Processo breve, venerdì l'ok della Camera e il Pd...
Settimana decisiva a Montecitorio sul fronte giustizia, anche se i riflettori saranno puntati contemporaneamente fuori dal palazzo, sull'aula di giustizia che, a Milano, ospitera' il processo al premier, al via mercoledi'. Alle quindici di oggi, l'Aula della Camera e' convocata per votare sulla competenza. Un voto che dovrebbe procedere senza intoppi, nonostante le proteste dell'opposizione, per la compattezza della maggioranza 'precettata' nei giorni scorsi in aula con sms ed anche con fax. E poi? Fonti autorevoli nella maggioranza danno il processo breve approvato entro venerdi. In questi giorni si e' parlato di una possibile richiesta del Pdl e Lega di invertire l'ordine del giorno per accelerare di nuovo su questo provvedimento. Il calendario prevede infatti, in ordine, l'esame in aula della legge per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, la legge comunitaria, la modifica della legge sulla contabilita' e sulla finanza pubblica, arrivata dal Senato, e dunque il cosiddetto processo breve. 
Esclusa al momento ogni ipotesi di fiducia, l'orientamento emerso in queste ore sarebbe quello - se si trova una convergenza con l'opposizione - di votare, subito dopo il conflitto, il testo sui comuni e quindi le modifiche sulla contabilita', mentre prenderebbe sempre piu' piede l'ipotesi di un possibile ritorno in commissione della legge comunitaria che contiene l'ormai noto emendamento Pini, di estensione della reponsabilita' civile dei magistrati, in attesa della riscrittura del testo, cui stanno lavorando relatore e Governo. Gia' in settimana, e senza alcuna richiesta di modificare l'ordine dei lavori, si arriverebbe cosi' all'esame del ddl che contiene la prescrizione breve per gli incesurati, che potrebbe essere votato venerdi'. Al momento non e' previsto di avanzare un provvedimento di improcedibilita', anche perche' i magistrati - come fu per Matteoli, citato in questi giorni come un precedente - potrebbero anche in questo caso decidere di andare avanti. Inoltre il caso Matteoli non sarebbe cosi' sovrapponibile al 'caso Ruby'. All'epoca infatti ci fu un tribunale dei ministri che decise la natura 'non ministeriale del reato' di cui veniva accusato l'allora ministro dell'Ambiente. Fu per questo che il collegio stabili', senza dare comunicazione alla camera di appartenenza, di archiviare tutto e mandare le carte alla procura competente. La Camera solo allora decise di sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale. Sostenne che non essere stata informata dell'archiviazione costituiva un vulnus alle sue prerogative. La Consulta diede ragione a Montecitorio sul punto, ma non accolse la richiesta, formulata nel conflitto, di azzerare la citazione a giudizio del ministro, che nel frattempo era stato chiamato a rispondere nel processo. Poi la Camera si pronuncio' di nuovo: affermo' ancora la natura ministeriale del reato e disse che, dunque, non vi erano le condizioni perche' l'autorita' giudiziaria procedesse nei confronti di Matteoli. Un'istanza immediatamente riversata dalla difesa nel processo ma 'bocciata' dai magistrati del tribunale di Livorno per i quali di fronte ad un reato comune, e dunque non ministeriale, non ricorre alcun potere di negare o concedere l'autorizzazione a procedere. Forte di questo convincimento, il tribunbale ha comunque deciso di chiedere l'intervento della Consulta. Giudicato ammissibile con al decisione 211 del 2010, non e' ancora stato decisio nel merito.
Il ricorso non e' peraltro ancora fissato. I ruoli della Corte sono gia' completi fino alla prima meta' di giugno, Potrebbe essere messo in calendario per le udienze previste nella seconda' meta' del mese di giugno o per quelle di luglio. E' vero pero' che alla Corte sono giunti moltissimi ricorsi che rigurdano il contenzioso con le Regioni e che dovranno anch'essi essere calendarizzati. La giornata di domani, dunque, da' il la' alla settimana calda sul fronte della giustizia, nella quale l'ufficio di presidenza della Camera e' anche chiamato a decidere sul 'caso la Russa. Dopo la bagarre scoppiata in aula mercoledi' scorso, e proprio mentre si discuteva di pricesso breve. La parola passa domattina ai questori di Montecitorio che formalizzeranno la loro proposta. Sul tappeto, per stabilire eventuali sanzioni - in teoria fino a 15 giorni di sospensione - il regolamento della Camera ma anche l'articolo 64 della Costituzione per il quale i membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute e devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.
L'opposizione torna a mobilitarsi oggi a Roma contro il processo breve con la 'Notte bianca per la democrazia', tra piazza Montecitorio e Santi Apostoli. A promuoverla sono stati il Popolo viola, insieme con diversi partiti e associazioni. Il Pd terra' anche un suo sit-in piazza del Pantheon. Piazze diverse dunque, dopo il burrascoso epilogo della protesta di mercoledi' e relativa coda in Aula alla Camera. Ma non per questo separate, visto che molti esponenti democratici saranno a Santi Apostoli. La maratona "Democrazia Day - Notte bianca della Democrazia" contro il progetto di legge che accorcia i tempi della prescrizione partira' intorno alle 14.30 nella piazza davanti alla Camera, in coincidenza con il voto sul conflitto di attribuzione chiesto dalla maggioranza per il caso Ruby. L'iniziativa ha avuto impulso dal presidio permanente da giorni davanti a Montecitorio ed e' stata promossa dal Popolo Viola, Articolo 21 e Liberta' e Giustizia, Move On Italiano. Ma ha subito raccolto l'adesione dell'Italia dei Valori, con il presidente Antonio Di Pietro in testa, di diversi parlamentari del partito democratico e di Futuro e Liberta', di esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo. Alle 20 la manifestazione si spostera' in piazza Sant'Apostoli dove, hanno annunciato gli organizzatori, prenderanno la parola artisti, rappresentati della societa' civile, dei partiti, del mondo delle associazioni. Sul palco saliranno anche Di Pietro, Rosy Bindi e Fabio Granata. Hanno assicurato la loro presenza anche Giobbe Covatta, Dario Vergassola, Moni Ovadia, Giuliano Montaldo, Massimo Ghini e rappresentanti della Tavola della Pace. Il Pd ha scelto di organizzare anche una propria manifestazione al Pantheon, alle 18. Saranno presenti il segretario Pier Luigi Bersani, la presidente dell'assemblea nazionale Bindi, i capigruppo Anna Finocchiaro e Dario Franceschini. A quanto assicurato da largo del Nazareno, a Santi Apostoli ci saranno anche molti esponenti del Pd. Il partito pero', e' stato spiegato, ha voluto dare visibilita' particolare alla sua opposizione sia in Parlamento sia in piazza. E del resto per questo e' stata programmata da tempo la 'Notte bianca per la scuola e la democrazia', che venerdi' coinvolgera' cinque grandi citta'. "Siamo il partito della legalita' e della Costituzione e per questo manifesteremo domani nel pomeriggio con Bersani al Pantheon", ha spiegato Bindi, "e tanti democratici parteciperanno come me anche all'iniziativa della notte bianca a santi Apostoli. "Siamo al fianco di quanti, cittadini e associazioni, si mobilitano in difesa delle regole e della Costituzione", ha aggiunto.



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