Regionali/ A Venezia Brunetta sconfitto
"Questo risultato elettorale è il miglior riconoscimento per l'attività svolta dal Governo, per le prospettive di stabilità del sistema politico e per la possibilita' di realizzare, in questa seconda parte della legislatura, le riforme necessarie per l'ammodernamento e lo sviluppo del nostro Paese". Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che aggiunge: "Gli elettori moderati si sono riconfermati maggioranza anche nel Lazio nonostante sia stata impedita la presentazione del simbolo del Popolo della liberta'. L'alleanza del Pdl con la Lega si conferma una robusta forza di cambiamento nelle Regioni piu' importanti, garanzia del rinnovamento e della modernizzazione del Paese". Berlusconi conclude: "Ringrazio di cuore tutti gli elettori che ci hanno sostenuto con la loro fiducia e con il loro voto nonostante la terribile campagna di calunnie e di diffamazioni che ci e' stata scagliata contro negli ultimi due mesi. Ancora una volta l'amore ha vinto sull'invidia e sull'odio. Grazie a tutti".
BERSANI: NON E' GIUSTO PARLARE DI SCONFITTA. Pierluigi Bersani non ci sta a leggere i risultati delle Regionali come una disfatta per il Pd. "Non intendo cantare vittoria ma neanche descrivere un fatto che somiglia a una sconfitta del nostro centrosinistra", ha detto il segretario del Pd nel corso di una conferenza stampa. Di fatto, ha spiegato, "c'e' stato un avvicinamento del nostro schieramento a quello del centrodestra" fino a "dimezzare le distanze". Rispetto alle Europee, ha poi spiegato "siamo avanzati di cira un punto, certo - ammette - ci sono state delle difficolta' che non possono oscurare la tenuta". "Il risultato delle elezioni nel Lazio è stato come colpire un palo al 90esimo minuto, abbiamo perso per circa 77mila voti su un totale di 2 milioni e 700mila voti. Nessuno ci avrebbe potuto portare più avanti di quanto ha fatto Emma Bonino, i numeri del voto dimostrano anche che c'è stata una sua affermazione personale oltre i partiti". Pierluigi Bersani ha ventilato l'ipotesi di un ricorso al referendum nel caso la maggioranza forzi la mano su una riforma presidenzialista. "Se ci sara' una forzatura, sappiamo che il meccanismo prevede anche una consultazione popolare", ha ricordato il segretario del Pd. Nel merito, ha poi spiegato, il Pd e' disposto a un confronto sulle riforme istituzionali. "Si vada in parlamento, non temiamo la discussione sui temi istituzionali", ha detto. Chiusura totale invece sull'idea di Silvio Berlusconi di
consultare i gazebo. "Non so cosa ne sappiano...", ha detto.
VENDOLA CANDIDATO PREMIER? Non è disposto a mettere ipoteche sul futuro candidato premier Pier Luigi Bersani. "Chi sara' il capitano o la capitana lo vedremo nel 2013", ha spiegato il segretario del Pd rispondendo, nel corso di una conferenza stampa sui risultati delle regionali, ad una domanda sulla possibilita' che Nichi Vendola possa essere il candidato premier del centrosinistra. "Non c'è nessuna preclusione o prenotazione", ha detto, "ma le elezioni saranno nel 2013 e vorrei assicurare che nessuno sta pensando a questa cosa". Prima, ha sottolineato, "bisogna costruire il campo, strutturare le convergenze politiche e stendere una piattaforma sincera". Poi, quando si arrivera' al momento giusto, "tutti quelli che concorrono si convinceranno a scegliere il candidato o la candidata che meglio possa vincere. Non c'e' nessuna preclusione perché vincere piace a tutti". 
Nichi Vendola
NAPOLITANO: CONTRO L'ASTENSIONISMO LE RIFORME. Occorrono "ulteriori riforme", procedendo su quelle avviate e quelle "apparse condivise" nella scorsa legislatura: lo dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una dichiarazione di auguri ai nuovi governatori e consiglieri regionali. Napolitano si augura che dagli eletti venga l'impulso allo "sviluppo del processo riformatore, su basi autonomistiche e solidali, a miglior presidio dell'unità nazionale e degli equilibri costituzionali" che potrà porre rimedio al fenomeno dell'astensionismo. "Le autonomie regionali e locali sono parte essenziale del sistema dei poteri repubblicani - ha aggiunto il presidente -, qual è stato stabilito dalla Costituzione del 1948 e dalle sue successive revisioni. Si tratta di un ordinamento, che per potersi considerare compiuto e per rafforzarsi nei suoi equilibri, richiede ulteriori riforme, in parte già avviate e in corso di realizzazione, e per altri aspetti già delineate e apparse condivise in Parlamento nel corso della precedente legislatura".ù
Il centrodestra fa cappotto nelle elezioni provinciali del 2010: si aggiudica al primo turno le 4 province in palio (Caserta, Imperia, L'Aquila, Viterbo). Nel 2005 il centrodestra conquistò solo Imperia.
VENEZIA. Renato Brunetta ha telefonato al suo avveersario del centro sinistra, Giorgio Orsoni, per congratularsi della sua elezione a sindaco di Venezia.Orsoni è al 51,44% rispetto a Brunetta al 42,24% mentre il 3,16% va all'esponente del movimento di Grillo, Marco Gavagnin. "Con i voti della Lega avrei vinto al primo turno", ha subito commentato Brunetta. 
Renato Brunetta
GLI ALTRI COMUNI
A Macerata è in vantaggio del candidato del centrosinistra Romano Caracini con il 45,9%, che supera quello della destra Fabio Pistarelli con il 40,9%: probabile quindi il ballottaggio. Finito già lunedì lo spoglio a Chieti: vittoria al primo turno di Umberto Di Primio (centrodestra) con il 61,4%, fermo al 33,8% Francesco Ricci (centrosinistra).
Ad Andria probabile successo del centrodestra al primo turno con Nicola Giorgino al 57,5%, mentre Nunzio Liso del centrosinistra ha il 17,6%. Un'altra sfida interessante in Puglia era quella di Margherita di Savoia: eletta sindaco la deputata del Pdl Gabriella Carlucci con il 69,5% dei voti. A Vibo Valentia il candidato del centrosinistra Michele Soriano ha il 41,7%, Antonino Daffinà (Udc e liste civiche) ottiene il 23,5%, mentre Nicola D'Agostino (Pdl e liste civiche) ha il 29,1%. A Matera Salvatore Adduce (centrosinistra, Udc) ha il 48,2% e guida davanti ad Angelo Tosto (Mpa + 6 liste civiche) con il 25,9% e il candidato del Pdl Francesco Acito fermo al 15,4%.
PROVINCIALI
Le quattro province dove si votava vanno tutte al centrodestra, che ne aveva due. All'Aquila successo di Antonio Del Corvo che ha ottenuto il 53,4%, scalzando dalla poltrona di presidente Stefania Pezzopane (centrosinistra), ferma al 45,3%. A Imperia vittoria al primo turno di Luigi Sappa: il candidato del centrodestra ha ottenuto il 59%, mentre il rivale del centrosinistra Riccardo Giordano si è fermato al 32,5%. A Viterbo Marcello Meroi (centrodestra + Udc) con il 54,65% è il nuovo presidente della provincia e subentra al centrosinistra: superato il rivale Federico Grattarola con il 32,1%, penalizzato anche da Raffaele Saladino (Idv, Rifondazione + Pdci, Sinistra ecologia libertà) che ha ottenuto l'11,6%. A Caserta si profila un plebiscito per Domenico Zinzi (centrodestra) con il 64,4%, mentre Giuseppe Stellato (centrosinistra) ha il 30,5%.
Lo schieramento di maggioranza si conferma con ampi margini in Lombardia e Veneto, conquista la Campania e Calabria in modo altrettanto netto e al rush finale, con un risultato combattuto fino all'ultimo voto, annette le regioni "chiave" Piemonte e Lazio. Il centrosinistra perde quattro regioni (Piemonte, Lazio, Campania, Calabria), ma si conferma in sette: Emilia Romagna, Toscana, Marche, Liguria, Umbria, Puglia e Basilicata. In Puglia Vendola è confermato presidente dopo una lunga battaglia interna (per l'affermazione alle primarie) e contro l'avversario Rocco Palese, comunque non distante nelle percentuali. Decide il voto consistente alla candidata dell'Udc Poli Bortone. È stato un turno elettorale fortemente caratterizzato dall'astensionismo: la percentuale di affluenza si è attestata al 63,6%, in calo dell'8% rispetto alle regionali del 2005. Allora il rapporto delle regioni tra centrosinistra e centrodestra era di 11 a 2.
Analizzando il risultato dei singoli partiti, spicca il successo della Lega che sfonda in Veneto, avanza in moltissime regioni del Centro-Nord e soprattutto in Piemonte con Roberto Cota che diventa il primo presidente di regione leghista insieme a Zaia in Veneto. A sinistra il Pd conferma l'emorragia di voti, pur recuperando rispetto alle scorse Europee, ma con un preoccupante smottamento in Emilia-Romagna, sua storica roccaforte: mantiene la maggioranza ma Errani perde una decina di punti sul 2005 a vantaggio del voto di protesta per la lista di Beppe Grillo e per l'avanzata della Lega. Nel centrodestra il Pdl, come previsto, soffre il boom del Carroccio: viene superato in Veneto anche se mantiene il vantaggio in Lombardia (ridotto però ad appena 5-6 punti). Secondo le proiezioni dell'istituto Pragma-Emg sul 100% del campione, a livello nazionale il Pdl è al 26,7% e il Pd al 25,9%. La Lega Nord si assesta al 12,7%, l’Italia dei Valori al 6,9%, l’Udc al 5,8%, Sinistra Ecologia e Libertà al 3%, la Federazione della Sinistra al 2,9%, il movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo all’1,8%, la Destra di Storace e la lista Pannella Bonino entrambe allo 0,7% e l’alleanza di centro-democrazia cristiana allo 0,4%.
BEPPE GRILLO FA PERDERE LA SINISTRA IN PIEMONTE - Il Movimento a cinque Stelle di Beppe Grillo supera in alcune regioni anche il 3 per cento. In Piemonte, raccogliendo i malumori del popolo «No tav», addirittura ha impedito la vittoria di Mercedes Bresso, premiando invece il candidato leghista Roberto Cota. Infatti i dati del ministero dell'Interno, assegnano a Davide Bono, candidato del movimento fondato dal comico genovese, il 4,08% dei voti, un margine di gran lunga superiore a quello che è riuscito a conquistare Cota per vincere. In Lombardia il candidato grillino Vito Crimi raccoglie il 2,97% mentre al Movimento 5 Stelle va il 2,32%. In Veneto David Borrelli raccoglie il 3,10% dei consensi e il movimento 5 Stelle il 2,60%. In Campania, il candidato 5 Stelle prende l'1,3% e addirittura in Emilia Romagna il candidato presidente di Grillo Giovanni Favia prende il 6,98%, con la lista del Movimento 5 stelle al 5,99%. In alcuni casi, si tratta di percentuali che superano quelle raggiunte nelle stesse regioni dall'Italia dei Valori. E Di Pietro non può che congratularsi: "Un bel risultato".
PIEMONTE - In una delle regioni cruciali di questa tornata elettorale, vale a dire il Piemonte, la sfida tra il candidato del centrodestra, il leghista Roberto Cota, e la presidente uscente Mercedes Bresso è stata giocata fino all'ultimo voto. In serata la candidata del centrosinistra ha ammesso la sconfitta (si attesta intorno al 46,9%), annunciando però ricorso, e il neopresidente (47,34%) ha detto di non temere il riconteggio dei voti e anzi di ritenere che il centrodestra sia stato penalizzato. Davide Bono (Movimento Cinque Stelle - Beppe Grillo) guadagna circa il 4%.
LAZIO - Nel Lazio fiato sospeso fino all'ultimo voto. Emma Bonino e Renata Polverini sono state lungamente alla pari nelle proiezioni per la presidenza della Regione. Secondo i dati del Viminale la candidata del centrodestra è al 51,13% e quella del centrosinistra poco oltre il 48%. Ma già dalla sera di lunedì la Polverini ha anticipato il risultato convocando i sostenitori in piazza del Popolo. «I dati dicono che stiamo vincendo e questo dimostra che i miracoli sono possibili, che quando la gente vuole tutto è possibile» ha detto alzando le due dita in segno di vittoria. «Finalmente ho pianto - ha ammesso, tra le lacrime -. Abbiamo vinto». La Polverini, raggiunta dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, ha ringraziato Berlusconi e «tutte le province del Lazio, tutti gli uomini e le donne che hanno contribuito a questo successo».
LOMBARDIA - Non c'è storia invece in Lombardia. Roberto Formigoni, come previsto, vince con larghissimo margine. Il candidato del centrodestra ottiene il 56,1% contro il 33,3% di Filippo Penati, candidato del centrosinistra. Si attesta al 4,7% il candidato dell'Udc, Savino Pezzotta. Il Pdl è il primo partito con il 31,8%, seguito dalla Lega Nord - in netta crescita - con il 26,2%. Il Pd è al 22,9%. «Siamo alla quarta vittoria consecutiva in Lombardia - ricorda Formigoni -, abbiamo aumentato i voti di coalizione nonostante la fuoriuscita dell'Udc e ho raddoppiato il distacco rispetto al mio sfidante diretto, che nel 2005 era di circa 10 punti percentuali e ora è di circa 20. I cittadini ci hanno dato ancora fiducia e noi continueremo a governare all'insegna delle cose belle che i cittadini ci chiedono».
VENETO - Vola Luca Zaia in Veneto. Il candidato leghista, appoggiato anche dal Pdl, diventa governatore superando il 60% del voti. Giuseppe Bortolussi (centrosinistra) si piazza lontanissimo, al 29%. Antonio De Poli dell'Udc al 6,4%, David Borrelli (Mov. Beppe Grillo) attorno al 3%. La Lega Nord è il primo partito, con il 35% dei voti. «Questo risultato mi dà grande responsabilità - esulta Zaia -. Ci sono oltre 4 milioni di veneti che attendono risposte. La prima risposta è quella del federalismo. Questa elezione ha il significato di un premio al governo per la sua attività. Il Veneto inaugurerà da subito la stagione delle riforme».
LIGURIA - Dopo l'incertezza iniziale, in Liguria vince il candidato del centrosinistra, Claudio Burlando, con il 52,1%. Sandro Biasotti del centrodestra si ferma al 47,8%. «Abbiamo costruito un'operazione politica straordinaria - commenta Burlando -, abbiamo allargato la coalizione all'Udc e ci siamo rivolti anche agli elettori di Beppe Grillo, ma soprattutto abbiamo fermato la Lega dimostrando che qui in Liguria il popolo siamo noi del centrosinistra e del Pd».
EMILIA ROMAGNA - L'Emilia Romagna conferma Vasco Errani. Il candidato del centrosinistra ottiene il 52%. La sfidante, Anna Maria Bernini del centrodestra, si ferma al 36,7%. Da segnalare l'exploit del candidato del Movimento cinque stelle di Beppe Grillo Giovanni Favia, al 7%, e l'ottimo risultato della Lega, che ottiene il 13,7%. Per Errani, dunque, si tratta di una conferma, anche se il suo consenso è calato di oltre 10 punti: nel 2005 ottenne il 62,7%.
TOSCANA - Il centrosinistra vince anche in Toscana. Enrico Rossi ottiene il 59,7% delle preferenze. La candidata del centrodestra, Monica Faenzi, non va oltre il 34,4% mentre il candidato Udc, Francesco Bosi, si ferma al 4,6%. «Mi impegnerò nel modo più assoluto per essere il presidente di tutti i toscani - assicura Rossi - di qualsiasi colore e di qualsiasi opinione. Credo che la serietà delle nostre proposte - afferma - abbia dato ai toscani una opportunità che mi pare sia stata colta anche al di là degli schieramenti».
MARCHE - Nelle Marche il candidato alla presidenza per il centrosinistra, Gian Mario Spacca, si aggiudica la sfida con oltre il 53,2%, mentre il candidato del centrodestra, Erminio Marinelli si ferma al 39,7% e Massimo Rossi (Federazione della Sinistra, Sel) al 7,1%.
UMBRIA - In Umbria si afferma la candidata del centrosinistra, Catiuscia Marini, con il 57,2% dei voti rispetto a quella del centrodestra Fiammetta Modena, al 37,7%. La candidata sostenuta dall'Udc, Paola Binetti, è al 5%..
CAMPANIA - Il centrodestra trionfa largamente in Campania. Stefano Caldoro ha oltre dieci punti di vantaggio, attestandosi al 54% dei voti contro il 43% del candidato di centrosinistra Vincenzo De Luca. «Abbiamo raccolto una grande volontà di cambiamento - commenta Caldoro -. Il voto dimostra che la gente vuole fatti e non più parole. Abbiamo un grande senso di responsabilità, per questo da domani mattina saremo già a lavoro».
PUGLIA - Nelle elezioni in Puglia è in netto vantaggio Nichi Vendola, presidente uscente. Il candidato del centrosinistra è al 48,9%, contro il 42,1% di Rocco Palese, candidato del centrodestra. Attorno all'8,7% la candidata centrista Adriana Poli Bortone di Io Sud-Udc. «Un risultato splendido - dichiara Vendola -, i dati confermano che in Puglia c'è un laboratorio di buona politica».
CALABRIA - Nettissimo il risultato in Calabria, con il presidente del centrodestra Giuseppe Scopelliti che supera il 58% e il presidente uscente Agazio Loiero (centrosinistra) fermo al 32%. Filippo Callipo (Idv-Lista Pannella) è al 10%. «Dedico questa vittoria ai tanti calabresi onesti che hanno avuto la voglia di cambiare - dichiara Scopelliti - e che mi hanno dato la grande forza di condurre questa grande campagna elettorale. Era palpabile questa grande voglia di riscatto riscontrata in giro per le strade della Calabria nelle tante manifestazioni. La cosa più bella è che al momento siamo sopra dovunque». Loiero ha detto di non comprendere i motivi della sua sconfitta.
BASILICATA - Risultato deciso anche in Basilicata. Vito De Filippo (centrosinistra) supera il 60%, Nicola Pagliuca (centrodestra) è sotto il 28%. Magdi Cristiano Allam all'8,6%.



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















