Pdl, lo strappo della Prestigiacomo: "Lascio il partito ma resto ministro"

Mercoledì, 22 dicembre 2010 - 14:10:00


prestigiacomo

"Lascio il Popolo della Libertà, vado nel gruppo misto". Così Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, annuncia in lacrime lo strappo con il Pdl dopo che la maggioranza non ha appoggiato il rinvio della legge sulla libera imprenditorialità. A chi le chiede se intende restare al governo, Prestigiacomo dice: "Resto finché Berlusconi lo riterrà". Caos in Aula, dai banchi del Pdl gridano: "Dimissioni, dimissioni".

"Prendo atto del fatto che il capogruppo (Fabrizio Cicchitto, ndr) non ha voluto accogliere una richiesta a mio avviso molto saggia di rinvio in Commissione del provvedimento, lo prendo come un atto contro la mia persona perché dopo che avevo parlato ha dato deliberatamente un'indicazione diversa da quella del governo, della sottoscritta che è il governo, non è parte diversa dal resto del governo".

LA RISPOSTA DI CICCHITTO - "Sono assai spiacente per ciò che ha dichiarato il ministro Prestigiacomo, ma ho il dovere in primo luogo di ascoltare i parlamentari del gruppo che hanno lavorato per lungo tempo a questo provvedimento senza che fosse venuta nessuna indicazione diversa da parte del ministro". Lo dice il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto a proposito di quanto accaduto in aula alla Camera e alla dura reazione del ministro Prestigiacomo. "Su questo provvedimento - aggiunge - che va incontro alle esigenze delle piccole imprese, si è registrato un largo schieramento favorevole che è andato al di là della maggioranza avendo avuto il consenso dell'Udc e del Fli".

ECCO PERCHE' LA PRESTIGIACOMO SI E' DIMESSA - L'aula della Camera ha approvato, con 283 sì, 190 no e 2 astenuti, la proposta di legge, a prima firma Antonino Foti (Pdl), che contiene interventi per agevolare la libera imprenditorialità e per il sostegno del reddito. Su questa proposta si è consumato lo 'strappo' tra il ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo e la maggioranza. Il ministro all'Ambiente ha votato con l'opposizione per il rinvio in commissione per un approfondimento su una norma sullo smaltimento dei rifiuti per le piccole imprese. Il rinvio è stato bocciato per soli tre voti di scarto e Prestigiacomo ha accusato il capogruppo Pdl, Fabrizio Cicchitto, di non averla ascoltata e di aver esposto il governo a un voto che poteva metterlo in difficoltà. La proposta di legge ora va al Senato.

Non governano più, lo testimonia anche l'ultimo strappo del ministro Prestigiacomo, che ha annunciato l'intenzione di lasciare il Pdl. Lo dice il leader del Pd, Pierluigi Bersani, conversando con i giornalisti alla Camera. "La situazione è questa: è evidente - commenta Bersani - che anche il centrodestra non crede a quel che dice, e cioè che il Paese è governabile e possono garantire la stabilità. Ogni giorno si testimonia un altro film. Il 14 dicembre è successo qualcosa: aver salvato la pelle non significa aver salvato la prospettiva".

A giudizo dell'Italia dei Valori "il teatrino messo in scena in aula alla Camera supera ogni limite di demenzialità e spiega bene - afferma il vicecapogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera Antonio Borghesi - come si sia potuti arrivare ad una situazione politica come quella in cui ci troviamo: Moffa, Pdl, ex finiano, che sfiducia il ministro Prestigiacomo era già uno spettacolo, completato poi dal salvataggio della ministra ad opera di Fli".

"Il voto in Aula sul provvedimento per l'imprenditorialità ha messo in luce da una parte la responsabilità della nostra opposizione e dall'altra la totale confusione del governo, come dimostra il caso Prestigiacomo. La maggioranza si chiarisca le idee, perché così non si può più andare avanti". E' quanto afferma il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa.

Dietro la decisione di Stefania Prestigiacomo di lasciare il Pdl non c'è Gianfranco Miccichè. È l'opinione del presidente del Senato, Renato Schifani, interpellato durante la tradizionale cerimonia di scambio di auguri natalizi con la stampa parlamentare. "Non credo a nulla di tutto ciò - ha detto la seconda carica dello Stato - non credo Micciché c'entri in questa vicenda. Si sta occupando bene della sua forza politica. Da quello che leggo si tratta di questioni legate a iniziative legislative del ministro Prestigiacomo. Non credo a dietrologie o altro". "Non conosco il merito di questa vicenda - ha proseguito Schifani - non posso dire molto. Evidentemente c'è una tensione tra lei e Cicchitto ma non ne conosco nel merito le motivazioni. A caldo ho parlato di scontro personale, ma dietro questo scontro probabilmente c'è qualcosa di politico, ma non sta a me entrarci. Mi auguro si chiarisca".

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