Processo breve, ok del Senato
| FORUM/ Processo breve/ Che cosa ne pensi? Di' la tua LA SCHEDA/ Ecco che cosa cambia |
L'Aula del Senato ha approvato il ddl sul processo breve con 163 voti a favore, 130 contrari e 2 astenuti. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera. Hanno votato a favore Pdl e Lega, contrari il Pd, l'Idv, l'Udc, il gruppo Misto. In dissenso dal proprio gruppo i senatori Maritati del Pd e Musso del Pdl hanno annunciato la loro non partecipazione al voto.
Non sono mancati momenti di tensione nel corso della seduta, come quando i rappresentati dell'Idv hanno issato in Aula dei cartelli con le scritte ''Berlusconi fatti processare'', ''muoiono processi Cirio-Parmalat'', ''la giustizia è morta''. Subito sono intervenuti i commessi per sedare gli animi, ma non abbastanza celermente per evitare che il senatore Pdl, Domenico Gramazio lanciasse alla volta dei senatori Idv il fascicolo degli emendamenti, 'centrando' (senza conseguenze) il senatore Idv, Alfonso Mascitelli. 
BERLUSCONI: NON E' INCOSTITUZIONALE - "Sono tutti intellettualmente disonesti, non sono problemi di Berlusconi ma aggressioni al presidente del Consiglio. Questa è una cosa sicura e certa". Silvio Berlusconi risponde così ai giornalisti che lo avvicinano dopo il pranzo dal card. Camillo Ruini per commentare l'approvazione del processo breve al Senato e le critiche dell'opposizione, che definisce ''vere e proprie calunnie''. "Il processo - breve - dice il premier - è un processo lungo, prevede tempi ancora troppo lunghi''. Sull'incostituzionalità, Berlusconi risponde: "Non lo so e non credo. E' l'Europa che ce lo chiede. E c'è la Costituzione che ci dice che i processi debbono avere tempi certi e ragionevoli. Ma non voglio pronunciarmi su questo".
E ancora il premier: "I miei avvocati insistono a dire che mi troverei di fronte a dei plotoni di esecuzione. Non so se andrò, stiamo discutendo". Berlusconi risponde così ai giornalisti che gli chiedono se si presenterà ai processi che lo riguardano.
"Il ddl sulla ragionevole durata del processo penale, benchè di iniziativa parlamentare, è sostenuto dal Governo". Lo afferma in aula al Senato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nella sua relazione sull'amministrazione della giustizia per l'anno 2010. Per Alfano il ddl produrrà "ulteriori risparmi di spesa conseguenti all'azzeramento del rischio della legge Pinto, i cui costi gravano in maniera pesante sul bilancio della giustizia a causa dell'indennizzo dovuto anche per la sola lunghezza del processo". Va "ripensata adeguatamente" la "struttura, la composizione e la funzione del Consiglio Superiore della Magistratura, ben oltre l'esigenza di innovarne il sistema elettorale, che può essere modificato con legge ordinaria". Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano. "Sono certo che il 2010 possa passare alla storia come l'anno della compiuta riforma ordinaria e costituzionale del sistema giudiziario italiano". Lo ha detto il Guardasigilli Angelino Alfano al Senato, ribadendo che "occorre procedere alla riscrittura di alcune fondamentali e strategiche regole costituzionali che, ferma l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, attribuiscano al giudice il ruolo centrale nell'esercizio della giurisdizione e garantiscano a un separato ordine dell'accusa piena autonomia nell'esercizio dell'azione penale nonché dello svolgimento delle indagini sulle notizie di reato che ad esso pervengano".
Il ddl continua ad essere un ostacolo al confronto sulle riforme, e in particolare su quelle della giustizia: il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha ribadito alla trasmissione Ballarò che il suo partito si batterà "con tutte le forze" anche alla Camera contro la legge approvata dal Senato, mentre il ministro Sandro Bondi ha a sua volta insistito su un punto di fondo: questa ed altre non sono leggi ad personam pro Berluscconi, perchè il processi del premier non sono un problema personale ma dimostrano "l’uso politico della giustizia", iniziato con Craxi.
Bersani ha accusato il centrodestra di considerare "il Parlamento una succursale dell’ufficio di difesa del presidente del Consiglio", viste le diverse leggi salva-premier passate e presenti. Peraltro, il segretario del Pd non ha escluso la disponibilità a parlare di immunità: "Io accetto la sfida delle riforme - ha insistito - come la riduzione del numero dei parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto; dentro sono pronto a considerare le forme di garanzia tra i presidii della Repubblica, il governo, il parlamento, la magistratura".
I MAGISTRATI: COSI' SI DISTRUGGE LA GIUSTIZIA - Il Comitato Intermagistrature - che riunisce la magistratura ordinaria, amministrativa e contabile e l'Avvocatura dello Stato - ribadisce, in una nota, le fortissime preoccupazioni già espresse nelle più varie sedi istituzionali per i prevedibili effetti del disegno di legge in materia di c.d. "processo breve", che rischia di produrre conseguenze devastanti sull'intero sistema della giustizia italiana.
LE DICHIARAZIONI DI VOTO. Le dichiarazioni di voto sono iniziate attorno alle 12. "Fermatevi finchè siete in tempo" ha sottolineato Gianpiero D'Alia, capogruppo dell'Udc, tra i primi ad intervenire. "Restano in piedi incongruenze e storture - dice D'Alia - come possiamo votare questa amnistia? Noi voteremo contro". "Forse un giorno chiederete scusa ai cittadini - ha detto poi Luigi Li Gotti dell'Italia dei Valori - ma sarà troppo tardi". Li Gotti, che ha ricordato "le tante leggi ad personam approvate solo nell'interesse di Berlusconi" e che ha parlato di "una norma che non esiste in nessuna parte del mondo", ha poi sottolineato come proprio nell'aula del Senato si è irrisa da parte di alcuni deputati, «così come i mafiosi brindarono alla morte di Falcone e Borsellino» alla notizia di possibili attentati contro il pm palermitano Ingroia.
Il senatore Federico Bricolo, della Lega Nord, ha fatto invece notare come le norme in discussione erano in realtà sostenute da molti esponenti del centrosinistra prima che si scoprisse che erano applicabili anche a uno dei processi che riguardano Berlusconi. E ha ribadito che la ratio delle nuove norme è puntare alla «ragionevole durata del processo". Stesso concetto ribadito dal capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri: "Ma è davvero breve questo processo - si è chiesto l'ex ministro ricordando che le nuove norme prevedono comunque che nei casi di reati più gravi i termini per il giudizio possano arrivare fino a 15 anni -? Circa 500 processi al giorno spariscono per prescrizione, questa legge vuole imporre alla magistratura di celebrarli i processi". L'impatto di questa legge -ha poi ricordato Gasparri - sarà solo sull'1% del 3,5 milioni di processi aperti attualmente in Italia.
"Non siete stati capaci di dimostrare che questo provvedimento non avrà conseguenze per i cittadini - ha invece evidenziato la capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro -. Salteranno molti processi e non sarà fatta giustizia". La Finocchiaro ha ricordato il precedente della legge ex Cirielli che fece schizzare verso l'alto il numero delle prescrizioni.



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















