Rai/ C’è voglia di una nuova lottizzazione!
Nuovo Governo, nuova lottizzazione: sembra esser questo il triste destino della Rai, la tv pubblica, di Stato, degli italiani. O meglio: la tv della bassa politica. Un anno fa Affari ha gridato contro l’ennesima spartizione da manuale Cencelli, avvenuta con il benestare di maggioranza e opposizione dopo l’approvazione della legge Gasparri. 
Berlusconi-Prodi
Ora ci si ritrova davanti allo stesso scenario: un tg a te, uno a me, una direzione di rete a quel partito, l’altra all’opposizione e via dicendo. Insomma, in questi giorni è tutto un vociare sulle prossime spartizioni: all’opposizione va un tg e una direzione di rete, alla maggioranza il resto, ma ben diviso tra i partiti che la compongono. Rai/Il futuro dell’azienda tra servizio pubblico e mercato. Lontano dai partiti
Vengono fuori i primi nomi, saltano alcune teste, il “panino” politico del Tg1 inverte la rotta (non più Berlusconi-opposizione-maggioranza, ma Prodi-opposizione-maggioranza).
Il 28 ottobre 2005, in periodo “RockPolitik”, ci ponevamo una domanda che di fatto voleva essere una provocazione: “Al centro-sinistra non farebbe piacere poter scegliere tra sei mesi i direttori di Tg1 e Tg2?”.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















