Veneto, "nel Pdl molti contro Galan"

Giovedì, 1 ottobre 2009 - 19:15:00


berlusconi galan bossi


La Lega vola a percentuali clamorose. I numeri del sondaggio choc
Che cosa sta succedendo in Veneto? Veramente il Centrodestra andrà con due candidati alle Regionali della prossima primavera? Affaritaliani.it lo ha chiesto a Roberto Ciambetti, capogruppo del Carroccio in Consiglio. "Magari potessimo andare con un candidato nostro, il clima infatti è molto positivo", esordisce l'esponente leghista. Che poi spiega: "Realisticamente parlando penso che ci sarà una ricomposizione dell'alleanza perché una corsa a due avrebbe inevitabilmente anche riflessi nazionali. Non è pensabile infatti di fare una campagna elettorale con le norme del galateo, sarebbe una campagna pesante. La nostra richiesta di correre con un nostro candidato rimane e continuiamo a dirlo, ritengo che si troverà una soluzione". Poi l'affondo contro gli alleati: "Mi dispiace che le cose dette sui giornali non siamo vere... nel Pdl c'è una lotta intestina e qualcuno cerca di smarcarsi sperando magari che il Lodo Alfano vada male per Berlusconi. Qualcuno del Popolo della Libertà ha addirittura chiesto 'asilo politico' alla Lega. Non di entrare nel nostro movimento ma certamente in una corsa a due starebbe con noi e non con Galan".

I RETROSCENA DELLA VICENDA CHE FA TREMARE LA MAGGIORANZA

L'investitura è ufficiale, annunciata l'altra sera dal Cavaliere alla sua festa di compleanno a Roma, una mano sulla spalla di Giancarlo Galan e l'altra che alzava il calice per il brindisi: il governatore in carica sarà il candidato del Pdl in Veneto alle elezioni di primavera. Davanti avevano una trentina di deputati, tra cui i veneti Alberto Giorgetti (il coordinatore regionale, ex An), Giustina Destro e Fabio Gava. Il lungo braccio di ferro con la Lega, che aveva messo la Serenissima in testa agli obiettivi di marzo schierando nomi emergenti come il ministro Zaia e il sindaco veronese Tosi, sembra dunque finito. E non nel modo che almeno gli uomini del Carroccio auspicavano, cioè con un accordo tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, ma con una scelta unilaterale. La decisione è stata presa poche ore prima dell'annuncio, in un incontro a Palazzo Grazioli tra Berlusconi e Galan. Da quando la Lega aveva alzato la voce pretendendo il suo posto, il governatore aveva cominciato a mandare segnali di insofferenza: dalle dichiarazioni da «piccolo Fini» sulla cittadinanza agli stranieri fino a votare un ordine del giorno della sinistra in Regione per tenere lontane dal Veneto future centrali nucleari. Poi Galan ha minacciato di correre da solo, con una sua lista, se Berlusconi e Bossi avessero trovato la convergenza su Zaia o Tosi. Il Cavaliere avrebbe «calato le braghe» se avesse accettato la candidatura di un leghista.

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