Casini nel Pdl per colpa dell'Udc. Il retroscena

Giovedì, 21 gennaio 2010 - 07:56:00


Puglia, parte da Milano un pullman per votare Vendola alle primarie
Il parlamentino del Popolo della Libertà, riunito a Palazzo Grazioli, inizia i lavori dopo le 20 di sera e prosegue fino a notte inoltrata: sul tavolo la complessa questione delle candidature alle prossime elezioni amministrative ma soprattutto il nodo delle alleanze. Il dilemma principale è: quale ruolo avrà l’Udc nella tornata elettorale di fine marzo quando si voteranno i presidenti di 13 Regioni su 20? Su questo punto, a dispetto delle critiche sul partito caserma, il Pdl discute, polemizza, a tratti litiga. Quasi tutti concordano nel contestare la scelta di Casini del 'doppio forno' ma, forse per la prima volta, nel partito emergono e si fanno sentire più anime sul come trattare i centristi. I più critici nei confronti di un’intesa sono Scajola, Giovanardi e Bondi. Per quest’ultimo Casini è "in distonia con la nostra concezione del bipolarismo". Più possibilisti gli altri, seppur con differenti sfumature: dalle aperture più o meno convinte di Cicchitto a quelle più decise di Alemanno e dei finiani. Di fatto, alla fine, si decide di dare la delega al presidente Berlusconi per le decisioni finali, coadiuvato dai tre coordinatori nazionali.

Durante il summit si decide anche di attendere su alcune questioni e di rimandare le scelte definitive di una settimana. Al conclave, presieduto da Berlusconi, i tre coordinatori nazionali La Russa, Bondi e Verdini; i ministri, i presidenti dei senatori e dei deputati Gasparri e Cicchitto, il sindaco di Roma Alemanno e il commissario Ue Tajani. Viste le tante ipotesi ancora in campo, l’ufficio politico del Pdl opta di chiedere ai coordinatori di presentare, entro sette giorni, una rosa di nomi definitiva per gli aspiranti governatori. Tuttavia, qualche decisione di peso è stata presa.

All’inizio del vertice lo stato maggiore del partito sottoscrive la richiesta di Berlusconi di candidare a sindaco di Venezia il ministro Renato Brunetta - che ha confermato che restarà anche ministro in caso di vittoria in Laguna - perché, si legge in una nota diramata durante i lavori, "è una personalità politica di primo piano del Pdl. Per questa ragione, il presidente Berlusconi, a nome dell’intera coalizione, gli ha chiesto di accettare la candidatura" e anche perché Brunetta "è un veneziano autentico e appassionato verso la sua città che subisce da anni un grave declino e merita finalmente una guida capace di valorizzare le enormi potenzialità". Un nome pesante, pesantissimo per il dopo Cacciari, in grado di sbaragliare sulla carta qualsiasi avversario. Il cui nome verrà scelto con le primarie tra tre opzioni: Laura Fincato, Giorgio Orsoni e Gianfranco Bettin.

Altro nome forte e noto al grande pubblico è quello di Magdi Allam, giornalista di origine egiziana, naturalizzato italiano e dato in uscita dall’Udc. Sebbene il suo nome nei giorni scorsi fosse circolato come possibile candidato-solitario per i centristi in Lombardia, mercoledì è parso spendibile come rappresentante pidiellino in Basilicata. Un’ipotesi, questa, non ancora ufficializzata. Confermata la fiducia a Stefano Caldoro in Campania, è fumata nera per il candidato in Puglia: pur restando in campo l’ipotesi (sempre più flebile) del ticket formato dall’ex magistrato Stefano Dambruoso e dal capogruppo Pdl in Regione, Rocco Palese, paiono in salita le quotazioni del giornalista televisivo Attilio Romita, ex Tg1 e Tg2. Via libera anche all’ex direttore del Resto del Carlino e deputato Pdl Giancarlo Mazzuca in Emilia. In attesa di ufficializzazione invece, i candidati per Toscana, Umbria e Marche.

E mentre dal partito arriva l’ok definitivo alla prossima nomina a sottosegretario del leader del Movimento per l’Italia Daniela Santanchè, il Pdl si tormenta sul rapporto con l’Udc di Casini. Sebbene Berlusconi continui a ritenere opportunistica la strategia dei centristi, non è detto che le intese coi centristi siano compromesse del tutto. In Calabria, per esempio, dopo una prima ipotesi di un candidato Governatore con targa Udc (Roberto Occhiuto, ndr) per il Centrosinistra, sembra che i centristi possano convergere sull’uomo forte del Pdl, Giuseppe Scopelliti.

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