Politica sprecona? Vero

Martedì, 19 luglio 2011 - 08:28:00


Di Tommaso Cinquemani

Emanuele Fiano
Emanuele Fiano, Pd
"Sono convinto che questo SpiderTruman racconti delle cose giuste sugli sprechi della politica. Può essere che ci siano parlamentari che si sono fatti pagare rimborsi assurdi per cure sanitarie, ma non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Che queste persone vengano denunciate al Tribunale Civile". Emanuele Fiano, deputato del Pd, con un'intervista ad Affaritaliani.it si sfoga dopo lo scandalo suscitato dal blogger che ha svelato i privilegi della Casta. "Guadagno circa 6.000 euro al mese. Sono un privilegiato, lo so, questo stipendio lo ha il 2-3 per cento della popolazione. Ma lavoro 18 ore al giorno e di benefit non ne conosco". E sulle polemiche scoppiate afferma: "Dobbiamo abolire ogni privilegio ingiusto, ma dobbiamo evitare che la protesta abbatta tutta la politica. L'ultima volta, nel '92, dopo la protesta contro tutto e tutti, è arrivato Berlusconi e sinceramente vorrei evitare un secondo errore di questo tipo”.



Oggi lei ha pubblicato un post su Facebook nel quali dice di essere stanco di chi spala fango sulla politica. Come mai questo sfogo?
“E' da mesi che vivo una situazione schizofrenica. Io, come centinaia di colleghi, faccio il mio lavoro onestamente, con grande dispendio di forze ed energia, per assolvere al compito che mi è stato dato. Lavoro 18-20 ore al giorno e sui giornali escono una serie di notizie che mettono assieme tutti i politici, onesti e non. Mi è odiosa l'idea che i cittadini pensino che io viva dei privilegi e che abbia dei benefit di cui io non ho neppure sentito parlare”.

Ma i benefit di cui parla questo blogger anonimo sono veri o falsi?
“Io posso parlare per me. Ho uno stipendio di 120.000 euro l’anno come da dichiarazione dell’imponibile, più altri rimborsi per trasporti e telefonino, circa 15.500 euro. Verso poi 50.000 euro al mio partito. Ne rimangono 70 mila. La vita a Roma costa circa 2.000 euro al mese, compresa la casa e la segretaria. Per me rimangono qualcosa come 75.000 euro annui netti. Quindi circa 6.000 euro al mese. Sono un privilegiato, lo so, questo stipendio lo ha il 2-3 per cento della popolazione. Ma di benefit oltre questi soldi non ne conosco”.

Altri deputati però non sono così trasparenti, magari quando si parla di auto blu…
“Per quello che mi riguarda la macchina ce l'hanno il presidente della Camera, i quattro vicepresidenti, i dieci membri dell'ufficio di presidenza e i presidenti delle commissioni. Quindi 30-35 macchine. Poi i capigruppo e si arriva a 50. Noi parlamentari normali non le abbiamo. Se qualcuno conosce abusi nell'uso dell'auto blu, tipo moglie a far la spesa o bambini all'asilo, li denunci alla procura della Repubblica”.

Da quello che dice sembra che non siate una Casta…
“Ci sono dei privilegi che vanno aboliti. Riceviamo un vitalizio secondo un sistema retributivo, non contributivo, che quindi non tiene conto dei contributi che abbiamo versato, ma è in proporzione agli anni di presenza in parlamento. Questo sistema andrebbe eliminato. E credo che dopo l'estate i questori faranno passare questa svolta. E poi l'età in cui si prende il vitalizio: oggi, per fortuna, non si può più prenderlo a cinquant'anni, ma in passato è stato così. Dovremmo allinearci alle regole che valgono per il resto del Paese”.

Cosa mi dice della Cassa Sanitaria?
“Io verso un contributo volontario di circa 600 euro al mese e posso portare le carte che quest'anno ho ricevuto meno di quello che ho versato. Sono convinto che il blogger racconti delle cose giuste. Può essere che ci siano parlamentari che si sono fatti pagare rimborsi assurdi per cure sanitarie, ma non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Che queste persone vengano denunciate al Tribunale Civile, se ci sono prove. Ma non può essere che io venga associato a questi deputati".

L'opinione pubblica però è arrabbiata, ultimo esempio sono le province…
“L'opinione pubblica ha ragione, ma bisogna dire le cose come stanno, non buttare tutti nel mucchio. Il provvedimento dell'Idv non risolveva la questione perché cancellava solo la parola ‘province’ dal Testo Unico degli enti locali senza toccare la Costituzione. Ammesso e non concesso che il Presidente Napolitano e la Corte Costituzionale avrebbero ammesso la costituzionalità di un provvedimento del genere, il giorno dopo i presidenti di provincia, i presidi e tanti altri amministratori di beni o servizi provinciali si sarebbero trovati senza sapere chi si sarebbe occupato di loro. Non possiamo solo abrogare, ma dobbiamo cambiare le deleghe. Inoltre il Pd ha proposto un ddl, presentato al Senato, già in Commissione, che propone che le prime dieci province italiane vengano abrogate e vengano costituite le città metropolitane. Poi vanno abolite le province sotto un certo numero di abitanti e unificati i comuni più piccoli”.

Quanto si risparmierebbe dalla loro abolizione?
“Ci sono 60.000 dipendenti provinciali che ovviamente, in caso di abolizione, passerebbero a comuni e regioni, senza alcun risparmio per lo Stato. Puoi risparmiare sui gettoni di presenza dei consiglieri, sugli stipendi delle Giunte e sulle consulenze. Si va dai 500 agli 800 milioni. Questo è il risparmio. Ma le spese per le funzioni non le togli, in qualche modo le strade le devi sistemare".

Il Pd ha fatto proposte prima dell’Idv, ma si è parlato solo di Di Pietro, perché?
“Perché il Pd difetta di capacità comunicative e di velocità. L’Idv ha presentato un provvedimento subito, di effetto, anche se non andava al nodo della questione. Dobbiamo essere più capaci di comunicare, dobbiamo abolire ogni privilegio ingiusto, ma dobbiamo evitare che la protesta abbatta tutta la politica. L'ultima volta, nel '92, dopo la protesta contro tutto e tutti, è arrivato Berlusconi e sinceramente vorrei evitare un secondo errore di questo tipo”.

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