Politkovskaja/ La Corte fa dietrofront, processo a porte chiuse
![]() Anna Politkovskaja |
I quattro imputati per l'assassinio di Anna Politkovskaja si sono dichiarati non colpevoli. Lo ha riferito Murad Musayev, l'avvocato che rappresenta Dzhabrail Makhmudov, accusato di aver pedinato la giornalista nei giorni precedenti all'omicidio. Alla sbarra di un tribunale militare di Mosca ci sono due autisti ceceni fratelli e due ex poliziotti, ma tra loro non c'è il presunto esecutore materiale dell'omicidio del 2006, identificato come Rustam Makhmudov. Manca pure il mandante dell'esecuzione di una voce scomoda che denunciava i soprusi delle autorità russe e del governo insediato da Mosca in Cecenia.
DIETROFRONTO DELLA CORTE, PROCESSO A PORTE CHIUSE. Il processo ai quattro presunti responsabili dell'assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaja proseguirà a porte chiuse. Lo ha stabilito il giudice Evgheny Zubov dopo che nella prima udienza di lunedì aveva invece autorizzato la presenza del pubblico. Il provvedimento è stato preso per tutelare i 12 membri della giuria popolare, che avevano espresso il timore di minacce o ritorsioni. "Quando arriveranno minacce concrete sarà troppo tardi per ordinare le porte chiuse", ha spiegato il magistrato.
"Sono molto delusa", ha commentato un avvocato della famiglia della Pilkovskaja, Karinna Moskalenko, "penso che il processo si sarebbe dovuto svolgere a porte aperte, non solo perché questa dovrebbe essere la norma, ma perché lei era una figura pubblica e il pubblico dovrebbe conoscere le circostanze in cui fu uccisa". "Non c'è niente di male ad avere i giornalisti qui", le ha fatto eco il figlio della vittima, Ilya. Critico anche il legale di un imputato ceceno che ha accusato il tribunale di aver voluto "un processo segreto fin dall'inizio". Il pubblico ministero aveva sollecitato le porte chiuse per non divulgare segreti di Stato contenuti nelle carte processuali.



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