I politici imparino da Totò
Di Red Bull
Si ribellano i parlamentari al taglio degli emolumenti. E, naturalmente, il "moto" è trasversale. Usano questo argomento: le voci della busta paga sono molto diverse e da un punto di vista nominalistico sembrano perfino aver ragione. Perché è vero che sono riportate con titoli separati le cifre della complessiva retribuzione. Ma questo che cosa significa concretamente? Non è forse vero che conta il numero finale? È questo il risultato come quello di una partita di calcio che si conclude col fischio dell'arbitro. E in fondo alla busta paga la sproporzione rispetto a tutte le altre dei parlamentari dell'Europa è evidentissima.
Se poi si considera il fatto che il numero degli eletti in Italia è largamente superiore a quello di tutte le nazioni del Vecchio Continente, si comprende bene come sia "fuori" il costo della politica in Italia. Fuori parametro, non c'è alcun dubbio.
Ma proprio l'argomentazione dei deputati e senatori sulla frammentazione della busta paga rivela qualcosa di incredibile e tuttavia da molto tempo reale. C'è anche, infatti, il rimborso per l'affitto di abitazioni nella capitale. Naturalmente è percepito anche dai numerosi eletti di tutti i partiti che sono residenti a Roma e nel Lazio. E' pensabile che una persona, la quale vive da molto tempo a Viterbo, affitti un appartamento a Roma per essere più vicino a Montecitorio?
Da Viterbo c'è un ottimo treno mattutino che raggiunge la stazione Termini. Da Ostia parte una line di metropolitana a cielo aperto fino alla Piramide. Latina non è dispersa nella nebbia: c'è un'ottima autostrada che la collega a Roma.
Concludendo: chi contesta la riduzione dell'emolumento percepito realmente dovrebbe ricordare la battuta di Totò: "E' la somma che fa il totale". O no?
D'altra parte se gli schei - si può dire a onorevoli e senatori - vi sembran pochi, c'è sempre una strada libera: si può cambiare mestiere con soddisfazione di tutti.


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