Marazzo: "Adesso voglio solo sparire... a lungo"
E il Pd ha deciso che il candidato per le Regionali sarà scelto con le primarie di coalizione. Per i nomi si va da Enrico Gasbarra a Silvia Costa, da Walter Veltroni a David Sassoli (ma negano tutti di volersi impegnare) per il Pd, Stefano Pedica per l’Idv, Luigi Nieri e Patrizia Sentinelli per Sinistra e Libertà e — a sorpresa — Bruno Tabacci dell’Udc. L’ultimo atto pubblico di Marrazzo ha chiuso una vicenda che da quando era diventata di dominio pubblico aveva costretto l’ex presidente ad annullare tutti gli impegni ufficiali. Anche quelli più importanti: giovedì pomeriggio doveva partecipare, alla presenza del presidente della Repubblica, agli 'Stati generali dell’Antimafia'. Saputo che il Quirinale si era informato, con discrezione, circa la sua eventuale presenza, Marrazzo ha preferito rinunciare per evitare possibili imbarazzi. E, dopo un vertice di maggioranza, è rimasto a lungo da solo nel suo ufficio. Anche venerdì ha fatto lo stesso, è uscito dalla Regione solo dopo mezzanotte: destinazione Colle Romano, una comprensorio di lusso lungo la via Tiberina, a dieci chilometri da Roma, dove aveva abitato a lungo con moglie e figlia in un villino adiacente a quello dei suoceri. Lì lo aspettava sua moglie, la giornalista del Tg3 Roberta Serdoz.
![]() (www.marcomengoli.it) |
Un saluto freddo prima della drammatica confessione, interrotta da pianti e lunghi silenzi. Un colloquio andato avanti fino all’alba nel tentativo di ricomporre quello che, inevitabilmente, era andato in frantumi. Poi Roberta è andata a dormire nel villino vicino, quello dei genitori, dove era rimasta la figlia. L’aveva portata lì per proteggerla dalla tensione, dalle discussioni, dai chiarimenti necessari. Piero Marrazzo a dormire neanche c’è andato, distrutto com’era. Poco dopo l’alba è uscito con l’auto privata per andare a incontrare la figlia più grande, già maggiorenne. Lì è stato raggiunto da un sms dalla moglie: "Sono distrutta". Roberta Serdoz gli ha comunicato in questo modo, con un sms, la decisione di abbandonarlo e di partire per qualche giorno con la loro figlia di otto anni.
Per l’ultimo appuntamento istituzionale Marrazzo ha scelto una sede non istituzionale, Villa Piccolomini, dove prima di dettare alle agenzie la nota sulla sua autosospensione ha sussurrato ancora agli amici: "Sono pentito, ho sbagliato e adesso sono pronto a pagare. Mi è crollato il mondo addosso, di colpo. E non voglio farmi vedere in giro almeno per un po’, non voglio apparire, non voglio dichiarare nulla: tutto ciò che chiedo, adesso, è sparire". E poi le ha anche ripetute, queste parole, ha guardato negli occhi i suoi collaboratori più fidati e ha detto loro che era il momento di andarsene: "Basta, voglio sparire". L’ha ripetuto più volte, facendo venire brividi di preoccupazione a quelli che in questi anni gli sono stati più vicino, e che anche ora, in questo momento terribile, hanno deciso di rimanergli accanto.
L'autosospensione "non è legittima". Sul caso Marrazzo siamo "pronti ad azioni legali". Lo dice il capogruppo al Senato del Pdl, Maurizio Gasparri, dopo una riunione con i parlamentari del Pdl. E dopo l'autosospensione da Governatore della Regione Lazio, per Marrazzo arriva anche quella dal Pd.
Prima dell'annuncio di Gasparri, erano state già numerose le richieste di dimissioni avanzate da esponenti del Pdl. Alcuni si dicono pronti a iniziative legali "per denunciare il palese abuso dell'istituto della sospensione che verrebbe commesso da Marrazzo e da tutti coloro che condividono questo percorso". E ancora: "La sospensione è limitata ad alcuni casi, tra i quali non rientra l'ambigua scelta di Marrazzo". Se il Governatore dovesse presentare un certificato medico, il Pdl si dice pronto a "denunciare medici, Asl e qualsiasi struttura sanitaria" responsabile di una "così grave illegalità". "Contestabile", anche un vicepresidente "illegalmente delegato".
Per Alessio D'Amato, presidente della Commissione affari costituzionali e statutari del Consiglio regionale del Lazio, "la procedura di impedimento temporaneo delle funzioni da parte del presidente della Regione è prevista dal nostro Statuto all'articolo 45 comma 2", e porterà a istruire il percorso delle dimissioni. "Nel caso di impedimento temporaneo - precisa - come già accaduto in altre circostanze, il vicepresidente sostituisce il presidente". Ma altre voci si aggiungo alla polemica. "Non ci può essere una Regione a mezzo servizio - dice il sindaco di Roma Gianni Alemanno - "se Marrazzo ha deciso di tirarsi indietro bisogna andare ad elezioni". Anche il ministro della Gioventù Giorgia Meloni parla di "scelta ambigua".
Il caso Marrazzo scuote il Pd. "Una vicenda sconcertante", commenta Massimo D'Alema, per il quale l'autosospensione è una prova "di responsabilità" e di "rispetto delle istituzioni". David Sassoli apprezza la decisione del Governatore "a differenza di altri che magari sono coinvolti in scandali ma non si dimettono mai". Quanto alle voci di una sua candidatura alla presidenza della Regione, risponde: "Deciderà l'assemblea".
Secondo l'agenzia di stampa Ansa, il video che ritrae il presidente della Regione Lazio potrebbe essere un estratto di un filmato di circa 20 minuti. Agli atti dell'inchiesta comparirebbe solo un filmato di 2 minuti, nel quale si vede Marrazzo in compagnia della transessuale che nelle carte dei magistrati viene indicata col nome di Natalì. Non è stato acquisito né dalla Procura né dagli investigatori, al momento, il resto del filmato che sarebbe stato girato sia all'interno che all'esterno dell'appartamento di via Gradoli. In questa parte, vi sarebbero altre transessuali mentre le riprese esterne si soffermerebbero sulla macchina di servizio riprendendo anche la targa.
I due minuti di filmato - quelli sequestrati a Milano e secretati dalla magistratura - sarebbero stati usati dai carabinieri arrestati per vendere il video: una sorta di "filmato promozionale" usato nei tentativi di trattativa con stampa e agenzie. L'intero filmato - sempre secondo quanto riporta l'Ansa - non sarebbe stato girato a più riprese ma in un'unica volta. Dal video intero, poi, i carabinieri arrestati avrebbero realizzato l'estratto.
L'avvocato del Governatore, Luca Petrucci, nega che esista un secondo video: "Tutto ciò che è accaduto, Piero Marrazzo, ormai privato cittadino e non uomo pubblico, lo ha raccontato alla magistratura e lo ha detto all'opinione pubblica", "la verità è stata consegnata alla magistratura e ogni altra ricostruzione verrà perseguita legalmente".



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















