La Corte boccia il Referendum. Nessuna modifica al Porcellum

Doppio 'no' della Corte Costituzionale ai referendum sulla legge elettorale: dopo un giorno e mezzo di camera di consiglio, la Consulta ha dichiarato inammissibili sia il quesito sull'abrogazione totale del 'Porcellum', sia su quello che chiedeva l'abrogazione per parti della legge Calderoli. L'attesissima decisione della Corte scatena le reazioni del mondo politico e riapre il tema della riforma della legge elettorale.
"Non sono sorpreso - dice a caldo Arturo Parisi, uno dei promotori della raccolta di firme per i referendum - continueremo la nostra battaglia per interpretare il milione e duecentomila firme raccolte, in modo diverso in Parlamento e ancor piu' di prima all'esterno di esso". "Chi come noi ha dato un aiuto decisivo alla raccolta di firme non puo' certo gioire per la sentenza della Corte costituzionale ma tuttavia la rispetta", dice il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "Adesso tocca al parlamento agire - ha sottolineato - da domani saremo impegnatissimi nel portare a buon fine il processo di riforma della legge elettorale". Anche il Pdl, che nei giorni scorsi si era dimostrato aperto alla ipotesi di rivedere il sistema di voto, e' sulla stessa posizione: "Prendiamo atto con rispetto della sentenza della Consulta - dice Franco Frattini - la sostanza del problema e' politica e certo non tecnica. Il messaggio che la politica deve raccogliere e sviluppare e' un accordo solido e trasparente per una nuova legge elettorale rispettosa del diritto di scelta dei cittadini dei propri rappresentanti e del rapporto tra cittadini ed eletti".
Nichi Vendola. Leader di Sel, parla di "brutta giornata per la democrazia". Ma la polemica piu' forte e' quella tra Tonino Di Pietro e il Quirinale. Dice il leader di Idv: "Una decisione che non ha nulla di giuridico ne' di costituzionale, ma e' politica e di piacere al Capo dello Stato e alle forze politiche di una maggioranza trasversale e inciucista". Pronta la erplica dal Colle: Negli ambienti del Quirinale si rileva che "e' una insinuazione volgare e del tutto gratuita, che denota solo scorrettezza istituzionale".
L. ELETTORALE: NAPOLITANO-SCHIFANI-FINI, A CAMERE SOLUZIONE - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera al Quirinale il presidente del Senato, Renato Schifani, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, per esaminare - si legge in una nota diffusa dal Quirinale - le prospettive dell'attivita' parlamentare, con prioritaria attenzione alle riforme istituzionali, anche nelle loro possibili implicazioni costituzionali. Si e' espressa la comune convinzione - si legge ancora - che tocchi alle forze politiche e alle Camere assumere rapidamente iniziative di confronto concreto sui temi da affrontare e sulle soluzioni da concertare. In particolare, alla luce della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale nel rigoroso esercizio della propria funzione, e' ai partiti e al Parlamento - conclude la nota - che spetta assumere il compito di proporre e adottare modifiche della vigente legge elettorale secondo esigenze largamente avvertite dall'opinione pubblica.


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