Referendum, una più del diavolo. Tutte le manifestazioni per spingere al voto

Venerdì, 10 giugno 2011 - 09:23:00


greenpeace referendum

Uno striscione che penzola giù dal Colosseo nella placida mattinata romana: questa l'ultima trovata di Greenpeace che ha aperto l'ultima giornata di campagna referendaria. Manifestazioni e comizi previste in tutta Italia, con il tentativo dei promotori di non 'politicizzare' le consultazioni che si volgeranno tra domenica e lunedì e che vedranno gli italiani chiamati a decidere su quattro quesiti.

Due di essi riguardano la privatizzazione della rete idrica, un altro il legittimo impedimento e uno ancora il ritorno dell'Italia al nucleare. E' proprio nei confronti di quest'ultimo che si è rivolta l'attenzione di Greenpeace e delle altre associazioni ambientaliste, che si ritroveranno nella Capitale dalle 14.30 in piazza del Popolo, con nove ore di concerto e di intrattenimento all'insegna dello slogan "Io voto". Un'altra iniziativa, dello stesso genere, si terrà a Milano in piazza Duomo.

Entrambe le iniziative, così come tutte le altre 'minori' organizzate un po' in tutta Italia, puntano al raggiungimento del quorum, necessario affinché il voto sia ritenuto valido (e non succede dal 1995). Sono infatti oltre 47 milioni - esattamente 47.357.978 - gli elettori chiamati domenica (dalle 8 alle 22) e lunedì (dalle 7 alle 15) a esprimersi. Tra di essi, ci sono poco più di tre milioni di residenti all'estero che hanno già votato per posta - per il nucleare si sono espressi sui precedenti quesiti prima della riformulazione decisa dalla Cassazione: non si sa ancora se il loro voto è ritenuto valido e sarà conteggiato ai fini del quorum.

CORRADO GUZZANTI - In questa campagna referendaria le voci del 'no' non si sono fatte sentire. Mentre i promotori del referendum hanno messo in campo una vera e propria macchina da guerra con tanto di personalità politiche, della scienza, del mondo dello spettacolo e, perché no, anche comici: “Il 12 e 13 giugno alcune persone stravaganti si vorranno recare alle urne per abolire delle norme che spostando due virgole verranno riproposte pari pari da questo governo. Ammesso che raggiungano il quorum, è bene ricordare che difficilmente il loro voto verrà preso sul serio”. Corrado Guzzanti presta la sua voce per uno spot contro il nucleare, la privatizzazione dell'acqua e il legittimo impedimento.

 


IL TAXIQURUM - "Vuoi chiedere o offrire un passaggio in auto per andare a votare il referendum? Scrivi a battiquorum2011@xxxxx.com o telefona telefonate allo 377.XXXXXXXX", questa è una delle tante campagne per portare gli italiani al voto. "Te la senti di accompagnare al seggio una persona che da sola non potrebbe andare a votare al referendum del 12 e 13 giugno? Segnalaci la tua disponibilità su battiquorum2011@xxxxxx.com o telefonate al telefonate allo 377.XXXXXXXX" è invece la richiesta lanciata sul web per mettere in piedi un servizio di navette per portare alle urne chi non può muoversi di casa. L'idea è semplice, ma geniale: creare attraverso la Rete una serie di taxi privati in grado di invogliare, attraverso passaggi gratuiti ai seggi, gli italiani al voto. La pagina Facebook riservata all'evento è già un successo, 4.000 iscritti e prima del voto sono destinati ad aumentare.

facebook taxi quorum

 

LE REAZIONI POLITICHE- La politica, intanto, si divide: se il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, si dice "fiducioso" sul raggiungimento della soglia minima dei votanti, il premier, Silvio Berlusconi ha annunciato che non si recherà a votare. Quanto a Bossi, ha più volte ripetuto che non andrà alle urne. "Mi auguro che si raggiunga il quorum e che prevalgano le posizioni in favore della modernizzazione del Paese", ha detto ieri Gianfranco Fini, che nei giorni scorsi aveva comunicato la decisione di votare sui referendum e di condividere la stessa scelta annunciata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.


BRUNETTA - "Non andrò a votare ai referendum, perché si tratta di quattro imbrogli", ha dichiarato il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. "Non votare è una scelta legittima, prevista dal legislatore: si può scegliere il sì o il no considerando i referendum utili, oppure si può optare per il non voto, ritenendo i referendum inutili o futili. Questi lo sono e sono pure un imbroglio". Secondo Brunetta, "la verità è che la liberalizzazione dei servizi pubblici è stata tentata da tutti, ma soltanto il governo Berlusconi c'è riuscito, avendo contro la rendita delle caste del potere politico, burocratico, amministrativo, clientelare, locale». Quanto in particolare al nucleare,

RENZI - "Mi è parso sbagliato caricare di tanti significati politici i referendum. Stiamo offrendo a Berlusconi la possibilità di una rivincita", spiega Matteo Renzi. Per il sindaco di Firenze, Berlusconi non si dimetterebbe un caso di sconfitta: "Lei pensa che se perde i referendum Berlusconi si dimette?". Renzi ne ha anche per il Pd: "Vorrei capire se, per caso, noi non si stia cambiando linea su questioni importanti".

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