Primarie/ Sel guarda a Palermo. Pd: segretari regionale e provinciale Genova rimettono mandato

Incassata la vittoria alle primarie di Genova con la netta affermazione di Marco Doria, Sinistra e Liberta' guarda a Palermo. Il voto per decidere il candidato del centrosinistra per la poltrona di sindaco del capoluogo siciliano si terra' il 4 marzo. E a differenza di Genova, dove il Pd presentava la doppia candidatura di Marta Vincenzi e di Roberta Pinotti mentre Sel sosteneva Doria, i partiti del centrosinistra hanno raggiunto l'unanimita' attorno al nome di Rita Borsellino. La scelta di convergere sulla sorella del Pm ucciso dalla mafia (da tempo caldeggiata da Sel) ha portato al ritiro della candidatura di Leoluca Orlando, esponente di Idv e gia' sindaco della citta'. Gli altri candidati sono Fabrizio Ferrandelli, gia' esponente di Idv che corre senza l'appoggio del movimento di Di Pietro, Davide Faraone sostenuto da Matteo Renzi che sara' a Palermo sabato prossimo e Antonella Monastra. Ambienti di Sel riferiscono che il leader di Sinistra e Liberta', Nichi Vendola, andra' personalmente a Palermo a sostenere la candidatura di Rita Borsellino: la data non e' ancora stata stabilita ma dovrebbe essere a cavallo tra la fine del mese e i primi di marzo. Secondo fonti regionali di Sinistra e Liberta' si starebbe lavorando anche ad un incontro pubblico con la presenza dei leader di Pd e Idv, Pier Luigi Bersani e Antonio Di Pietro. Lo stesso ex pm non smentisce l'eventualita': "visto che si e' deciso per una candidatura comune credo che sia giusto che ciascuno ci metta la faccia. Io di certo ce la mettero'".
"A Palermo ci sono tutte le condizioni per poter vincere le primarie e anche le elezioni - dice Paolo Cento, responsabile Enti Locali di Sel - si e' raggiunta la massima intesa nel centrosinistra con il Pd e l'Idv. Siamo soprattutto soddisfatti che il Pd abbia scelto il perimetro della coalizione senza trasformismi e senza furbizie". "Siamo molto soddisfatti - ha aggiunto Cento - perche' l'affermazione dello strumento delle primarie si sta facendo strada sempre di piu'. Ma adesso - continua - come dimostra il dato di Genova, prima ancora che un accordo politico serve un riscatto civico. E sono certo che a Palermo con la scelta di Rita Borsellino questo si potra' verificare". Palermo e' certamente una delle piazze piu' simbolica in vista delle amministrative di primavera. Ma il popolo del centrosinistra si misurera' con le primarie anche a L'Aquila. In lizza (anche nel capoluogo abruzzese si decidera' il candidato il 4 marzo) il sindaco uscente Massimo Cialente sostenuto da Pd, Psi e Comunisti Italiani, e il medico Vittorio Festuccia, che ha l'appoggio di Sel. Nelle consultazioni che si sono gia' svolte in altri comuni, il Pd ha incassato i candidati di Piacenza, Lecce, Asti e Monza. Sel ha incassato invece il candidato alla guida del comune di Rieti.
PD: SEGRETARI REGIONALE E PROVINCIALE GENOVA RIMETTONO MANDATO
Il segretario regionale del Pd, Lorenzo Basso, e il segretario provinciale, Victor Rasetto, rimettono il proprio mandato alle assemblee provinciale e regionale che si svolgeranno mercoledi' e giovedi' prossimi. L'annuncio arriva all'indomani della sconfitta del partito alla primarie, vinte, a sorpresa, da Marco Doria, indipendente, appoggiato da Sel, che ha sconfitto sia il sindaco uscente, Marta Vincenzi, sia la senatrice Roberta Pinotti. "
Abbiamo deciso di rimettere il mandato per senso di responsabilita' e per consentire che si apra una discussione politica vera. Non vogliamo fare i capi espiatori. Al termine delle assemblee, prenderemo le nostre decisioni". Cosi' Victor Rasetto, segretario provinciale del PD, in merito alla decisione, da parte sua e del segretario regionale, Lorenzo Basso, di rimettere il mandato nelle mani delle rispettive assemblee, provinciale e regionale. Per Rasetto i termini della questione sono chiari. "In primo luogo - sottolinea il segretario provinciale - bisogna sostenere Doria, senza se e senza ma, visto che qualcuno lo sta gia' mettendo in discussione. Poi bisogna analizzare le ragioni per cui i cittadini hanno scelto Doria. C'e' una richiesta di cambiamento e innovazione profonda che il PD non ha saputo interpretare. E se non lo fai, ti innovano gli elettori. I nodi sono venuti al pettine e non si puo' piu' far finta che il partito non abbia problemi. Poi si puo' discutere dello strumento 'primarie', che va regolamentato meglio, ma le regole ci sono e sono semplicissime. Vince il miglior candidato sindaco e puo' accadere che sia qualcuno che non e' prevedibile che vinca". Rispetto al fatto che l'aver schierato due candidate del PD, il sindaco uscente e Roberta Pinotti, sia stato un segno evidente di divisione interna del partito, Rasetto afferma che "non c'e' dubbio. Ma - aggiunge - il meccanismo delle primarie prevede le auto candidature. Si puo' cercare di persuadere le persone, ma - conclude Rasetto - non sempre funziona".
BERSANI - Nessun dramma per la sconfitta di Genova, ma Pier Luigi Bersani sarebbe favorevole a una revisione dello statuto del Pd cosi' che si posa scegliere un candidato del partito in caso di primarie di coalizione. "Sarebbe cosa buona e logica che il Pd selezionasse la sua candidatura per vie interne", ha spiegato il segretario rispondendo ai cronisti alla Camera. Quanto alla vittoria di Marco Doria nel capoluogo ligure, "il meccanismo delle candidature non e' nelle mani del segretario nazionale, ma e' affidato alle federazioni locali", ha tenuto a ricordare, "questo prevede lo statuto".


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