Pdl/ Tremonti non risponde su riorganizzazione partito
Sabato, 4 giugno 2011 - 15:31:00
Ha evitato con una battuta le domande sul riassetto del Pdl, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenuto, a margine della visita del vicepresidente della Repubblica Popolare cinese, Xi Jinping, all'ospedale San Raffaele di Milano. "Cuius regio eius religio", ha detto il ministro, "si parla delle cose che si fanno sul momento". Tremonti non ha voluto cosi' parlare di faccende legate strettamente alla politica italiana in un contesto che lo vedeva impegnato con una visita di livello internazionale.
Una "svolta epocale" i cui aspetti si vedono sin da ora. Mario Mauro, capo delegazione del Pdl nel Ppe, invita tutto il partito a comprendere il vero significato "dell'avvento della segreteria di Alfano. Non e' - dice - un'operazione di maquillage: mette il Pdl di fronte alla radice dei propri problemi e chiede di passare dalla logica della corte alla logica della storia". Il capogruppo del Pdl nel Ppe sottolinea, dunque, la vera novita' della 'promozione' di Alfano: "anche se puo' sembrare paradossale che all'unanimita' sia stato indicata una persona che e' stata anche segretario di Silvio Berlusconi, questo giudizio affrettato non tiene conto della natura e della statura di Alfano, di un uomo - osserva Mauro - che non ha mai rinunciato a nulla della propria storia e a quel tanto di buono che Berlusconi ha fatto, ma che non ha mai barattato la propria passione politica per una logica cortigiana. In questo senso l'avvento di Alfano, e gia' si vede, e' un fattore che rida' entusiasmo al nostro popolo".
Mauro, in questa intervista, parla del futuro del Pdl ma anche del destino dell'Esecutivo e della legislatura. Si parte dalla discussione sul tema del giorno, ovvero le primarie. "E personalmente - sostiene Mauro - non sono un appassionato delle primarie. Per ridare all'elettorato una piu' oggettiva possibilita' di partecipazione ritengo che sia piu' qualificato il ritorno delle preferenze. C'e' una ragione precisa per la quale credo che le primarie possano rappresentare per il centrodestra un problema: in questi 15 anni della lunga transizione italiana abbiamo constatato che da un lato il centrosinistra e' afflitto da un alto tasso ideologico, ma dall'altro il centrodestra e' afflitto da un alto tasso di personalismi". Il timore, quindi, e' che "le primarie possano portare alla disgregazione della nostra area politica. In realta' - aggiunge il capo delegazione del Pdl nel Ppe - il centrodestra, che ha tante anime, ha bisogno di mediatori ancorche' dotati di carisma. Tutti sembrano oggi sottovalutare che Berlusconi e' stato quel particolare tipo di mediatore capace di mettere insieme fin dalla prima tornata cio' che sembrava non potesse stare insieme, dalla Lega ad An".
Una "svolta epocale" i cui aspetti si vedono sin da ora. Mario Mauro, capo delegazione del Pdl nel Ppe, invita tutto il partito a comprendere il vero significato "dell'avvento della segreteria di Alfano. Non e' - dice - un'operazione di maquillage: mette il Pdl di fronte alla radice dei propri problemi e chiede di passare dalla logica della corte alla logica della storia". Il capogruppo del Pdl nel Ppe sottolinea, dunque, la vera novita' della 'promozione' di Alfano: "anche se puo' sembrare paradossale che all'unanimita' sia stato indicata una persona che e' stata anche segretario di Silvio Berlusconi, questo giudizio affrettato non tiene conto della natura e della statura di Alfano, di un uomo - osserva Mauro - che non ha mai rinunciato a nulla della propria storia e a quel tanto di buono che Berlusconi ha fatto, ma che non ha mai barattato la propria passione politica per una logica cortigiana. In questo senso l'avvento di Alfano, e gia' si vede, e' un fattore che rida' entusiasmo al nostro popolo".
Mauro, in questa intervista, parla del futuro del Pdl ma anche del destino dell'Esecutivo e della legislatura. Si parte dalla discussione sul tema del giorno, ovvero le primarie. "E personalmente - sostiene Mauro - non sono un appassionato delle primarie. Per ridare all'elettorato una piu' oggettiva possibilita' di partecipazione ritengo che sia piu' qualificato il ritorno delle preferenze. C'e' una ragione precisa per la quale credo che le primarie possano rappresentare per il centrodestra un problema: in questi 15 anni della lunga transizione italiana abbiamo constatato che da un lato il centrosinistra e' afflitto da un alto tasso ideologico, ma dall'altro il centrodestra e' afflitto da un alto tasso di personalismi". Il timore, quindi, e' che "le primarie possano portare alla disgregazione della nostra area politica. In realta' - aggiunge il capo delegazione del Pdl nel Ppe - il centrodestra, che ha tante anime, ha bisogno di mediatori ancorche' dotati di carisma. Tutti sembrano oggi sottovalutare che Berlusconi e' stato quel particolare tipo di mediatore capace di mettere insieme fin dalla prima tornata cio' che sembrava non potesse stare insieme, dalla Lega ad An".



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