Falkland/ Cresce la tensione tra Argentina e Gb
Lunedì, 22 febbraio 2010 - 13:24:00
L'intenzione della Gran Bretagna di iniziare le esplorazioni per estrarre il petrolio nei fondali circostanti le isole Falkland sta riaccendendo le tensioni con l'Argentina. La settimana scorsa il governo di Buenos Aires ha ordinato a tutte le imbarcazioni dirette verso le isole (chiamate dagli argentini Malvine) di chiedere preventivamente il permesso alla navigazione nelle proprie acque. Secondo il Paese sudamericano infatti le perforazioni violerebbero la sovranita' territoriale.
Domenica, il ministro degli Esteri, Jorge Taiana ha portato la questione al Gruppo dei paesi Latinoamericani e caraibici che si e' riunito per due giorni a Cancun. L'Argentina si attende una presa di posizione unitaria e compatta degli Stati Sudamericani di condanna delle operazioni di trivellazione inglesi. L'appello di Taiana e' stato subito accolto dal presidente venezuelano Hugo Chavez che nel corso della trasmissione 'Alo Presidente' si e' rivolto direttamente alla regina Elisabetta II esortandola a consegnare le isole all'Argentina. "Il tempo dell'impero e' finito - ha detto Chavez -. E' necessario che le Malvinas tornino agli argentini. Se dovesse scoppiare un nuovo conflitto l'Argentina non sara' lasciata sola. Il controllo britannico dell'arcipelago - ha proseguito - e' irrazionale e anti-storico". Dopo il Venezuela anche il Nicaragua si e' schierato al fianco dell'Argentina e secondo il quotidiano argentino 'Clarin' sarebbe pronta una dichiarazione congiunta dei 33 paesi che fanno parte del gruppo per protestare contro la Gran Bretagna.
Dal canto suo il Primo ministro Gordon Brown si e' detto "fiducioso" che la questione sara' risolta per via diplomatica. Qualche tempo fa il quotidiano inglese The Sun ha stimato che dai fondali delle Falkland potrebbero essere estratti 60 miliardi di barili di greggio. In quell'occasione il giornale usci' con un titolo emblematico, 'Falkland Oilands', e sottolineava, per rendere l'idea, che la maggior riserva petrolifera del mondo, quella di Ghawar in Arabia Saudita contiene 80 miliardi di barili. Che i fondali circostanti le isole fossero ricchi di petrolio era cosa nota ma negli anni passati i progetti di esplorazione erano stati accantonati a causa dei costi eccessivi.
Ora pero' le tecnologie consentono costi di estrazione minori. Quattro le compagnie britanniche coinvolte nelle prospezioni: Rockhopper Exploration, Desire Petroleum, Falkland Oil and Gas, Borders and Southern Petroleum. David Hudd, presidente della Holding Falkland Island e vice presidente di Falkland Oil and Gas, ha dichiarato che "i benefici sono potenzialmente enormi per le compagnie coinvolte, per le Isole Falkland e per il Regno Unito". Detto fatto. Oggi le azioni di Desire Petroleum stanno guadagnando l'8,6% grazie alla notizia dell'arrivo di 'Ocean Guardian', la piattaforma esplorativa, nelle acque delle Malvinas e anche i titoli di Rockhopper Exploration e Falkland Oil & Gas, volano, rispettivante del 10% e 5%.
Le Falkland, le cui prevalenti attivita' economiche sono la pesca e la pastorizia, furono lo scenario della guerra tra Gran Bretagna e Argentina nel 1982, che costo' la vita a 649 militari argentini, 255 britannici e tre civili locali. E pensare che "Margaret Thatcher fu bollata per pazza quando mando' la task force a scacciare gli invasori sudamericani da quella terra senza alcun valore". Del petrolio trivellato, "ogni goccia apparterra' ai grati isolani delle Falkland, salvati dalla loro madre patria una generazione fa". La scoperta potrebbe, vagheggia The Sun, far ricchi nel giro di tre anni molti dei circa tremila residenti nell'arcipelago, che sono a pieno titolo considerati cittadini britannici dal 1983.



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