Il Pdl si è incartato su debiti e soldi. Così il congresso slitta in primavera
Brusca frenata per il processo di costituzione del Popolo della Libertà. C'è addirittura chi ha ipotizzato che la fusione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale potesse saltare. Non sarà così, stando a quello che Affaritaliani.it ha appreso da fonti ai massimi livelli del Pdl. Però i problemi non mancano. E non sono di natura politica. Il presidente sarà Silvio Berlusconi, non ci sarà alcun vice e Dennis Verdini e Ignazio La Russa continueranno a svolgere il loro ruolo di coordinatori-gestori. Anche la quota 70 (azzurri) e 30 (aennini) non è in discussione. Così come la collocazione nel Partito Popolare Europeo. A creare più di qualche banale intoppo sono invece le questioni burocratiche-organizzative.
Ovvero le sedi, i soldi, le questioni partimoniali. Anche perché a fondersi è una realtà snella, quella di Forza Italia, e una molto diffusa sul territorio e capillare come An. Un copione già visto con i Ds e la Margherita. Ad accendere le polemiche, ovviamente a microfono spento, rischiano di essere i debiti. Nel 2007 il Centrodestra aveva complessivamente 175 milioni di euro di debiti, in salita del 40% rispetto all'anno precedente. E per il 90% si trattava di debiti contratti dagli azzurri, che però sono anche quelli che avevano uno dei migliori avanzi di esercizio (46,8 milioni di euro), grazie quasi esclusivamente a un'entrata unica: i rimborsi elettorali.
La situazione quest'anno pare che non sia molto differente e quindi diventa complesso evitare frizioni nella gestione del rosso incrociata a quella delle entrate. Solo l'anno scorso Forza Italia ha avuto 34 milioni di rimborsi statali e Alleanza Nazionale 24. Ci sono poi i finanziatori privati, dove Via della Scrofa è storicamente molto forte. A creare problemi sono anche le unificazioni delle sedi, doppie in moltissimi comuni. Dai più piccoli alle grandi città. Come gestire poi il tesseramento? A chi affidare il ruolo di tesoriere? Tutti interrogativi ancora aperti, che faranno, quasi certamente, slittare il congresso di fondazione del Popolo della Libertà da febbraio 2009 ad aprile. Comunque prima delle elezioni europee, almeno questo è l'impegno del Cavaliere e dei big di tutti i partiti pronti a confluire nel nuovo soggetto politico.



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