Pd/ Quando le primarie diventano un incubo
| FORUM/ Le primarie, uno strumento di democrazia da applicare sempre o un passaggio dilaniante da usare raramente? |
"Le primarie? Io non c'entro. Non si rendono conto che dopo il caso Marrazzo, nel Lazio ricominciamo da zero. Si aspettano che io stia venti giorni a litigare con Nicolini mentre la Polverini ha già tappezzato Roma con i suoi manifesti?", taglia corto la Bonino in un'intervista a Il Riformista. Un no secco anche dall'Udc, ago della bilancia in molte regioni. "Non ci interessa fare le primarie, ci interessa invece avere una risposta chiara sul fatto che noi proponiamo un'alternativa a una coalizione che è sbilanciata in questo momento a sinistra, noi vogliamo che sia riequilibrata", spiega il segretario Cesa.
Ma nel Pd non tutti sono delle stesso avviso. Le primarie di coalizione "non sono solo un'istituto contemplato nel nostro statuto", ma "rappresentano in concreto uno strumento utile proprio al fine di dare modo agli alleati e ai loro elettori di partecipare alla designazione del candidato comune alle cariche monocratiche", scrive la Bindi in una lettera pubblicata su La Stampa. "Con i propri alleati, il Pd deve essere umile e generoso, e proprio il rispetto per gli alleati e la cura per le alleanze, suggeriscono il ricorso alla primarie, con le quali coinvolgerli nelle decisioni comuni. Decisioni che non possiamo prendere da soli nè -avverte il presidente dei democratici- confinare dentro segrete stanze".



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