Falliti i referendum elettorali
"La stragrande maggioranza del popolo italiano ha definitivamente bocciato, con il risultato di oggi, qualsiasi ipotesi di bipartitismo, un sistema estraneo alla tradizione e alla cultura politica del nostro paese." Linda Lanzillotta, deputato del Pd, ha commentato cosi' i risultati del referendum. "Gli italiani - ha continuato la Lanzillotta - rifiutando di esprimersi su degli arzigogolati quesiti referendari hanno anche detto no a confermare il porcellum. Sta ora al Parlamento avviare subito la riforma della legge elettorale ridando ai cittadini il potere di scegliere i loro eletti e ristabilendo un rapporto tra il territorio e i propri rappresentanti".
LA LEGA ESULTA. La Lega Nord esulta per il fallimento dei referendum elettorali, che non hanno raggiunto il quorum. Il primo commento è di Giancarlo Giorgetti, segretario del Carroccio lombardo e fedelissimo di Umberto Bossi, interpellato da Affaritaliani.it. "La gente ha voluto farlo fallire; quando ci sono votazioni che interessano - come le Provinciali e le Comunali - i cittadini vanno alle urne. In questo caso hanno deciso di disertare i seggi e in molti casi non hanno ritirato le tre schede". Ancora la Lega: "Per come era stato presentato questo referendum sembrava essere stato concepito per cercare di distruggere la Lega e pertanto, visto il risultato che si sta profilando, possiamo dire che questa è un'altra vittoria per la Lega", afferma Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa. Nella sede del Carroccio di Milano, il ministro ha detto che "si deve accelerare sulle riforme. L'ha chiesto il presidente della Repubblica, la Banca d'Italia, l'elettorato votando la Lega". E dunque gli obiettivi: "la riduzione del numero dei parlamentari, la fine del bicameralismo perfetto e il Senato federale con il bilanciamento dei poteri dell'esecutivo rispetto al legislativo - secondo Calderoli - diventano delle cose obbligatorie. Poi - ha concluso - la legge elettorale sara' successiva, conseguente alle riforme che andremo a fare".
Per il segretario del Prc, Paolo Ferrero "il dato politico è che gli italiani dicono no alla semplificazione bipartitica. L'idea di arrivare a soli due partiti in Italia, come sarebbe piaciuto a Berlusconi e Franceschini, è stata sconfitta", ha detto l'ex ministro. Dello stesso avviso il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, secondo il quale "misero fallimento" del referendum dimostra che "il bipartitismo è stato bocciato". Casini si augura che ora "i promotori si mettano il cuore in pace" e che «non parlino di complotti perché gli italiani hanno l’intelligenza per capire che dare il 25% di voti ad un partito e consentirgli di prendersi il 55% dei seggi sarebbe stato un salto nel buio per l’Italia e per gli italiani".



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