Processo breve, il Guardasigilli da Napolitano
Cautela, nessuno strappo con il Colle, l'obiettivo di far diventare legge il processo breve e' troppo importante per compiere passi falsi. Silvio Berlusconi non vuole creare frizioni con il Capo dello Stato e ai suoi, ha spiegato che l'iter del provvedimento deve procedere a passo spedito anche al Senato. Nel frattempo, poiche' in molti nel Pdl temono che Napolitano possa esprimere perplessita' sul testo, tocherra' al Guardasigilli Angelino Alfano illustrare nel merito al presidente della Repubblica i contenuti del provvedimento e confutare le "notizie false" diffuse dall'opposizione e da quella parte politicizzata della magistratura. Una missione in cui Berlusconi spera, anche se il timore che il provvedimento possa subire uno stop non e' cosi' remoto. Ma siamo nel giusto, avrebbe ribadito il premier anche oggi, la gente vuole una giustizia piu' rapida ed equa, stanno dalla nostra parte e non possiamo mollare ora che i numeri li abbiamo e cresceranno ancora. 
Certo, pero', le parole di Napolitano sul processo breve sono giunte un po' inaspettate e hanno colto di sorpresa il capo del governo. Ma il premier e' concentrato anche sul secondo tempo del provvedimento: il passaggio al Senato - ha detto ai vertici di Pdl e Lega - deve essere veloce, il testo va blindato, non voglio sorprese e, soprattutto, modifiche che comporterebbero una seconda lettura alla Camera, dove l'opposizione ha piu' chanche di rallentarne l'approvazione finale. Ma resta l'incertezza su cosa fara' Napolitano una volta che gli sara' inviato il testo approvato dal Parlamento, anzi molti nellla maggioranza danno per scontate quanto meno delle osservazioni e dei rilievi, quindi - sarebbe stato il ragionamento del Cavaliere - nessuna ipotesi alternativa va accantonata, compreso il 'processo lungo', da tenere sempre pronto all'occorrenza. "Oggi - spiegano fonti parlamentari del Pdl - Napolitano ha fatto capire che non vuole essere tirato per la giacchetta da nessuno". Il Cavaliere ha dettato la linea: avanti tutta anche sulla riforma della giustizia e dell'architettura istituzionale. Ma Berlusconi, convinto che ormai la maggioranza abbia superato il momento critico e che la legislatura possa proseguire senza ulteriori scossoni, ritiene che i tempi siano maturi anche per il giro di vite sulle intercettazioni. Sono ferme alla Camera da troppo tempo - ha osservato oggi con i capigruppo - l'iter parlamentare deve riprendere e arrivare a buon fine entro l'estate. Insomma, viene riferito da chi era presente al vertice di oggi, il capo del governo e' intenzionato a riformare la giustizia nel suo complesso, un intervento a tutto campo.



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