Simbolo Pdl/ La Russa: ci penseremo a suo tempo

Lunedì, 22 novembre 2010 - 16:32:00


"Non lo so, non penso niente. Abbiamo cose più importanti di cui occuparci adesso... ci penseremo a suo tempo". Ignazio La Russa, coordinatore nazionale del Popolo della Libertà, interpellato da Affaritaliani.it, risponde così alle polemiche lanciate da Italo Bocchino e da Futuro e Libertà sul simbolo del Pdl.

PDL: PARTITO A FLI, PER STATUTO SIMBOLO IN MANO A BERLUSCONI - Il simbolo del Pdl non trova pace. Dopo lo strappo definitivo di Perugia, i finiani puntano i piedi e avvertono che per utilizzarlo in campagna elettorale Silvio Berlusconi ha bisogno dell'autorizzazione di tutti i soci fondatori del partito, a cominciare dal presidente della Camera. Una tesi contestata dai piu' stretti collaboratori del premier che rivendicano la proprieta' del logo in capo al Cavaliere sulla base dello statuto approvato all'unanimita' dal primo Congresso nazionale del marzo 2009.

I tecnici del partito assicurano che la soluzione del rebus si trova nell'articolo 17 di questo documento. La norma disciplina il Comitato di coordinamento formato dai tre coorinatori nazionali e attribuisce di fatto solo al presidente del Consiglio la piena disponibilita' del 'marchio di fabbrica' del soggetto unitario del centrodestra.

Il secondo comma, infatti, recita cosi': 'E' conferito al Comitato di coordinamento in via esclusiva il potere di utilizzare i contrassegni elettorali del Popolo della Liberta' e di presentare e depositare liste e candidature elettorali in sede nazionale e locale; le funzioni connesse a tali attivita' possono essere svolte a mezzo di procuratori speciali all'uopo nominati dal Comitato di coordinamento'.
 
Siccome il Comitato di coordinamento, come recita il primo comma dell'articolo 17 appunto, e' 'composto da 3 membri nominati dal Presidente nazionale tra i componenti della Direzione nazionale' e 'sovrintende all'organizzazione nazionale e periferica del partito, e a tutta l'attivita' della struttura nazionale e degli organismi territoriali', chi ha partecipato alla redazione dello statuto fa notare che di fatto spetta al presidente del partito, vale a dire Berlusconi, la titolarita' del simbolo.

In altre parole, il presidente del Consiglio potra' usare l'emblema del Pdl attraverso il Comitato di coordinamento, senza l'autorizzazione di nessun altro, anche nel caso di fuoriuscita dal partito di uno dei contraenti che stipularono l'atto costitutivo del partito, il 27 febbraio 2008, davanti al notaio Paolo Becchetti.

L'atto che decide tutta la vita del Pdl, compreso il simbolo, e' lo statuto approvato un anno fa da un Congresso di oltre 5mila partecipanti e 3mila delegati.

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