Processo breve, opposizione all'attacco. Una raffica di emendamenti per stopparlo

Martedì, 12 aprile 2011 - 08:35:00


Bersani Triste

I volti, i nomi, i numeri della 'giustizia negata': sarà questa l'arma che domani e dopodomani i deputati del Pd utilizzeranno nell'aula della Camera per rilanciare l'allarme "amnistia" contenuto nella risoluzione votata la settimana scorsa dal Csm e mettere pubblicamente in imbarazzo la maggioranza e il Governo durante le votazioni sul processo breve che introduce la prescrizione abbreviata per gli incensurati. L'esame del provvedimento riprende oggi alle 15 ed è prevista una seduta notturna fino a mezzanotte. Il voto finale, dovrebbe arrivare mercoledì, ma il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto ha scritto ai suoi avvertendoli di tenersi liberi fino a venerdì perché mancando l'intesa con l'opposizione il calendario non è vincolante. L'ostruzionismo continuerà e il ministro della Giustizia Angelino Alfano, finora silente sui banchi del Governo, sarà sempre nel mirino dell'opposizione. Al Pd giurano che Roberto Giachetti sta studiando anche gli spazi bianchi tra le righe del regolamento per trovare nuove strategie di guerriglia parlamentare. "Ma loro sono 320", fa notare un parlamentare del terzo polo, "noi bene che vada 300. Certo, se fanno qualche sciocchezza...". Il mandato che i parlamentari di centrodestra hanno ricevuto dal presidente del Consiglio e dalla odierna lettera di Cicchitto è quello di non rispondere alle provocazioni: prima Ignazio La Russa e poi Massimo Corsaro, a turno protagonisti della bagarre alla Camera, hanno dovuto subire le reprimende del presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi ha raccomandato silenzio e profilo basso a tutti i suoi, racconta chi ci ha parlato, in modo da incassare al più presto e con meno clamore possibile il risultato dell'approvazione della nuova legge (che dovrà ripassare dal Senato prima di poter dispiegare i suoi effetti, a partire dal processo Mills nel quale il premier è imputato per corruzione). La battaglia dell'aula sarà nuovamente sintonizzata con la piazza: mercoledì sono già in programma un presidio del Popolo viola a Montecitorio e una manifestazione al Pantheon con le famiglie delle 'vittime' dei processi che rischiano una conclusione anticipata per prescrizione, a cominciare dalle stragi di Viareggio e della casa dello studente dell'Aquila. Politici e operatori della giustizia intanto continuano a dividersi polemicamente sulla prescrizione abbreviata: per il magistrato antimafia Nicola Gratteri "in uno Stato che si vuol definire civile non dovrebbe nemmeno esistere la prescrizione". "Per salvare se stesso - ha detto Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani - Berlusconi mette a rischio processi di straordinaria e drammatica importanza". Secondo Donatella Ferranti del Partito democratico il Guardasigilli "non può far passare sotto silenzio l'allarme amnistia denunciato dal Csm" e "quanto meno dovrebbe chiedere una sospensione dell'esame" del provvedimento.

"Davanti a effetti così gravi - conclude la parlamentare - il silenzio del ministro sembra un imbroglio al parlamento". Sferzanti le parole del presidente della Camera Gianfranco Fini: "Se la legge è uguale per tutti deve essere uguale per tutti davvero". Il tema della prescrizione breve è in Aula, ha osservato, "perché c'è una maggioranza che lo sta discutendo". Lo stesso argomento, secondo Fini, "l'opposizione non lo discuterebbe". Di tutt'altro segno le parole di Saverio Romano, esponente dei Responsabili e neo-ministro dell'Agricoltura, che ha puntato il dito sull'opposizione. "A forza di insistere, come va facendo da troppo tempo una opposizione votata alla demagogia e alla propaganda con la spettacolarizzazione del tema giustizia e con le cosiddette leggi ad personam che pendono come spade di Damocle su ogni discussione di provvedimento, si è perso di vista - ha affermato - il vero obiettivo, che è quello di dare all'Italia e agli italiani una giustizia certa equa e rapida". Sul processo breve "non temo brutte sorprese", ha detto dal canto suo il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, secondo il quale "nella vita non si può mai dire, però, secondo me, ci stanno tutti i termini per un voto positivo da parte della maggioranza. Mi sembra che ci sia una tendenza al romanzo storico. Quella del 25 luglio è una bella battuta, ma non mi sembra che ci sia un Consiglio nazionale alle porte". Poi però, onde evitare equivoci, ha scritto ai suoi deputati raccomandando loro "coesione politica e attenzione, ma anche con pazienza e serenità, senza cadere nelle provocazioni che facilmente possono emergere nell'ambito di un dibattito così lungo su un provvedimento sul quale si registra un alto livello di contrapposizione politica". E soprattutto di garantire tutti la presenza fino a venerdì.

"Sara' una vera e' propria amnistia". Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, torna da Napoli sul 'processo breve' e attacca il Guardasigilli, Angelino Alfano, "un ministro che si fa chiamare della Giustizia e che si rifiuta di dire gli effetti che avra' questa legge". Sulla discussione che si sta svolgendo in queste settimane in Parlamento, il leader del Pd parla di un inedito bicameralismo: "C'e' un Senato - spiega - che allunga il dibattimento e una Camera che accorcia la prescrizione. Tutto su misura sartoriale". Intervenendo a una manifestazione a sostegno del candidato a sindaco del Pd, Mario Morcone, Bersani fa poi notare che per il Governo e' arrivato "il momento di farsi giudicare. Quanto tempo vogliono governare - si chiede - per dire che e' colpa loro? Se la prendono con tutti, dalla Iervolino ai magistrati, ma nell'ultimo decennio hanno governato per otto anni". Sulla credibilita' a livello nazionale del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il leader del Pd sostiene che "in Europa fanno fatica a farsi fotografare con uno che ha baciato la mano al leader libico Gheddafi e che e' imputato per induzione alla prostituzione". 

"Proprio Bersani parla di amnistia, lui che con il suo governo, incapaci di mettere mano ad un piano carceri, risolsero il problema del sovraffollamento con un indulto che libero' ventimila detenuti. Oggi lo stesso Bersani lascia intendere effetti dirompenti derivanti da un provvedimento sulla prescrizione in esame alla Camera: si vede che non l'ha letto o che i suoi deputati-magistrati o i suoi amici magistrati-politicizzati glielo hanno spiegato male". E' quanto afferma Enrico Costa, capogruppo Pdl in commissione giustizia alla Camera. "Infatti - continua Costa - non si estinguera' nessun processo che non abbia gia' comunque una morte annunciata per effetto della prescrizione. E' grave che il maggior partito d'opposizione si lasci scappare queste bugie".

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