Privacy/ Il garante attacca: in Italia troppe intercettazioni. Invito ai media: basta processi in tv
"Le verifiche svolte sul Tribunale di Roma, anche se circoscritte alle Sezioni civili e del lavoro, ci hanno confermato che la protezione dei dati negli uffici giudiziari e' ancora quasi all'anno zero". La denuncia del Garante è netta. Bisogna "innalzare le misure di protezione, sia adottando prescrizioni sia con concreti provvedimenti di carattere organizzativo".
Serve "moderazione", bisogna evitare "criteri discriminatori" e in particolare nel caso di minori "le cautele devono essere moltiplicate". L'altolà del Garante arriva nel pieno della polemiche sulla volontà del governo di varare provvedimenti per prendere le impronte ai bimbi rom. "E' assolutamente necessario - avverte Pizzetti - che si eviti di fare ricorso a queste tecniche secondo criteri discriminatori, specialmente di natura etnica o religiosa, che con trastino con la nostra Costituzione e con le Carte dei diritti fondamentali dell'uomo e del cittadino che il nostro Paese ha siglato".
"Fermatevi e riflettete". E' questo "l'accorato appello" che Pizzetti rivolge ai media: "Troppi processi mediatici, troppa commistione fra realtà e reality". Ad avviso del Garante "questa non è informazione, non è trasparenza, non è un servizio che si fa all'opinione pubblica e alla democrazia. Non è giusto, in nome di una trasparenza che diventa prima di tutto spettacolo, e talvolta persino morbosità, invocare la legittimità di ogni invasione nella sfera più intima delle persone".



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