Pd/ Torna Prodi e trema Bersani

Martedì, 26 gennaio 2010 - 18:14:00

FORUM/ Che cosa pensi di un ritorno in campo di Romano Prodi? Sarebbe l'uomo giusto per guidare il Pd e unire l'opposizione?
Un politico navigato ed esperto come Pierluigi Castagnetti non lancia a caso un allarme di questo tipo: "Se vanno male le Regionali temo per la tenuta del partito"
. La tensione nel Pd è ormai arrivata a livelli di guardia. Non passa giorno senza uno scontro, una lite, una contrapposizione. Una situazione esplosiva, plasticamente definita da Romano Prodi nel suo drammatico "Chi comanda?". Il segretario ha risposto con garbo: "Per lui provo affetto, ma non sono d'accordo". La verità è che gli ultimi due casi - la sconfitta di Francesco Boccia in Puglia e le annunciate dimissioni di Flavio Delbono da sindaco di Bologna - hanno fatto esplodere la bomba.

Pierluigi Bersani doveva segnare la rinascita, ma sembra come un atleta rimasto senza fiato prima del traguardo. Anche il sesso non è più un punto d'orgoglio per i Democratici, travolti nella rossa Emilia dal Cinzia-gate. Poi le alleanze. La ricerca spasmodica dell'intesa con l'Udc, tanto cara a Massimo D'Alema, è stata distrutta dalla valanga di voti pugliesi per Nichi Vendola. Per non parlare dell'empasse nel Lazio risolta da Emma Bonino dopo mesi di divisioni interne. Tra i parlamentari democratici c'è molta attesa per l'esito delle elezioni del 28-29 marzo.

C'è chi si dice ottimista ed è convinto di strappare un onorevole pareggio, ma c'è anche chi tema un tracollo. Una sconfitta in feudi storici come il Piemonte, la Liguria, le Marche, la Campania, la Puglia e il Lazio. Se così fosse il pericolo sarebbe quello di un terremoto. Fino al 2013 infatti non ci saranno più appuntamenti elettorali significativi e in molti si chiedono come possa Bersani continuare a restare alla leadership di un partito confuso sui programmi e sulle alleanze e lacerato al suo interno. Ed è per questo che alcuni leggono il ritrovato dinamismo del Professore con una chiave di lettura clamorosa. Tra i corridoi del Palazzo non si esclude un suo sorprendente ritorno nel caso in cui la situazione dovesse precipitare.

Prodi è stato l'unico in grado di sconfiggere due volte Silvio Berlusconi (1996 e 2006) e l'unico, nonostante tutti i problemi del suo governo, a tenere unito per più di un anno l'arcipelago variegato del Centrosinistra. In lui si riconosce tutto il Pd - diessini, margheritini, dalemiani, franceschiniani etc... -, ma anche la sinistra radicale e l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Non solo. L'ex presidente del Consiglio è forse il solo capace di stringere veramente un accordo con Pierferdinando Casini senza perdere per strada i vari Vendola e Bonino. Insomma, nelle stanze del potere si fa sempre più forte l'idea di una sorta di riedizione dell'Unione, guidata dal Partito Democratico. Non di Bersani. Non di Veltroni o Franceschini. Ma di Prodi...
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