Approvato il processo breve. L'opposizione insorge

Mercoledì, 13 aprile 2011 - 13:11:00


cernobbio alfano3

L'Aula della Camera ha approvato la proposta di legge sul processo breve. I sì sono stati 314 e i no 296. In favore hanno votato Pdl, Lega e Responsabili. Contrari Pd, Idv e Terzo polo. Il testo ora torna al Senato per la terza lettura.

"P2, P2" e' l'urlo che i deputati Pd e Idv hanno urlato al capogruppo Pdl Cicchitto durante la dichiarazione di voto sul ddl processo breve. Dalla maggioranza subito e' stata protesta, Fini ha chiesto il silenzio.

Scoppia la questione del voto segreto e il sospetto si appunta su Fli, dove la minoranza interna guidata da Adolfo Ursopotrebbe aver favorito l'approvazione del processo breve. Ma il vicepresidente del partito, Italo Bocchino, interpellato dall'Agi, taglia corto: "In Fli non ci sono franchi tiratori, chi dissente lo fa fin troppo apertamente".

Slogan 'vergogna, vergogna' e 'venduti e mafiosi'. Cosi' alcune decine di manifestanti del 'popolo viola' (ma anche di Fli) che stazionano a piazza Montecitorio dal pomeriggio, hanno salutato l'approvazione da parte della Camera del provvedimento sul processo breve. Particolarmente preso di mira il leader della Lega, Umberto Bossi, che ha lasciato Montecitorio dall'ingresso principale. I manifestanti hanno urlato 'venduto' e 'fora dai ball' all'indirizzo del leader del Carroccio.

Soddisfatto per l'approvazione del processo breve alla Camera e per la tenuta della maggioranza, Silvio Berlusconi, con alcuni parlamentari con cui ha commentato l'esito del voto a Montecitorio, ha indicato le prossime tappe: avanti come un treno, ora riforma della giustizia e dell'architettura costituzionale. Secondo quanto viene riferito dalle stesse fonti, il premier ha lodato la maggioranza e il comportamento tenuto in aula negli ultimi due giorni: ora - avrebbe spiegato Berlusconi - sara' tutto in discesa, andiamo avanti dritti come un treno. La maggioranza - avrebbe detto ancora il premier - e' salda, compatta e cresce e presto crescera' ancora. Al contrario dell'opposiizone che invece in questi giorni ha fatto solo una figuraccia. Sono allo sbando, ha concluso il Cavaliere.

"Con l'approvazione della prescrizione breve il governo ha dimostrato di avere i numeri in Parlamento solo per distruggere e non per costruire e riformare il Paese. Il problema non e' avere i numeri, ma decidere che cosa farne e possibilmente utilizzarli per l'Italia". Lo dichiara il vicepresidente di Futuro e Liberta', Italo Bocchino, che aggiunge: "E' stato triste vedere la Camera dei deputati bloccata alla presenza di tutti i membri del governo al solo fine di far prescrivere il processo Mills prima della piu' che probabile condanna di Berlusconi in primo grado". "L'uso proprietario delle istituzioni - continua - e' un grave danno al Paese, soprattutto mentre l'Italia registra una profonda crisi con l'Unione europea, mentre affronta un'emergenza umanitaria con un forte flusso migratorio, mentre il Mediterraneo e' in fiamme e il mondo alle prese con le problematiche ambientali provenienti dal Giappone". "In questo contesto non si e' trovato di meglio da fare che utilizzare la maggioranza rattoppata per salvare ancora una volta il presidente del Consiglio", conclude Bocchino.

"I numeri sono buoni. Il voto di oggi ci dice che i numeri ci sono" e quindi "il governo pup' andare avanti". Cosi' il leader della Lega, Umberto Bossi, commenta il si' della Camera al processo breve. A chi gli fa notare che la maggioranza si e' fermata a 314 senza toccare la quota di 330, il Senatur risponde: "Sempre meglio che niente". Sul rischio che il processo breve abbia ricadute sui processi in corso, anche quelli per reati gravi, come denuncia l'opposizione, Bossi commenta: "Questi sono piccoli trucchi, giochi di prestigio della sinistra che non sapvea piu' cosa dire e ha tirato fuori questo. Invece ha ragione Alfano" che dice che a rischio e' solo lo 0,2% dei processi.

Pier Luigi Bersani ha rivendicato la strategia del Pd per tentare di bloccare l'approvazione del processo breve. "Abbiamo fatto una splendida battaglia con un risultato indiscutibile", ha assicurato il leader del Pd dopo il via libera alla Camera del progetto di legge. "Una legge che doveva passare nel silenzio durante la visita del premier a Lampedusa e' stata messa davanti agli occhi degli italiani per settimane", ha ricordato, "li abbiamo aiutati a comprendere usando gli strumenti del regolamento e faremo sempre cosi'".

"Voglio motivare il perche' ho reagito gridando 'P2 P2' all'indirizzo dell'onorevole Cicchitto: ho ritenuto giusto gridare la verita', perche' nessuno puo' permettersi di strumentalizzare le parole del presidente Aldo Moro. Le sue parole erano pronunciate da una persona che aveva la dignita' per poterle pronunciare e il suo martirio nessuno se ne puo' appropriare soprattutto se nel 1980 era iscritto alla loggia massonica P2". La parlamentare del Pd, Rosy Bindi, mentre sta presiedendo l'aula, prende la parola alla Camera per rispondere all'intervento del capogruppo del Pdl che aveva detto 'non ci faremo processare nelle piazze'. Ma le sue parole, fanno infuriare il Pdl. Raffaele Fitto, rientra in Aula e prende la parola per dire che "al di la' del merito delle considerazioni che lei puo' legittimamente puo' fare in quest'aula e' gravissimo che lei lo abbia detto seduta su quel posto. E' la conferma della considerazione che ha di quel posto. Completa una due giorni su ciu riflettere molto sul ruolo di terzieta' della presidenza della Camera". "L'ho fatto da qui perche' posso farlo anche da qui - ha replicato Bindi - non le consento di mettere in gioco la mia terzieta'. L'aula in questi giorni e' stata condotta in maniera assolutamente esemplare da tutti noi".

Il processo breve riduce i tempi della prescrizione per gli incensurati passando da un quarto a un sesto della pena edittale. Si applica ai processi che non sono ancora giunti a sentenza di primo grado. Non riguarda i reati di grave allarme sociale: terrorismo e mafia, ad esempio. Contro questa norma hanno tuonato le opposizioni, sostenendo che e' l'ennesima legge 'ad personam' applicabile al processo Mills, in cui e' imputato il premier.

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