Purghe nel regime coreano
Per rafforzare la sua influenza sugli apparati dello Stato Kim Jong-Un, terzogenito e delfino del leader nordcoreano Kim Jong-Il, ha avviato una purga nel Partito comunista e nelle file delle forze armate per rafforzare la sua influenza sugli apparati dello Stato. Stando a quanto riferito da un gruppo di transfughi nordcoreani che ha sede in Corea del Sud, il North Korea Intellectual Solidarity, dall'inizio del mese molti funzionari sospettati di corruzione sono finiti sotto inchiesta. A finire nel mirino sono soprattutto i dirigenti della regione di Musan, nel nord-est, accusati di aver ignorato la fuga dal Paese di alcune persone e di essere coinvolti in attività di contrabbando. Sollecitata da Kim Jong-Un, la campagna contro la corruzione sarà estesa a tutto il Paese, precisa un portavoce del gruppo.
"E' una purga a scopo politico", che mira a sostituire i funzionari militari di vecchia data con persone più giovani e fedeli a Kim Jong-Un, ha aggiunto il portavoce. La dinastia dei Kim governa il Paese dal 1948, riuscendo a rimanere al potere ricorrendo spesso a purghe. Kim Il-Sung avrebbe fatto giustiziare centinaia di dissidenti durante i suoi primi anni al potere, così come il figlio Kim Jong-Il. Kim Jong-Un, 27 anni, è stato promosso generale a quattro stelle e ha assunto un incarico di dirigente nel Partito alla fine di settembre.



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