Puglia, via libera di Vendola a Emiliano. Ma in Sel aumentano i malumori

'E' stata una reazione normale, noi stiamo finalmente parlando di politica. Qualcuno si è spaventato, invece Vendola ha dimostrato di capirla benissimo'. Lo dice all'Adnkronos il sindaco di Bari e presidente del Partito Democratico della Puglia, Michele Emiliano, dopo la presentazione, lunedi', del movimento denominato 'Emiliano per la Puglia', versione locale della Lista civica nazionale gia' lanciata nei giorni scorsi insieme al primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris. Potrebbe essere lui il candidato presidente del centro sinistra e di una vasta coalizione, alla presidenza della Regione nel 2015.
'Il punto chiave di questa storia - spiega Emiliano - e' che io non mi sono candidato alla Regione, anche se la questione in qualche modo mi riguardera'. Se dicessi cose diverse non sarei credibile', ammette. 'E' una cosa che abbiamo condiviso con tutti i partiti', sottolinea. 'Vendola ha compreso nitidamente tutto il progetto pugliese che c'e' dietro a questo impegno eventuale alla Regione Puglia e che prevede - continua il sindaco - di mettere insieme la sinistra tradizionale e tutte quelle persone che vengono dalla diaspora del berlusconismo e da settori del centrodestra. I tempi della rigida divisione ideologica sono finiti. Se qualcuno mi chiedesse oggi di quale tendenza ideologica mi senta, non saprei cosa rispondere. Nell'82-83 sono stato iscritto al Pci ma, come dicevo allora, lo avevo scelto perche' mi piacevano le cose che faceva, non perche' ero comunista'. Emiliano evidenzia che 'la condivisione del programma e' la vera forza di tutti quelli che aderiscono a questa proposta. Non ci sono limiti - ribadisce - il programma e' il discrimine della dimensione dell'Alleanza'.
Il ragionamento di Emiliano parte dall'analisi dei limiti 'dei partiti tradizionali che non hanno contatti con la vita reale. E dal canto loro i cittadini non trovano utile la vita di partito oppure se ne sono allontanati dopo esperienze negative'. Allora le soluzioni sono due. 'O cambiare - dice - e i partiti ci stanno provando ma non e' facile. Oppure proporre, come abbiamo fatto noi, una Lista Civica nazionale promossa dagli stessi partiti della coalizione del centrosinistra che convinca e consenta alle persone perbene, con una buona coscienza e una buona immagine, di stare dentro a una formazione politica che non li irreggimenti e non li limiti'.
Emiliano afferma di comprendere che questo non e' un percorso 'facile da accettare per i partiti' ma ricorda che quella che propone 'non e' una cosa nuova. Succede da molti anni a livello comunale, provinciale e regionale (il riferimento e' alle liste personali dei candidati presidenti o sindaci ndr). Io ho iniziato a metterla in pratica nel 2004. La novita' e' che ora viene proposto di portarla a livello nazionale'.
Poi precisa: 'Con De Magistris non abbiamo l'ambizione di candidarci al Parlamento con la Lista civica nazionale. Entrambi svolgiamo il mandato di sindaci e ci occupiamo delle nostre citta' e io prossimamente anche della Regione. Potremmo farlo benissimo con i nostri partiti e non avremmo difficolta' a riuscirci', aggiunge.
- 'Il nostro compito, senza candidarci, e' quello di raccogliere personalita' eminenti dei vari partiti con un programma comune a tutta la coalizione', aggiunge Emiliano. Anche perche' la prossima volta (alla scadenza della legislatura nel 2013, ndr) 'non bastera' vincere le elezioni ma occorrera' una maggioranza forte e ampia per far sopportare agli italiani i sacrifici resi necessari dalla difficile situazione economica. Una maggioranza che non rimanga, come e' gia' avvenuto, sotto il fuoco di fila di chi perde. Una maggioranza talmente grande da consentire al Paese di avviarsi verso un nuovo Rinascimento nazionale'.
Il sindaco non dimentica di essere il presidente regionale del Pd. 'Personalmente invitero' tutti quelli che possono a votare il Partito Democratico, gli altri troveranno nella Lista civica le grandi personalita' del Paese', afferma il primo cittadino. 'Questo potrebbe consentire a esponenti come l'attuale presidente del Consiglio Monti di avere un ruolo e di entrare in Parlamento con la legittimazione del voto'. Emiliano spiega che 'in Puglia si tratta praticamente dello stesso progetto della Lista civica nazionale ma in piccolo'.
Al centro del dibattito ovviamente rimane quella che a molti e' apparsa come una autocandidatura alla presidenza della Regione Puglia nel 2015, di cui si parlava gia' da tempo ma che adesso diventa piu' concreta. Nelle ultime ore e' emersa nello schieramento del centrosinistra qualche altra personalita' come l'attuale assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati, pure lui del Pd, come possibile aspirante.
Emiliano ribadisce 'la necessita' delle primarie' per la scelta del candidato ma specifica che 'il principale strumento e' il programma. Se due candidati condividono lo stesso programma, i cittadini potrebbero scegliere la persona che gli appare migliore'. E quindi precisa: 'anche il segretario regionale del Partito democratico Sergio Blasi ha capito l'importanza del progetto su cui stiamo lavorando insieme'. Per le regionali un po' si schermisce. 'Se c'e' un altro che incarna meglio di me il programma non e' detto che io mi candidi. Se, per esempio, Amati e' in grado di reggere la complessita' della sfida, a me va benissimo'.
Quanto a possibili candidature analoghe nell'altro schieramento, come quella di Francesco Schittulli, attuale presidente della Provincia di Bari, sostenuto dal centrodestra, Emiliano, come al solito spariglia il campo. 'Lo vedo piu' come compagno di strada che come avversario', afferma. 'Abbiamo una visione politica molto simile. E' uno di quei soggetti che, con il suo movimento, puo' aderire alla Lista civica nazionale e anche uno di quei candidati che potrebbero rappresentare il centrosinistra, se condividono il programma'.
In questi mesi 'nel frattempo - spiega - mi dedichero' al progetto politico e al programma in modo che il candidato arrivi con un percorso gia' costruito. Rispetto al nostro progetto di Lista civica hanno gia' detto si' Sel e il numero due di Idv. Ho visto che il Pd e' spaventato, piu' che altro - conclude - lo sono alcuni suoi dirigenti che vedono i loro posti in lista vacillare'.
Ma l'adesione incondizionata di Vendola a Emiliano crea scompiglio in Sel e c'è chi nel partito incomincia a smarcarsi


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