chi lo ha contattato ha ripetuto sempre lo stesso ragionamento: "Abbiamo rispettato la legge, abbiamo dato solo un'interpretazione delle norme senza modificare nessuna legge". Possono dire quello che vogliono - ha spiegato il Cavaliere -, noi penseremo solo a governare e a vincere le elezioni. E' chiaro pero' - ha fatto inoltre notare il premier ai suoi interlocutori - che a comandare da quella parte e' Di Pietro.

DI PIETRO ATTACCA NAPOLITANO. "Ieri sera appena ho saputo che Napolitano aveva firmato la legge salva Pdl, che permette a chi ha violato la legge di essere riammesso alla competizione elettorale, ho pensato tra me e me, come gia' e' avvenuto per le altre leggi ad personam, che il Presidente della Repubblica si era comportato da Ponzio Pilato, lavandosene le mani. Poi, stamattina, dalla lettura dei giornali ho appreso che il Colle avrebbe partecipato attivamente alla stesura del testo. Se cosi' fosse sarebbe correo visto che, invece di fare l'arbitro, avrebbe collaborato per cambiare le regole del gioco mentre la partita era aperta". Lo afferma in una nota il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che prosegue dicendo: "Allora, c'e' la necessita' di capire bene il ruolo di Napolitano in questa sporca faccenda onde valutare se non ci siano gli estremi per promuovere l'impeachment nei suoi confronti per aver violato il suo ruolo e le sue funzioni".

"Lo dico - prosegue - con tutto il rispetto per la sua funzione ma anche con il dovere che spetta ad una forza politica presente in Parlamento che deve salvaguardare la democrazia. Da subito - avverte - ci attiveremo per mobilitare i cittadini onesti con una grande manifestazione a difesa della Costituzione contro quest'ennesima legge ad personam".

BERSANI: AVENTINO NON RISOLVE NIENTE. "Capisco la scossa e il turbamento (dei radicali, ndr) soprattutto nella situazione del Lazio. Perche' la soluzione trovata e' tre volte incredibile. Detto questo con l'Aventino non abbiamo mai risolto niente". Lo ha affermato a Genova Pierluigi Bersani commentando l'ipotesi avanzata dai radicali di ritirarsi dalle elezioni Regionali a seguito della entrata in vigore del decreto 'salva liste'. Poi risponde a Di Pietro dopo l'attacco al Capo dello Stato: "Lasciamo fuori il Presidente Napolitano. Non è il suo mestiere entrare nel merito dei decreti. Il governo ha la responsabilita' di questo decreto. E' a lui che bisogna rivolgersi". Il leader del Pd poi annuncia: "Comiciamo da oggi una mobilitazione che arrivera' anche alle sedi giurisdizionali. I Tar sono ancora aperti e arriveremo fino alla Corte costituzionale". "Lavoreremo soprattutto perche' nelle urne avvenga da parte dei cittadini, sia di destra che di sinistra, una presa di coscienza", ha aggiunto. Bersani ha definito il 'decreto salva liste' "un trucco vergognoso". "I cittadini devono rispettare le regole tutti i giorni. Le
altre liste devono rispettare le regole. Loro si fanno le regole da se'. Il decreto basta che uno lo legga e si accorge subito che e' un trucco vergognoso", ha sottolineato.

FINI: LA VIA DEL DECRETO MI SEMBRA MALE MINORE. "La via del decreto mi sembra il male minore, e tutto quello che e' stato detto e che si sarebbe verificato in mancanza di una interpretazione autentica della legge": lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, commentando il dl salva elezioni regionali, a margine della presentazione a Riccione del suo libro 'Il futuro della liberta'', spiegando che il suo pensiero concorda con quanto detto da Giuliano Amato. Una legge, dunque, ha spiegato ancora Fini, "che avrebbe garantito a tutti la possibilita' di partecipare e agli elettori il diritto-dovere di pronunciarsi anche in ragione di quello che e' il programma e di quelli che sono i comportamenti che hanno contraddistinto le parti".

"La prima cosa che non bisogna fare è tirare in ballo, in nessun modo, il Capo dello Stato", ha detto Fini. "Non da quella parte dell'opposizione che lo accusa di essere di parte o come Ponzio Pilato - ha detto ancora Fini - né da quella parte di maggioranza che, dietro la firma, si nasconde per dire che e' la prova della bonta' del decreto".

CAPEZZONE - "Anche stavolta il Pd restera' silenzioso? Ma davvero la sinistra sperava di buttare fuori gara i suoi antagonisti e di correre in beata solitudine, offendendo 15 milioni di italiani?", dice Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, osservando che "ora, Bersani, Bonino, Di Pietro, visto che non sono stati capaci di rispettare i loro avversari, dovrebbero almeno sforzarsi di rispettare gli elettori, a cui viene restituita dal decreto la possibilita' di esercitare il loro diritto di voto, e il Quirinale, che si e' mosso con scrupolo e senso di responsabilita'". "E' addirittura indecente - sottolinea - che Di Pietro parli di impeachment".

BONINO - Emma Bonino annuncia per oggi alle 11 una riunione dei Radicali "per valutare la situazione, ma e' indubbio che rispetto alle nostre denunce, poi alle nostre proposte, che il governo ha invece voluto reagire semplicemente con questo ennesimo decreto che tutti possono giudicare. Oggi trarremo le conseguenze e decideremo il da farsi, perche' viene da chiedersi, e non e' una battuta, se si cominceranno a fare anche decreti intepretativi per stabilire chi ha vinto o chi ha perso le elezioni. Noi radicali - aggiunge la candidata Pd alla presidenza della Regione Lazio - abbiamo almeno l'orgoglio di non essere stati conniventi, e di aver cercato fino all'ultimo momento possibile di evitare questa situazione". "Si sa - ha aggiunto durante una diretta a Radio Radicale - quanto e da quanto tempo abbiamo lottato con tutti i mezzi democratici e nonviolenti a disposizione contro questa illegalita' pervasiva che da anni ammorba i processi elettorali. Nel 2000 denunciammo alle Procure. Piu' recentemente abbiamo detto e documentato le violazioni per omissione delle istituzioni preposte al processo elettorale e a questa antistorica situazione di raccolta firme, che pero' nessuno ha voluto cambiare. Con uno sciopero della fame e della sete abbiamo tentato di attirare l'attenzione delle piu' alte cariche dello stato su questo fenomeno. E oggi - rileva - ci troviamo di fronte ad un decreto veramente incredibile, chiaramente incostituzionale, che pone rimedio, si fa per dire, ai due casi di Lazio e Lombardia". "L'appello che abbiamo sentito in questi giorni e' stato 'come si fa a privare del voto milioni di elettori'. Nessuno ha ascoltato e si e' emozionato quando siamo andati ripetendo fino alla nausea che altri milioni di cittadini erano privati del loro diritto di voto, in molte altre regioni, dal Veneto alla Emilia alle Marche alla Basilicata. Nei giorni scorsi - ricorda - e ancora ieri, abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio appunto per rappresentargli una proposta erga omnes, che fosse accettabile, che riguardasse l'intero territorio nazionale".

SCHIFANI - Nessuna campagna elettorale puo' legittimare un attacco al Capo dello Stato la cui autorevolezza ed il cui prestigio sono noti a tutti i cittadini italiani come garante della Costituzione e del senso alto delle istituzioni, mi auguro fortemente che questi toni si abbassino perche non ve ne e' affatto bisogno" Lo ha dichiarato il Presidente del Senato Renato Schifani a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico della Lum.

0 mi piace, 0 non mi piace

Commenti

    Fai di Affaritaliani la tua HomePage
    Iscriviti alla Newsletter
    Mobile
    Seguici su facebook
    Rss
    Twitter
    Google
    Internet Explorer
    
    Impregilo/ Salini sale al 20,0617%
    Confindustria/ Federlegno appoggia candidatura Squinzi
    Imu-Chiesa/ Monti, esezione solo attivita' non commerciali
    Papa/ Della Chiesa di Roma si parli per la Fede e non per altro
    Crisi/ Spread Btp-Bund chiude risalendo a 388 punti
    Giustizia/ Si' definitivo Senato a Dl processo civile
    Milleproroghe/ Si' Senato a fiducia, Dl torna alla Camera
    Borse/ Chiudono in lieve rialzo tranne Londra; Atena -7%
    LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

    La casa su misura?

    Per te migliaia di offerte di immobili. In vendita e affitto
    Cerca subito!

    Prima rata gratis

    Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
    SCEGLI PRESTITÒ

    Auto usate

    Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
    Cerca adesso