Addio Pd, è tornato l'Ulivo

Lunedì, 16 marzo 2009 - 08:17:00


Di Franco Monaco, ulivista Pd

FORUM/ Prodi attacca Veltroni: colpa sua se il mio governo è caduto. Di' la tua

Prodi contro Veltroni: il Pd aveva una linea che non condividevo
Domenica sera Prodi ha parlato chiaro: quella di Veltroni era linea politica decisamente diversa dalla sua, le alleanze sono nel dna dell'Ulivo, l'annuncio della corsa solitaria del Pd diede un colpo mortale al suo governo. Dunque la rottura ci fu, il problema non è personale (di Prodi) ma politico. Più che blandire Prodi, serve riprendere per davvero il cammino interrotto dell'Ulivo. Sono stato tra i primi ad apprezzare i segnali di una sensibile correzione di rotta della nuova segreteria Franceschini, nonostante le modalità del suo insediamento (senza primarie): dalla presunzione dell'autosufficienza alla cura per le alleanze, dall'appeasement con Berlusconi a una nitida alternatività ideale e politica al Pdl, da un riformismo culturalmente subalterno alla destra in chiave moderato-centrista alla ripresa delle istanze solidariste storicamente care alla sinistra laica e cattolica.

Ma non nascondo un certo fastidio per l'ostentato, corale entusiasmo dei vertici del Pd per la reiscrizione di Prodi. Lo ha argutamente segnalato anche il simpatico Fabio Fazio: troppi applausi, troppa enfasi sono sospetti... Vengono dagli stessi che mollarono Prodi e affossarono l'Ulivo. Le conversioni sono apprezzabili ma presuppongono che si riconoscano gli errori e che si dichiari esplicitamente la correzione di rotta, in pubblico e nelle sedi di partito a ciò deputate. La credibilità e la certezza della svolta esigono che si riconoscano le differenze tra il prima e il poi, nonché tra le diverse posizioni politiche interne al Pd. Quelle che sono state occultate dapprima nelle primarie-plebiscito, poi a valle della debacle elettorale rifiutandosi a un congresso e infine ancora alla recente assemblea nazionale con una elezione al 92%. Di nuovo troppo!

Il Pd avrà una linea politca coerente, stabile, riconoscibile solo quando, come tutti i partiti democratici davvero, si reggerà su una maggioranza e una o più minoranze interne. Ponendo fine quell'unitarismo di facciata che è stato all'origine di un'identità incerta e di una linea ondivaga e indecifrabile. Sino a fare del "maanchismo" irriso da Crozza la divisa del Pd. La patologica conflittualità interna ai partiti non si supera con le prediche, ma solo portando in superfice le posizioni politiche diverse e facendole oggetto di aperto, leale confronto-competizione.

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