Gasparri (Pdl) ad Affaritaliani.it: referendum il 21 giugno con i ballottaggi
Se la scelta sarà quella di far coincidere il referendum, che punta a favorire un sistema politico bipolare, con le elezioni europee e il primo turno delle Amministrative, allora il governo dovrà battere un colpo questa settimana. Secondo la legge, infatti, la campagna per il referendum deve iniziare almeno 50 giorni prima della data del voto e ci vuole un decreto per indire i comizi elettorali.
Contro c'è la Lega, che a Milano riunisce il suo stato maggiore e che teme di essere penalizzata dell'esito della consultazione.
Due dei tre referendum prevedono infatti di assegnare il premio di maggioranza non più alla coalizione di liste, ma alla sola lista che ottiene il maggior numero di voti. Il terzo abroga le candidature multiple, quelle cioè in più collegi.
"Qui in gioco non è l'esistenza della Lega, ma quella di tutti i partiti", ha detto Roberto Calderoli, il ministro leghista per la Semplificazione normativa. "Oggi c'è Berlusconi, ma domani c'è un altro premier e non si può permettere a chi ha ottenuto il 25% dei voti di avere il 55% dei seggi in Parlamento. Neanche nel periodo fascista è stata fatta una cosa del genere", ha aggiunto Calderoli, che aveva definito l'attuale legge elettorale "una porcata". La Lega ha già detto che punta ad indire il referendum il 14 giugno, per impedire di sfruttare l'effetto traino delle altre elezioni.
Secondo la Costituzione, per essere valido il referendum deve richiamare alle urne la maggioranza dei votanti e il Carroccio si fa scudo di questa norma sperando nell'astensionismo. Il presidente del comitato referendario Giovanni Guzzetta replica che "realmente antidemocratica è la pretesa della Lega di esercitare un potere di veto e di fare ricatti alla maggioranza con il suo 8% dei voti", come si legge in una nota.



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