Referendum elettorale, veltroniani contro Bersani
"Sulle Province il gruppo del Pd ha fatto bene a mostrarsi unito nel voto alla Camera. Cio' non toglie che abbia fatto, a mio avviso, una scelta sbagliata. Riconoscere gli errori in politica non e' facile, ma in questo caso dovremmo avere il coraggio di farlo, e di correggere l'errore al Senato'.Lo dice Paolo Gentiloni, deputato del Partito Democratico in un intervento pubblicato oggi su Europa nel quale affronta anche la questione della legge elettorale e dei referendum. 'I referendum sulla legge elettorale -sostiene Gentiloni- non sono una bega interna al Pd. Non e' innanzitutto 'di partito' la loro origine, che risale piuttosto alle vittorie referendarie di giugno che hanno reso possibile cio' che tutti noi del Pd (e nei partiti in genere) ritenevamo da tempo velleitario'. 'E' giusto infatti dire che la via maestra per rimuovere il 'porcellum' e' varare una nuova legge; e facciamo bene, con la direzione convocata per il 19, a definire una proposta del Pd. Ma con onesta' dobbiamo riconoscere che quella strada maestra e' al momento bloccata e che non sara' facile -anche se resta doveroso tentare- riuscire a riaprirla. Se non come 'atto finale' della legislatura da parte di una maggioranza diversa dall'attuale. Dunque l'onda referendaria di giugno -sottolinea Gentiloni- ha aperto una nuova via, stretta ma non impossibile, per abolire l'attuale legge elettorale. Su questa via si e' incamminato per primo il senatore Stefano Passigli. Ma la sua proposta, se avesse successo, rischierebbe di sacrificare il bambino (il maggioritario) lasciandoci solo l'acqua sporca (le liste bloccate). La proposta elaborata da Pierluigi Castagnetti e da un gruppo di costituzionalisti, che verra' presentata lunedi' prossimo, e' dunque indispensabile -aggiunge Gentiloni- per evitare che la sacrosanta spinta a cambiare la legge elettorale venga incanalata in una direzione che con quella spinta avrebbe poco a che spartire'. 'Saro' tra i sostenitori di questo referendum - sottolinea il parlamentare del Pd - assieme a tanti esponenti delle diverse aree del Pd e di altri partiti, per una ragione molto semplice: il ripristino della legge Mattarella ci restituisce un sistema in cui l'elettore puo' scegliere sia i parlamentari nel proprio collegio, sia le coalizioni di governo. Non sara' perfetto, ma e' il sistema elettorale nel quale e' nato l'Ulivo e si e' incardinato il processo che ha dato vita al Pd. E non per caso' conclude Gentiloni. 
Intanto, secondo quanto è in grado di rivelare Affaritaliani.it da fonti interne al Partito democratico, mercoledì 13 luglio Beppe Fioroni, parlamentare del Pd e leader con Gentiloni e Veltroni della corrente dei Modem, presenterà la sua proposta di legge elettorale con altri colleghi di partito. La soluzione proposta è ancora top secret



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