Falliti i referendum elettorali
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I referendum sulla legge elettorali non sono validi, non essendo stato raggiunto il quorum per nessuno dei tre quesiti proposti. "Il primo quesito ha avuto una affluenza del 23,2%, il secondo del 23,2 e il terzo 23,7: si tratta di un record negativo nella storia dei referendum popolari e questo merita una riflessione. Si tratta di uno strumento importantissimo di democrazia diretta e il rifiuto clamoroso espresso dai cittadini merita di essere approfondito". Lo ha affermato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Proporrò una modifica dell'articolo 75 della Costituzione e della istitutiva - aggiunge Maroni - per evitare che uno strumento così importante di democrazia diretta muoia nella concezione dei cittadini e diventi uno strumento inutile". Per Maroni "è anche arrivato il momento di responsabilizzare i promotori del referendum perché quando il quorum non viene raggiunto il costo è a carico del contribuente".

Berlusconi, Guzzetta, Alemanno... votano
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FINI: ESITO PREVEDIBILE - Non è stupito della scarsa affluenza alle urne per il referendum Gianfranco Fini, a Parma per partecipare all'assemblea dell'Unione parmense degli industriali. "I quesiti erano troppo tecnici", ha detto il presidente della Camera a Tv Parma a margine dei lavori, "e sicuramente c'è una certa stanchezza da parte degli elettori. Era prevedibile che fosse questo l'esito dei referendum, anche se mi dispiace dirlo".
VERDINI (PDL): LEGGE ELETTORALE NON VA CAMBIATA. Il risultato del referendum ha dimostrato che non occorre cambiare l'attuale legge elettorale, che garantisce la vittoria a chi ha un voto in piu' e non, invece, un voto in meno. Lo ha detto il coordinatore nazionale Pdl, Denis Verdini, che ha aggiunto: "Si puo' cambiare tutto nel nostro paese, ma non si puo' cambiare la legge elettorale, che fa vincere anche con un solo voto in piu', a differenza di altre modalita' elettorali che fanno vincere con meno voti". Per Verdini occorrerebbe, al contrario, modificare la legge elettorale delle amministrative con i ballottaggi: "Da sempre al ballottaggio il numero dei votanti e' minore, non concordo con Fini quando parla di disaffezione. La verita' sta nei numeri: Alemanno al ballottaggio ha vinto con meno voti di quanti ne aveva presi al primo turno".
D'ALEMA (PD): PREVEDIBILE, ORA RIVEDERE FORME E QUORUM. "Con il venir meno dell'impegno del presidente del Consiglio e con il generale oscuramento delle televisioni, il risultato non era scontato, ma prevedibile". Lo ha detto Massimo D'Alema commentando l'esito del referendum sulla legge elettorale. Per D'Alema l'istituto della consultazione popolare "va rivisto nel senso che bisogna alzare il numero delle firme, per rendere agibile il referendum solo in circostanze straordinarie, e di eliminare il quorum che e' uno strumento per annullare il voto popolare". In ogni caso D'Alema ha espresso la speranza che "si possa tornare a discutere in Parlamento, perché questa legge elettorale è pessima".
Segue/ La Lega esulta



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