Pontida invasa dai leghisti e Bossi lancia l'ultimatum a Berlusconi. LA CRONACA

Domenica, 19 giugno 2011 - 14:50:00


Pontida 2011
LE IMMAGINI

Umberto Bossi torna a Pontida e lancia un 'avviso' al premier Berlusconi: "Non e' detto che staremo con Silvio alle prossime elezioni. La sua premiership puo' finire". Nessuna rottura dunque perche' "non possiamo prenderci la responsabilita' di mandare in malora il Paese", ma all'alleato il leader del Carroccio non risparmia critiche e per l'azione del governo fissa una serie di 'paletti' e scadenze da rispettare "nei prossimi 180 giorni". Immancabile all'annuale appuntamento sul 'sacro pratone' anche qualche riferimento alla secessione invocata da parte dei militanti: "Fratelli padani - la replica - torna prepotente l'azione per l'indipendenza e la liberta' della Padanaia" se i risultati non dovessero arrivare. Per la prima volta poi, per il leader incontrastato della Lega, da registrare anche qualche fischio da parte di chi si aspettava l'annuncio di una rottura subito del governo quando dice "se facciamo cadere Berlusconi si va subito a votare e questo e' un momento favorevole per la sinistra". "Si puo' fischiare - ha replicato Bossi - E' quasi fatale che la gente voglia cambiare a un certo punto. Il governo errori ne ha fatti". Da qui le richieste. Innanzitutto la riforma fiscale: "qualcosa per abbassare le tasse si deve fare", intervenendo sugli sprechi, dimezzando il numero e le spese dei parlamentari, 'tagliando' le missioni militari a cominciare da quella in Libia. E a Tremonti manda a dire: "se vuoi i voti della Lega in Parlamento non puoi toccare i comuni, gli artigiani, le piccole imrese". E ancora, "va riscritto il Patto di stabilita'" per i comuni virtuosi "che hanno miliardi bloccati". Un'altra richiesta e' quella del decentramenti dei ministeri, appoggiata con la raccolta di firme e "che Berlusconi stava per firmare ma poi si e' c...to addosso", alla villa Reale di Monza possono trovare quindi posto le sedi della semplificazione di Calderoli, delle riforme dello stesso Bossi, dell'economia di Tremonti e perche' no, anche l'interno di Maroni. E anche l'industria e' inutile "che resti a Roma visto che le aziende sono al Nord e nella capitale c'e' solo burocrazia". Poco spazio alla 'kermesse' per gli altri leader della Lega presenti comunque in massa sul palco, dai governatori Cota e Zaia al capogruppo Reguzzoni al vice ministro Castelli. Brevi gli interventi di Maroni e Calderoli per la fine della guerra in Libia e le critiche "ai magistrati che sono a favore dei clandestini" del primo e a sostegno degli allevatori per le quote latte il secondo. Investitura popolare infine per il ministro dell'Interno candidato dal popolo leghista a premier e accolto con un enorme striscione "Maroni presidente del consiglio".

 

ECCO LA CRONACA DELLA GIORNATA

ORE 18.04: AUGELLO (PDL), COSTITUZIONE GARANTISCE MINISTERI A ROMA - "Al di la' delle battute comiziali di Pontida, il trasferimento dei Ministeri rimane del tutto improponibile sul piano costituzionale". Lo dice il sottosegretario alla Funzione Pubblica, Andrea Augello. "Roma e' capitale d'Italia per norma costituzionale ed e' quindi l'unica sede che puo' ospitare gli organi costituzionali della nostra nazione. Come e' del tutto banale sottolineare - prosegue Augello - il Governo e' un organo costituzionale. Per queste ottime ragioni i Ministeri erano, sono e rimarranno a Roma. Nel nostro ordinamento e' invece possibile aprire piccole sedi decentrate qualora lo richiedano specifiche esigenze organizzative. Non e' una novita' e sono certo che i cittadini di Monza non trascorrano notti insonni nell'ansiosa speranza di ospitarne una. Quindi, Pontida o non Pontida, l'unica cosa che potra' accadere e' che qualche dipartimento possa essere decentrato da Roma. Nulla per cui valga la pena fare tanto rumore". "La ventilata candidatura di Maroni, al pari degli scenari disegnati da Bossi per la prossime elezioni politiche - continua - dimostrano l'esigenza per il PdL di affrontare la questione della riforma elettorale e delle primarie per la scelta del candidato premier. Se una morale di puo' trarre dal raduno di Pontida - conclude Augello - e' che non piu' tempo di timidezze e di indecisioni".

ORE 17.35: RUTELLI, ORA IL GOVERNO E' AL TUTTI CONTRO TUTTI - "Dopo il triste incontro di Pontida, il governo e' al tutti contro tutti": lo dichiara il leader di Alleanza per l'Italia, Francesco Rutelli. "Ogni partito e partitino, ogni corrente e personaggio locale spara improbabili pretese per dimostrare di contare in una coalizione paralizzata e impotente di fronte alla gravissima crisi economico-sociale", sottolinea Rutelli. "Il Terzo polo - conclude il leader ApI - deve rapidamente organizzarsi ed integrarsi per affrontare in modo adeguato le sfide davanti alla Nazione".

ORE 17.10: CAPPELLARO (PDL): "A PONTIDA PARTORISCE TOPOLINO" - "Dopo aver annunciato fulmini e saette, il raduno di Pontida si e' confermato per la Lega poco più che uno spettacolo folcloristico a contenuti zero. E non poteva che essere coså. Ha ragione Bossi quando dice che Nord deve ringraziare il Presidente Berlusconi per aver approvato il federalismo fiscale. Per la Lega non c'e' alcuna alternativa possibile all'alleanza con il Pdl, a meno che non voglia essere regalata a semplice forza di lotta e opposizione. Governare, seppure in condizioni di difficoltÖ, vuol dire mantenere in vita il sogno padano; far cadere Berlusconi vuol dire aver fallito. Oggi a Pontida e' stato partorito l'unico topolino possibile. Un documento fatto di cose giÖ dette e ridette, condivise tra l'altro dall'intera maggioranza. La questione più' importante, quella fiscale, e' stata solo sfiorata. Sulle missioni di pace e' giÖ stato programmato un piano di progressiva riduzione degli interventi. Sulla riduzione dei parlamentari e sul senato federale si troverÖ un accordo. Non mi sembra scandaloso che il secondo partito che governa il paese detti condizioni all'alleato, seppure in tono rozzo, per un patto di fine legislatura. Per quanto riguarda lo spostamento dei ministeri, tutti sanno che non e' possibile. E il modo in cui Bossi ha affrontato l'argomento oggi dimostra che si tratta solo di una provocazione, a cui lo stesso Maroni non crede. Sbaglia quindi Alemanno a cadere nella contrapposizione cercata dalla Lega. Non c'e' bisogno di nessuna mozione in Parlamento. Se la Lega fa sul serio presenti pure un atto in Parlamento e a quel punto vedremo cosa succederÖ". Lo afferma in una nota, Veronica Cappellaro (Pdl), presidente della Commissione Cultura, Sport e Spettacolo alla Regione Lazio.

ORE 16.32: SEL, INSULTI BOSSI NON FANNO PIU' PAURA A NESSUNO - La Lega rappresenta "un mondo in putrefazione che bercia insulti e non fa paura a nessuno. Tanto rumore per nulla". Questo il commento di Gennaro Migliore, membro della segreteria nazionale di Sel, alle parole pronunciate dal leader del Carroccio, Umberto Bossi a Pontida. Secondo Migliore, "Bossi vomita vecchi slogan impotenti. E' prigioniero di Berlusconi, grida secessione e mobilita il 'popolo dei padani' ma in realta' non riesce neppure a far muovere i suoi parlamentari. Ormai - prosegue l'esponente di Sel - si accontenta di fare qualche dichiarazione a mezzo stampa o qualche comizietto davanti alle telecamere. Sono - conclude Migliore - un mondo in putrefazione che bercia insulti e non fa paura a nessuno. Tanto rumore per nulla. "Dopo aver sentito le parole e le urla risuonate a Pontida - aggiunge Claudio Fava, della segreteria nazinale di Sel - verrebbe voglia, per una volta, di fargliela provare davvero la secessione a Bossi e ai suoi. E poi trattarli da extracomunitari, come fanno loro con i migranti, ogni volta che attraversano il Po".

ORE 16.13: MINISTERI: UGL, DALLA LEGA RICHIESTA ASSURDA E INACCETTABILE - "Siamo pronti ad appoggiare qualsiasi iniziativa che il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, vorra' mettere in campo per mantenere i ministeri a Roma, a partire dalla raccolta firme, per la quale siamo pronti ad organizzare noi stessi gazebo in tutte le Regioni italiane". Lo dichiara il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella, ribadendo che "la proposta di legge depositata dalla Lega e la raccolta firme a Pontida sono assurde e inaccettabili, in primo luogo per i disagi economici e sociali che il trasferimento dei ministeri provocherebbe ai lavoratori interessati e alle loro famiglie, in secondo luogo per il danno politico che una tale decisione infliggerebbe alla Capitale, simbolicamente ancora piu' grave quest'anno che ricorre il centocinquantesimo anniversario dell'Unita' d'Italia".

ORE 15.55: FIORONI, RUGGITO DEL CONIGLIO MA E' GIA' DOPO-PREMIER - "Dal ruggito del leone siamo passati al ruggito del coniglio: questo e' come appare Bossi a Pontida". Cosi' Beppe Fioroni, popolare del Pd, commenta le parole del leader leghista. Per Fioroni quello di Bossi e' stato "un ruggito da coniglio, figlio delle difficolta' con i propri elettori e figlio anche delle difficolta' interne". "In quel ruggito da coniglio - afferma Fioroni - si vede con chiarezza che il dopo Berlusconi e' iniziato e non e' detto che sia necessario arrivare al 2013 per sostituirlo". Quanto al rapporto con il carroccio, che nei giorni scorsi ha animato il dibattito tra Pd e Sel, per Fioroni "e' del tutto evidente che nel nostro orizzonte questa Lega che grida secessione non e' prevista".

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