Le Presidenziali Usa in televisione: Vespa più paludato di Mentana
Di Gianni Zecca
Diciamo la verità: il siparietto dei politici italiani che si schierano per un candidato o l'altro alle presidenziali americane, ci poteva essere risparmiato. Prevedibile che Veltroni stia dalla parte di Obama; altrettanto preventivabile che La Russa alligni sul fronte opposto: ma in fondo che differenza fa? Ha più senso invece ascoltare l'opinione di Frattini, che come ministro degli Esteri dovrà confrontarsi con il nuovo inquilino della Casa Bianca. Nessuno inoltre ha pensato - né Vespa né Mentana - di farci conoscere il parere dei "fuoriclasse", cioè di quanti hanno un orientamento opposto a quello predominante nel loro partito (pare che il Pdl, da questo punto di vista, riservi sorprese).
Le dirette televisive di Raiuno e Canale 5 tessute attorno alle elezioni Usa, non si sono discostate molto dai format originari: se l'intenzione era quella di seguire "l'evento", allora entrambe hanno miseramente fallito; certo, l'atmosfera di "Porta a Porta" appariva paludata, più di quella della concorrente diretta, ma il risultato era voluto. Vespa ha fatto il suo tipico show istituzionale, dalle opinioni moderate e cerchiobottiste; Mentana ha azzardato qualcosa in più, avvalendosi dei corrispondenti, insomma disegnando una trasmissione più dinamica. Difficile fare il gioco malizioso di quale delle due trasmissioni sia stata pro Obama: ad occhio verrebbe da dire "Matrix", che però in studio ospitava l'unico supporter conclamato di McCain: Carlo Rossella, che per una volta - suo malgrado - ha vestito i panni dell'antagonista.
Soffermarsi davanti al tv per seguire passo passo i risultati delle urne americane è una necessità scatenata dall'attualità. Se appare forse eccessiva la pretesa di votare ovunque nel mondo per il presidente Usa, nei fatti non siamo molto lontani da un traguardo del genere: entrare nel vivo della campagna elettorale, dei dibattiti, delle issues, è sicuramente la strada da seguire per sentirsi meno stranieri all'estero, e un po' stranieri a casa nostra (che non guasta all'obiettività). Per questo avremmo voluto da Mentana e Vespa più commentatori stranieri e analisti internazionali: in poche parole, più Cnn e meno parlamento italiano.



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