Referendum/ Violante (Pd) ad Affaritaliani.t: "Quasi impossibile che la Corte dica ok"

Martedì, 4 ottobre 2011 - 13:02:57


 

luciano violante

"In base ai precedenti della Corte mi sembra molto difficile pensare ad un'ammissibilità: si rischia di aprire un meccanismo di instabilità permanente dell'ordinamento giuridico". Luciano Violante, ex presidente della Camera e responsabile del Pd per le riforme, con un'intervista ad Affaritaliani.it, ritiene improbabile che la Cassazione accetterà il quesito referendario volto a cancellare l'attuale legge elettorale. E sulle primarie del Centrosinistra dice: "Il candidato del Pd è Bersani. Lo statuto dice questo, le regole non si cambiano secondo le convenienze". Poi apre all'alleanza con Casini: "Sarebbe positiva per rilanciare la credibilità del Paese".

Cicchitto sostiene che la Consulta respingerà il quesito referendario volto a cambiare l'attuale legge elettorale. Anche per lei c'è questo rischio?
"La materia è suscettibile di interpretazioni di più varia natura. Detto questo, il fenomeno della riviviscenza, cioè che abrogata una norma riviva la norma precedente abrogata è un molto delicato. Se ogni volta che si abroga una norma o si dichiara incostituzionale una legge, rivivono leggi abrogate, si  instaurerebbe un'instabilità normativa eccessiva  nell'ordinamento giuridico. Anche se c'è da aggiungere una cosa...".

Dica pure...
"I promotori del referendum sottolineano una differenza tra il quesito totalmente abrogativo della legge Calderoli e quello che invece abroga le singole espressioni visto che la norma in vigore è fatta  a ritaglio sulla legge Mattarella.  Proprio per questo i referendari sostengono che abolendo quel tipo di formulazione dovrebbe rivivere la norma abrogata. E' una questione assai delicata: in base ai precedenti della Corte mi sembra molto difficile pensare ad un'ammissibilità: si rischia di aprire un meccanismo di instabilità permanente dell'ordinamento giuridico".

In Parlamento si riuscirà a trovare un'intesa per fare una nuova legge elettorale?
"Una legge elettorale richiede che ci sia in qualche modo una sorta di velo di ignoranza".

Ovvero?
"Il fatto che non si sia prossimi alle elezioni. In realtà siamo molto vicini al voto e sulla base della mia esperienza mi sembra difficile che si faccia una nuova legge".

Si parla di reintrodurre le preferenze...
"Sono assolutamente contrario: i costi elettorali sono altissimi ed è formidabile il rischio di inquinamento nelle numerose aree ad alta densità mafiosa e criminale. Preferisco il sistema dei collegi uninominali, molto più chiaro e trasparente".

Dunque si andrà a votare col cosiddetto Porcellum?
"Spero di no naturalmente. Spero ci sia una resipiscenza della maggioranza che aiuti a fare una legge seria in cui i cittadini scelgano i propri rappresentanti senza meccanismi che favoriscano l'inquinamento del voto. Inoltre i candidati si potrebbero scegliere con le primarie".

A proposito di primarie, se si votasse nel 2012 ci sarebbe lo spazio per fare quelle del Centrosinistra?
"Nello statuto del Pd c'è scritto che qualora ci siano le primarie di coalizione il candidato naturale è il segretario del Pd che concorre con i leader degli altri partiti. Nel Pd c'è un solo candidato che è il segretario. Le regole dicono questo e non si cambiano secondo le convenienze dell'uno o dell'altro. Trovo fastidioso che in questo momento così grave per il Paese ci siano persone che si baloccano con questi problemi. La priorità  è il programma".

Come lo vorrebbe?
"Fatto di cose da fare e di cose da non fare. Un programma snello, non più di 300 pagine come nel 2006, che indichi gli indirizzi politici di fondo".

Quali dovrebbero essere i confini della coalizione di Centrosinistra?
"Sono determinati dal programma. In una situazione così instabile è difficile capire i confini di una coalizione o di un'altra".

Dunque porte aperte a Casini...
"Credo che sarebbe positivo che l'Udc entrasse in una coalizione di governo fondata sui grandi valori di solidarietà e di ripresa della credibilità dell'Italia a livello internazionale".

Difficile che l'Udc accetti un'alleanza con Vendola e Di Pietro...
"Il problema non è l'alleanza con Sel ma bisogna guardare alle cose da fare rimboccandosi le maniche per tirare su il Paese rilanciando la sua reputazione a livello internazionale. Chiariamo quali sono i punti del programma e vediamo chi li condivide. Il problema non è nominalistico ma di contenuti".

Daniele Riosa

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