Nuovo attacco di Di Pietro contro il Quirinale

Lunedì, 8 marzo 2010 - 07:35:00


IL COMMENTO/ Stiamo con Napolitano turandoci il naso

FORUM/ Caos liste in Lombardia e nel Lazio. Di chi è la colpa?
Dopo aver ipotizzato l'impeachment del capo dello Stato, Antonio Di Pietro attacca chi lo critica su questo punto: «Ho letto i giornali - afferma - e ho assistito all'ipocrisia e alla pavidità tipiche di una certa cultura di questo Paese». «Tutti - aggiunge - hanno detto che questo provvedimento (il decreto salva-liste, ndr) è assurdo, abnorme, costituzionalmente senza senso, e ha ridotto la credibilità della funzione governativa e di quella di controllo». Secondo il presidente dell' Italia dei Valori, si tratta di un provvedimento «oltre che dannoso, inutile, perché non c'era bisogno di un decreto per riammettere le liste Polverini e Formigoni. Si doveva avere l' umiltà e l'accortezza di aspettare l'esito del lavoro dei giudici, cioè di rispettare le regole».

«Mi spiace constatare che, di fronte ad uno sfregio così evidente alla democrazia, serpeggiano l'ipocrisia e il falso perbenismo di coloro che sostengono che la colpa sia solo di chi ha commesso questo fatto grave lasciando fuori le responsabilità di chi doveva fare il controllore. A me pare - ha aggiunto il leader dell'Idv - che sia una coperta troppo corta per giustificare il comportamento del presidente della Repubblica». «Insisto nel sostenere che il comportamento del capo dello Stato nell'avallare questo decreto golpista è stato inutile e dannoso. La strada principale per mandare a casa questi golpisti - ha aggiunto Di Pietro - è il voto e credo che gli elettori si siano già resi conto che siamo di fronte ad un governo e una maggioranza che usano le istituzioni per farsi gli affari propri e per modificare le regole del gioco durante la partita: è stato superato il senso del limite. Mi spiace constatare che, di fronte ad uno sfregio così evidente alla democrazia, serpeggiano l'ipocrisia e il falso perbenismo di coloro che sostengono che la colpa sia solo di chi ha commesso questo fatto grave lasciando fuori le responsabilità di chi doveva fare il controllore. A me pare - conclude il leader dell'IdV - che sia una coperta troppo corta per giustificare il comportamento del Presidente della Repubblica».

Intanto la giunta regionale del Lazio riunita al completo in seduta straordinaria ha approvato all'unanimità una delibera che dispone il ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto legge salvaliste.

Berlusconi: "La sinistra si è ammanettata a Di Pietro"

Archiviato il decreto salvaliste Berlusconi continua la campagna elettorale con i suoi tradizionali argomenti contro il centrosinistra. «La sinistra, che ormai si è ammanettata a Di Pietro - ha detto Berlusconi in messaggio video nell'ambito della manifestazione elettorale organizzata dal PdL a sostegno del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Piemonte, Roberto Cota - è il partito dell'odio e dell'invidia sociale, vuole fare dell'Italia uno Stato di polizia dominato dall'oppressione tributaria e dall'oppressione giudiziaria. La nostra missione quindi, ancora una volta, è quella di opporci a questo disegno illiberale per difendere la democrazia e per difendere la libertà nell'interesse di tutti».

In una precedente messaggio lanciato durante il suo intervento telefonico alla manifestazione elettorale del Pdl a Napoli a sostegno di Stefano Caldoro, candidato alla guida della Regione Campania Berlusconi aveva detto: «Se tornasse al governo la sinistra - ha detto il premier ai suoi sostenitori - rimetterebbe l’Ici sulla prima casa, aumenterebbe dal 12,50% al 25% le tasse su Bot e Cct e introdurrebbe la patrimoniale sui piccoli immobili perché è in questo modo che vuole ridurre il deficit pubblico. La sinistra vuole limitare a 100 euro i pagamenti in contanti, obbligando a pagare il resto con assegni o carte di credito e questo - ha aggiunto - significherebbe precipitare in uno stato di polizia tributaria». Poi aggiungeva sulle intercettazioni: «Vogliono dare ai pubblici ministeri le intercettazioni su tutti e su qualunque cosa, in spregio a un diritto che per noi è fondamentale: la riservatezza e la privacy. E questo sarebbe uno stato di polizia». In merito, poi, agli extracomunitari, il presidente del Consiglio concludeva: «La sinistra vuole non frontiere aperte, ma frontiere spalancate perché possano arrivare quanti più immigrati possibile. La sinistra farebbe diventare l’immigrazione un’invasione, nella speranza di poter ribaltare la minaccia elettorale, consentendo agli immigrati di votare e facendo diventare gli italiani moderati, che siamo la maggioranza, la minoranza del Paese».

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