Province, decadono alla scadenza naturale. Ma Zaia e Cota ricorrono alla Consulta

Mercoledì, 14 dicembre 2011 - 10:53:20

Cambia la norma sulle province: gli organi in carica decadranno a scadenza naturale. Un sub-emendamento alla manovra, approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, corregge la formulazione dell'emendamento presentato dal governo che prevedeva la decadenza per gli organi in carica delle amministrazioni provinciali entro il 31 marzo 2013 in vista della riforma stabilita dalla manovra. La scadenza non sara' quindi anticipata e per gli organi provinciali che dovevano essere rinnovati in primavera non si andra' piu' al voto ma saranno nominati dei commissari ad acta La Giunta regionale del Piemonte farà ricorso alla Corte Costituzionale contro l'articolo 23 della manovra che 'di fatto azzera le Province'. Lo ha annunciato il Presidente del Piemonte, Roberto Cota, dopo avere concordato l'iniziativa con i rappresentanti delle otto Province piemontesi, riuniti oggi a Torino. 'E' incostituzionale e viola le competenze delle Regioni', ha spiegato Cota.   
 
Il ricorso alla Consulta - ha precisato Cota - 'sara' presentato non appena il decreto legge verra' approvato dal Parlamento'. 'L'articolo che di fatto cancella le Province - spiega il governatore del Piemonte - viola una norma della Costituzione, che non puo' essere cambiata attraverso un decreto legge. E c'e anche una violazione delle competenze delle Regioni per quanto riguarda le loro funzioni di coordinamento'.
'Le Province non sono un ente inutile - prosegue il presidente della Giunta regionale del Piemonte - e quest'operazione non produrrebbe ne' risparmi ne' razionalizzazione. E' un taglio alla cieca, una toppa peggiore del buco: chi gestira' scuole e strade?'. Per Cota il taglio delle Province 'potrebbe anche rivelare un disegno centralista: perche' non si parla di eliminare le Prefetture? Vedo il il rischio che con i loro apparati le Prefetture possano assumere altre competenze, ma in questo modo si realizzerebbe un processo inverso al federalismo e al principio della sussidiarieta''. La Regione e otto Province piemontesi hanno creato una cabina di regia sul tema degli enti intermedi. Venerdi' prossimo, inoltre, al direttivo dell'Upp (Unione Province Piemontesi), al quale' partecipera' lo stesso Cota, verra' messa a punto una proposta per il ridisegno delle Province piemontesi che potrebbero venire ridotte a quattro.

La Regione del Veneto presentera' ricorso alla Corte Costituzionale, anche per conto delle Province del Veneto che non hanno titolo per farlo, contro la manovra del Governo Monti per la parte relativa allo svuotamento delle funzioni istituzionali delle Province e alla decadenza degli organi elettivi provinciali, prevista per il 31 marzo 2013. La Regione, inoltre, costituira' un tavolo di lavoro con gli Enti Locali per esaminare complessivamente le ricadute della manovra in discussione in questi giorni in Parlamento. Sono questi gli impegni che il presidente Luca Zaia ha assunto nei confronti dei presidenti delle Province venete, giunti oggi pomeriggio a Palazzo Balbi per ottenere dalla Regione sostegno in quella che considerano piu' che una battaglia per la sopravvivenza degli Enti da loro rappresentati, una irrinunciabile azione per dire di no a un provvedimento antidemocratico e incostituzionale.

I presidenti Leonardo Muraro (provincia di Treviso e dell'Unione delle Province Venete), Francesca Zaccariotto (Venezia), Giovanni Miozzi (Verona), Barbara Degani (Padova) e Tiziana Michela Virgili (Rovigo), hanno rappresentato inoltre al presidente Zaia un quadro di grande incertezza sul futuro degli enti provinciali, in termini di programmazione, di risorse economiche e umane, che avra' una grave ricaduta sui cittadini amministrati. 

'Non e' mai avvenuto prima che un mandato elettivo potesse sospendersi prima della fine. Non ci convince la modifica dell'assesto istituzionale del Paese per fare cassa. Noi abbiamo provato che il trasferimento di competenza da province a regioni e comuni comportera' un aggravio di spesa. Noi abbiamo dichiarato di essere disposti di rivedere l'assetto istituzionale, ma e' improprio l'uso di un decreto legge per cambiare l'assetto istituzionale. Noi non comprendiamo perche' di fronte a un'istituzione prevista dalla Costituzione, il governo non affronta il vero problema dei costi della politica'. E' questo il commento all'azzeramento delle province di Giuseppe Castiglione, presidente dell'Unione delle Province italiane, ospite a Tgcom24.
'C'e' in corso - conclude Castiglione - un atto di delegittimazione delle province, noi riteniamo che serve una commissione paritetica che si occupera' di una assetto definitivo del nostro Paese'.

 Sulla cancellazione degli enti provinciali 'la legge non e' chiarissima e cosi' come viene modificata, anche gli organismi elettivi delle Province andranno sciolti con dubbia costituzionalita'. La nostra non e' una difesa corporativa, il problema non e' la cancellazione di un'istituzione, ma fare un lavoro piu' sofisticato come quello di razionalizzazione delle stesse province, magari passando da 107 a non piu' di una sessantina. Non si deve cercare la soddisfazione dell'antipolitica, ma la razionalizzazione delle istituzioni'. E' questo il commento alla manovra di Dario Galli, presidente della Provincia di Varese, ai microfoni di Tgcom24. Alla domanda su dove interverrebbe, Galli aggiunge: 'Se dovessi scegliere dove tagliare io partirei dalle prefetture

 
 

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