Legittimo impedimento/ E ora i processi a Berlusconi rischiano la prescrizione

Giovedì, 13 gennaio 2011 - 20:17:00

Nei pronostici della vigilia, in Procura era attesa una sentenza della Consulta che dichiarasse illegittima in toto la legge sul legittimo impedimento. E' arrivata invece una bocciatura a metà che lascia intravvedere scenari turbolenti per la ripresa dei tre processi milanesi, già ribattezzati "le tre M" (Mediaset, Mills e Mediatrade), a carico di Silvio Berlusconi. I tre procedimenti non riprenderanno comunque prima di un paio di mesi, considerando anche i tempi tecnici necessari alla Consulta per trasmettere le motivazioni della pronuncia a  Milano.

Si ricomincerà in un clima simile a quello in cui si era finito, quando, prima delle sospensioni determinate dall'invio degli atti alla Corte Costituzionale, i legali del premier e il pm Fabio De Paquale, battagliavano - udienza dopo udienza - sui legittimi impedimenti invocati da Berlusconi e "certificati" con timbro della Presidenza del Consiglio. Il processo per la corruzione del testimone-legale inglese David Mills dovrebbe ripartire daccapo perché il presidente della decima sezione penale, Francesca Vitale, ora è in corte d'appello ed è stata sostituita da Antonella Lai, alla quale si affiancheranno due nuovi giudici. La prescrizione scatterà tra poco più di un anno e Berlusconi "rischia" una condanna in primo grado, dopo che, nel processo gemello la Cassazione, pur sancendo la prescrizione per Mills, ha riconosciuto che il premier corruppe l'avvocato britannico. Ad allungare i tempi del verdetto, la possibilità che vengano svolte, su richiesta della difesa, due rogatorie all'estero, una a Lugano per sentiere il banchiere Paolo Del Bue (Arner Bank) e un'altra a Londra per ascoltare alcuni testimoni.

Nel processo per i diritti tv Mediaset, in cui il premier risponde di frode fiscale e che è iniziato nel 2006 davanti alla prima sezione, tutti e tre i giudici hanno cambiato posto. Il Presidente Edoardo D'Avossa da tempo dirige il Tribunale di La Spezia e aveva potuto proseguire il processo grazie all'"applicazione" autorizzata dal Csm, ma con una durata massima di due anni. Poiché metà si è già consumata, alla ripresa delle udienze D'Avossa si troverà di fronte a un bivio: se andrà avanti e non riuscirà a finire il processo entro un anno, ne verrà sancita la nullità; se si farà sostituire subito, il rischio è quello della prescrizione perché è improbabile che i difensori diano il consenso a "salvare" le prove assunte davanti ai vecchi giudici. Anche la gup dell'udienza preliminare sui diritti tv Mediatrade, Marina Zelante, nel frattempo si è trasferita ad altri incarichi e le carte del procedimento in cui Berlusconi è accusato di appropriazione indebita sono passate al giudice Maria Vicidomini che, proveniente da Reggio Calabria, ne ha ereditato il ruolo e le cause.

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