Piemonte/ E' il giorno della verità per Cota
Risale la tensione tra maggioranza e opposizione in Piemonte in attesa dell'udienza del Tar di oggi sui ricorsi elettorali presentati da alcune liste del centrosinistra che, se accolti, potrebbero far tornare i piemontesi al voto. I ricorsi sono due. Il primo è presentato dai Pensionati e invalidi (lista di supporto all'ex governatore del Pd Mercedes Bresso) contro la lista Pensionati per Cota, di centrodestra, con cui e' stato eletto alle scorse regionali il consigliere Michele Giovine, indagato con il padre per aver falsificato firme della propria lista. 
Roberto Cota
Per questo ricorso non si è ancora tenuta alcuna udienza. Era previsto che se ne discutesse il primo luglio ma il 29 giugno i legali di Bresso hanno depositato i "motivi aggiunti" costituiti dagli atti di chiusura dell'indagine e il presidente del Tar Franco Bianchi ha quindi rinviato la seduta al 15 luglio per permettere ai legali di Cota di analizzare i documenti. La difesa dell'attuale governatore, rappresentata dall'avvocato Luca Procacci, ritiene però che il tempo non sia ancora sufficiente e chiede che si discuta dopo l'estate.
Il secondo ricorso è presentato da Federazione dei verdi, Udc (col centrosinistra alle scorse elezioni) e Consumatori contro presunte irregolarità delle liste di centrodestra dei Verdi verdi per Cota e di quella di Deodato Scanderebech, uscito dai centristi e passato con Cota poco prima delle scorse regionali.
Su questo ricorso si è tenuta un'udienza il primo luglio, risolta però con un nulla di fatto e rinviata a domani dal presidente Franco Bianchi per la necessità del Tar di acquisire i documenti relativi all'accettazione delle liste contestate.
Secondo i radicali, che hanno sostenuto la coalizione di Bresso, i ricorsi saranno vinti perché, come spiega Giulio Manfredi del Comitato nazionale, "la sentenza del Consiglio di Stato n.
3212/01 sulle elezioni regionali del Molise del 2000 costituisce un pesante precedente", anche se inverso per le parti politiche.
In Molise il 16 aprile 2000 aveva vinto il centrosinistra con 930 voti di scarto. "Il centro-destra fece ricorso - precisa Manfredi - e sia il Tar che il Consiglio di Stato gli diedero ragione, nel 2001 si rivotò e vinse il candidato del centro-destra".
Cota invece ha sempre sostenuto che i ricorsi, oltre a essere politicamente "un golpe giudiziario", non possono essere accolti perché tardivi, presentati cioè dopo le elezioni. I legali di Bresso replicano invece che si può ricorrere contro l'atto di proclamazione degli eletti, mentre non avrebbe avuto senso farlo contro la presentazione di una lista prima del voto, nel momento cioè in cui questa ancora non poteva rappresentare un danno.
Per il ricorso di Federazione dei verdi, Udc e Consumatori i voti contestati sono oltre 48mila. Per quello di Giovine circa 27mila. In totale si gioca una partita da oltre 70mila punti. Un numero superiore ai 9.372 voti di scarto ottenuti da Cota alle scorse elezioni contro Bresso.



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