Bologna, doccia fredda per il Pd. Prodi non corre
| Chiamparino leader del Nuovo Ulivo di Veltroni |
"Non sto cambiando idea. Segnali d'amore per la città se ne possono dare in tanti modi. Bisogna vedere quale ha più effetto. Non è questione di sacrificio personale", afferma. E gli amici aggiungono: "Non vuole fare il sindaco". La certezza con cui l’entourage protegge il Professore dall’assalto mediatico non è rituale, né di maniera. Semmai si avverte una certa stanchezza nel ripetere che l’ex premier non ha alcuna intenzione di rimettersi a mediare con i partiti, a rimettere a posto i cocci del Pd bolognese, dilaniato da correnti intestine, molte delle quali non vedono di buon occhio un suo eventuale ritorno in campo. Non che questa sia una scusa buona per non accettare, anzi sarebbe pane per i denti del Professore che nella mediazione trova motivo per esaltare le sue qualità. Ma Prodi sembra ben motivato nel non farsi tirare per la giacchetta da alcuno.
Le questioni bolognesi, pur rilevanti trattandosi della città simbolo del Centrosinistra, non fanno parte del suo background. E, forse, non si può dargli torto, visto che ha avuto per le mani dossier più caldi e più pesanti quando è stato presidente della Commissione Ue e capo del governo italiano. In questi giorni ha avuto uno scambio di telefonate con Pierluigi Bersani, con il quale si è trovato in sintonia, malgrado i colpi di fioretto sulla conduzione del Pd. Bersani arriva a Bologna, ma fino a domenica sera, non c’era nessun faccia a faccia in programma. Tuttavia, sembra che quest’incontro ci sarà, anche se non è noto dove avrà luogo. A quanto pare, Bersani avrebbe in mente una "triade di nomi", tra i quali non figura Prodi.
Domenica il Professore ha partecipato a Pisa ai funerali del fratello Giovanni, analista matematico all’università. Sotto gli occhi della moglie, Flavia, ha abbracciato Rosy Bindi. Sabato è andato tra gli stands di 'Artefiera' a compiere una passeggiata, intrattenendosi con varie persone che lo hanno circondato (anche a loro ha escluso qualsiasi impegno per Bologna), mentre martedì partirà per una vacanza a Cuba, prenotata da tempo, con amici e parenti. Non servirà come periodo di riflessione, dicono nell’entourage. Perché non ha materia su cui riflettere. Insomma, non farà il sindaco di Bologna...
BERSANI: RISPETTEREMO LE DECISIONI DI PRODI - "Ho sentito tanti arzigogoli. E' chiaro che nessuno può pensare che Prodi non sarebbe una candidatura fortissima e gradita da tutti. Dopodiché, Prodi - dopo l'esperienza di Governo - ha fatto le sue scelte di vita, quindi noi assolutamente rispetteremo le sue decisioni". Lo ha detto il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, arrivando a Bologna per il direttivo provinciale del partito dedicato al dopo-Delbono. A proposito della mancanza di una richiesta formale del Pd a Prodi di candidarsi, Bersani ha detto: "Non c'è bisogno di inviti ufficiali in questi casi. Ho già detto che è evidente a chiunque che questa sarebbe una candidatura graditissima; dopodiché, ripeto, Prodi non è che non sta facendo niente". Alla domanda se a questo punto il discorso di una candidatura-Prodi debba ritenersi chiuso, Bersani ha risposto: "Non lo so, questo. E' un discorso che va lasciato alla responsabilita' di Prodi, che noi rispetteremo comunque". Bersani, a precisa domanda, ha detto di non aver incontrato oggi Prodi; "ma ci sentiamo sempre, al telefono".

Pierluigi Bersani, durante la festa del tesseramento allo Zelig di Milano.
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IL BLACKBERRY REPORTAGE DI ANGELO MARIA PERRINO



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