Il prodiano Monaco ad Affari: solo l'Ulivo può battere Berlusconi

Venerdì, 27 agosto 2010 - 10:15:00


FORUM/ Bersani: "Addio Unione, ora Nuovo Ulivo e un'alleanza democratica per sconfiggere Berlusconi". Che cosa ne pensi?
"Il nuovo Ulivo è la strada giusta". Il prodiano Franco Monaco sceglie Affaritaliani.it per commentare la lettera di Pierluigi Bersani. "La politica delle alleanze era nel dna dell'Ulivo e deve esserlo anche in quello del Pd. La nostra parola d'ordine era 'escludere solo chi si esclude'. Mi muoverei nel perimetro più largo possibile". E ricorda: "Prodi è stato il solo a sconfiggere Berlusconi". Vendola-Chiamparino? "Bersani è il più idoneo a fare la sintesi e a rappresentare il federatore di un vasto campo di forze. E' la carta vincente".

Bersani
Pierluigi Bersani
Bersani rilancia: serve un nuovo Ulivo. E' la strada giusta?

"Sì. E non mi sorprende che il segretario del Pd avanzi questa tesi. Ha vinto il congresso con un mozione che esordiva con il proposito di riprendere il filo del progetto dell'Ulivo di Prodi, di segnare una discontinuità rispetto alla linea veltroniana di una velleitaria autosufficienza del Pd e con la convinzione che la politica delle alleanze era nel dna dell'Ulivo e deve esserlo anche in quello del Pd".

E' d'accordo con Bersani?
"Sì, Prodi è stato il solo a sconfiggere Berlusconi ideando prima e poi caldeggiando l'avventura dell'Ulivo. Bersani fa bene ad accorciare le distanze tra tutte le forze di opposizione. Così mette le premesse per una chiara alternativa che faccia perno su un Centrosinistra largo e competitivo con un Pd motore e timone".

Bersani apre anche a un governo di transizione..
"Sono molto scettico. Anzichè scommettere su improbabile subordinate meglio che il Pd si concentri sulla strategia in vista di un passaggio elettorale che, che piaccia o no, non sarà lontano. Bisogna costruire sin da ora l'alternativa".

Nel nuovo Ulivo quale ruolo dovrebbe avere l'Idv, Vendola...
"La nostra parola d'ordine era 'escludere solo chi si esclude'. Cioè muovendo dalle forze di opposizione elaborare un programma, intestarlo a un leader attraverso le primarie di coalizione e accogliere attorno tutte le forze che in esse si riconoscono. Mi muoverei nel perimetro più largo possibile, non escluderei nessuna nelle forze di opposizione".

Ma un nuovo Ulivo non rischia di essere un'ammucchiata?
"No, perché la lezione è servita a tutti sia al nucleo dell'Ulivo di allora che corrisponde al Pd di oggi dove i personalismi e gli egoismi di partito hanno nuociuto all'impresa comune, sia a quelle forze più esterne posizionate a sinistra che hanno imparato a proprie spese cosa significa sottrarsi a una cultura e a una responsabilità di governo".

Bersani è l'unico candidato premier e l'unico leader in grado di poter guidare il nuovo Ulivo?
"C'è un largo consenso che il candidato sarà espresso attraverso primarie di coalizione. Il Pd, è scritto nel suo statuto, proporrà il proprio segretario ovvero Bersani. Al momento dei tre annunciati: Bersani, Chiamparino e Vendola, il segretario del Pd è il più idoeno a fare la sintesi e a rappresentare il federatore di un vasto campo di forze. E' la carta vincente".

E l'Udc?
"Dal nuovo Ulivo non escluderei nessuno. Il rapporto con l'Udc è più problematico che con altri per una evidente ragione. La loro prospettiva strategica è diversa dalla nostra.  Ovvero il bipolarismo e la scelta di campo per il Centrosinistra: questi due elementi non sono condivisi. Ma non la escluderei anche perché spetterà all'Udc nel prossimo passaggio elettorale sciogliere il suo dilemma. E difficilmente potrà reiterare una posizione terza. A meno che non si cambi la legge elettorale, auspicabile ma improbabile".

Ma l'Ulivo non rischia di essere solo una soluzione per battere Berlusconi?
"Sono ottimista sul nuovo Ulivo. Abbiamo alle spalle esperienze di governo riuscite nella legislatura 1996-2001. Non vedo perché non possano convergere. Anche i nostro avversari, un'armata coesa e invincibile, è stata segnata. Non vedo alternative, fa bene al Paese una democrazia competitiva e dell'alternanza. Così funzionano tutte le democrazie mature non vedo perchè non possa funzionale anche in Italia".

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