Il politologo Parsi ad Affaritaliani.it: non rimpiango il Muro. Ma oggi l'Europa è più debole
La caduta del Muro di Berlino ha rappresentato davvero una svolta?
"Senza dubbio".
Possiamo dire che oggi stiamo meglio?
"E' un evento che immediatamente ha segnato un fatto, ovvero la fine della Guerra Fredda. Si è chiusa un'epoca. Diverse sono invece le prospettive che si sono aperte. Non è vero che il passato predispone il presente. In base alla nostra visione del futuro rileggiamo i fatti del passato. Per l'Europa si è aperta una stagione di maggiore pace".
Adesso c'è davvero pace in Europa? 
Vittorio Emanuele Parsi
"Con la Guerra Fredda gli europei hanno vissuto sotto la minaccia della guerra nucleare".
Ma anche oggi viviamo sotto le minacce dell'Iran nucleare...
"E' incomparabilmente meno insicura la situazione di ieri rispetto all'oggi. Ora siamo molto meno a rischio estinzione della specie umana. Quello che è cambiato è che l'Europa è meno centrale per il mondo. Non a caso oggi Obama non è a Berlino, parte per l'Asia. Con la fine della Guerra Fredda la rilevanza dell'Europa dipende più da se stessa. Dipendiamo molto più da noi, che non dal fatto di essere protetti dall'America e nemici dei russi".
Milano, crolla il Muro di gomma in Piazzetta Reale -Tratto da C6.tv
Oggi festeggiamo vent'anni dalla caduta del Muro, non c'è un'eccessiva retorica?
"E' giusto festeggiare perché è la fine della Guerra Fredda e dobbiamo esserne felici. Tutto quello che è successo dopo è dipeso da noi".
Quindi il terrorismo, le guerre...
"Ci sono state sfide difficili da raccogliere, alcune volte le abbiamo affrontate con successo altre volte no. Dall''89 in poi il futuro dell'Ue è stato molto più nelle proprie mani che non rispetto a prima".

La caduta del Muro di Berlino in immagini
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Quindi quello che è accaduto dopo il 9 novembre 1989 è stata in parte colpa nostra...
"Molto è dipeso anche da noi. Abbiamo avuto più responsabilità e a volte siamo stati capaci ci assumercela. Durante la Guerra Fedda l'Europa era il centro del mondo. Oggi il mondo non è gerarchizzato dal conflitto in Europa. Il Vecchio Continente ha perso peso, non è più neanche tra i fronti caldi del mondo. Questo e tante altre cose deve ancora diventarlo".
Ma prima almeno si sapeva chi era il nemico...
"E' vero, ma non rimpiangerei. Oggi non c'è una minaccia paragonabile a quella che l'Urss portava sul mondo libero. Una minaccia globale. Oggi ci sono tante fonti di insicurezza, singole minacce, ma nessuna è in grado di sconfiggerci disastrosamente. Non è che Bin Laden o il fondamentalismo islamico possano minacciare la nostra sicurezza occidentale come faceva l'Unione Sovietica. Le nostre istituzioni, il sistema economico, le nostre libertà non sono a rischio".
Roma, il Muro Percepito a Piazza di Spagna - Tratto da C6.tv
Ma in Germania dell'Est, per esempio, la disoccupazione è ancora molto alta...
"Sì è vero, ma hanno un grado di libertà più alto rispetto a vent'anni fa".
Quindi oggi stiamo meglio...
"Non c'è dubbio. Una situazione di pericolo sistemico come quello che c'era durante la Guerra Fredda difficilmente è replicabile a breve. La Guerra Fredda ci ha abituato che la minaccia era solo quella, totale, distruttiva. Ora abbiamo tante altri pericoli. Siamo meno gerarchizzati della minaccia complessiva di una volta. Ma io non cambierei il mondo di oggi con quello della Guerra Fredda. Non lo farei se fossi un berlinese dell'Est o un polacco. E non lo cambierei neanche essendo un italiano".
Anche in Italia stiamo meglio...
"Basta guardare la politica estera, abbiamo avuto governi più audaci e opposizioni più responsabili dall'89 in poi.."
Con la caduta del Muro viene meno l'impossibilità che i comunisti possan entrare a far parte del governo...
"Oggi i comunisti non esistono più a parte Bertinotti e qualche "specie protetta". Ci sono ex comunisti, alcuni memori con D'Alema e altri meno memori come Veltroni. L'importante è il cambiamento che hanno subito. Erano esclusi perché non erano coerenti con i valori e i sistemi occidentali. Dopo l'89 i comunisti sono diventati atlantisti, un presidente del Consiglio ex comunista ha partecipato alla guerra del Kosovo. Sono loro che sono cambiati. Le opposizioni sono diventate responsabili perché sanno che possono andare al governo".
Con la caduta del Muro sono però saltati gli equilibri?
"E' finito quell'equilibrio del terrore. E' inizita una fase che possimo chiamare di instabilità unipolare. Una sola grande superpotenza che non ha vinto la scommessa di tenere complessivamente in ordine il sistema. Da allora siamo alla ricerca di nuovi assetti e questo spiega la rinascita o la nuova giovinezza del multilateralismo. Nonostante gli Usa restino una superpotenza, da soli non ce la fanno e devono tessere relazioni da una posizione di forza. Usa e Urss non avevano bisogno di tessere relazioni, in due bastavano anche se avversari".
E l'Europa?
"Molto dipende da se stessa, non ha più la rendita di posizione che aveva durante la Guerra Fredda. Deve darsi da fare, deve diventare un fornitore di sicurezza del sistema internazionale. Per l'Europa è finita l'era dell''io sto qua tanto gli Usa si occupano di garantire la sicurezza'. Dobbiamo lavora anche noi. E questo è faticoso, a volte falliamo ma è un'opportunità che ci viene data".



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