Legittimo impedimento/ E ora i processi a Berlusconi rischiano la prescrizione
Nei pronostici della vigilia, in Procura era attesa una sentenza della Consulta che dichiarasse illegittima in toto la legge sul legittimo impedimento. E' arrivata invece una bocciatura a metà che lascia intravvedere scenari turbolenti per la ripresa dei tre processi milanesi, già ribattezzati "le tre M" (Mediaset, Mills e Mediatrade), a carico di Silvio Berlusconi. I tre procedimenti non riprenderanno comunque prima di un paio di mesi, considerando anche i tempi tecnici necessari alla Consulta per trasmettere le motivazioni della pronuncia a Milano.
Si ricomincerà in un clima simile a quello in cui si era finito, quando, prima delle sospensioni determinate dall'invio degli atti alla Corte Costituzionale, i legali del premier e il pm Fabio De Paquale, battagliavano - udienza dopo udienza - sui legittimi impedimenti invocati da Berlusconi e "certificati" con timbro della Presidenza del Consiglio. Il processo per la corruzione del testimone-legale inglese David Mills dovrebbe ripartire daccapo perché il presidente della decima sezione penale, Francesca Vitale, ora è in corte d'appello ed è stata sostituita da Antonella Lai, alla quale si affiancheranno due nuovi giudici. La prescrizione scatterà tra poco più di un anno e Berlusconi "rischia" una condanna in primo grado, dopo che, nel processo gemello la Cassazione, pur sancendo la prescrizione per Mills, ha riconosciuto che il premier corruppe l'avvocato britannico. Ad allungare i tempi del verdetto, la possibilità che vengano svolte, su richiesta della difesa, due rogatorie all'estero, una a Lugano per sentiere il banchiere Paolo Del Bue (Arner Bank) e un'altra a Londra per ascoltare alcuni testimoni.
Nel processo per i diritti tv Mediaset, in cui il premier risponde di frode fiscale e che è iniziato nel 2006 davanti alla prima sezione, tutti e tre i giudici hanno cambiato posto. Il Presidente Edoardo D'Avossa da tempo dirige il Tribunale di La Spezia e aveva potuto proseguire il processo grazie all'"applicazione" autorizzata dal Csm, ma con una durata massima di due anni. Poiché metà si è già consumata, alla ripresa delle udienze D'Avossa si troverà di fronte a un bivio: se andrà avanti e non riuscirà a finire il processo entro un anno, ne verrà sancita la nullità; se si farà sostituire subito, il rischio è quello della prescrizione perché è improbabile che i difensori diano il consenso a "salvare" le prove assunte davanti ai vecchi giudici. Anche la gup dell'udienza preliminare sui diritti tv Mediatrade, Marina Zelante, nel frattempo si è trasferita ad altri incarichi e le carte del procedimento in cui Berlusconi è accusato di appropriazione indebita sono passate al giudice Maria Vicidomini che, proveniente da Reggio Calabria, ne ha ereditato il ruolo e le cause.



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