Lazio/ Samuele Piccolo ad Affari: io escluso? Un grosso regalo alla Bonino

Martedì, 2 marzo 2010 - 14:14:00


samuele piccolo
Samuele Piccolo
Di Fabio Carosi

Roma - Il silenzio di Samuele Piccolo la dice lunga su cosa sta accadendo all'interno della Pdl, dopo l'esclusione della lista nel Lazio. E' l'unico protagonista involontario della "figuraccia delle Libertà" che ha scelto la linea del silenzio. Per Affaritaliani.it però deroga e accetta l'intervista.

Le prime rilevazioni elettorali le attribuivano almeno 30 mila voti. Un record per un politico che ha appena 29 anni. A meno di decisioni clamorose del Tar lei ora è fuori dalla competizione elettorale. Le dispiace?
"Mi dispiace che sia stato commesso un errore clamoroso che non so spiegarmi. Per chi fa politica è impossibile commettere una leggerezza di questo tipo. Mi dispiace per i nostri elettori con i quali abbiamo condiviso un percorso che ci avrebbe portato al traguardo della Regione Lazio".

Prima della presentazione delle liste, i soliti informati dicevano che c’era un progetto per cancellare la sua candidatura. Dopo il pasticciaccio della presentazione delle liste, lei è fuori anche se in compagnia di nomi eccellenti. È vero che è un politico scomodo?
"Come si fa ad essere scomodi quando si è accreditati al consenso di migliaia e migliaia di persone. Può essere scomodo uno che ha sempre lavorato senza chiedere nulla? Se poi parliamo di invidia, beh, quella è una debolezza umana. Magari qualcuno ne soffre. Io fortunatamente no".

Al suo debutto in politica ha convinto quasi novemila romani della bontà delle sue idee. Nella seconda tornata i romani che hanno scritto il suo nome sono stati quasi 13 mila. Eppure lei è stato sempre escluso da posti di potere. È sbagliato dire che il consenso popolare in politica non conta più niente? Che insomma conta solo l’apparato?
"È sbagliato concepire la politica come un potere. La politica è servizio, è la capacità di risolvere i problemi con soluzioni efficienti ed efficaci, è la capacità di anticiparli. La politica è una delega che i cittadini danno per lavorare per nome e conto loro. È possibile che qualcuno abbia tradito questo principio".

Lei è al fianco di An e molto vicino a Forza Italia, cioè gli apparati che, sempre secondo le voci, avrebbero manovrato per l’esclusione. Si può stare all’interno di un gruppo dal quale si viene rifiutati?
"Si può stare dentro un progetto di rinnovamento delle istituzioni e della classe dirigente di questo paese. Si può mettere a disposizione della politica l’energia dei miei 28 anni, delle mie idee e della mia trasparenza. Io l’ho fatto e i miei elettori lo hanno apprezzato. Se poi qualcuno non mi vuole deve dirlo pubblicamente".

Ha presentato al sindaco l’ordinanza anti-prostituzione, l’ordinanza anti-borsoni ed è anche sua l’idea della Formula 1 nella Capitale. Oltre a convincere gli elettori è anche impegnato nell’amministrazione della città. Possibile che questo credito politico non le venga riconosciuto?
"Il vero credito è quello che danno gli elettori. Le mie preferenze e le proiezioni dicono che sto lavorando bene. Il resto è noia, è vecchia politica che non si arrende all’idea che il mondo sta cambiando; che c’è internet. Che gli equilibri sociali sono mutati".
 
Se Tar e Consiglio di Stato dovessero rigettare il ricorso salva-lista, un’intera classe dirigente verrebbe a trovarsi, diciamo senza lavoro. Cosa accadrà? Sarà una caccia al posto soprattutto da parte di chi non ha più né lavoro né stipendio? Oppure?
"Oppure? Non ci voglio neanche pensare. Il problema non è di chi si troverà senza far niente ma del 40 per cento degli elettori che il 28 e il 29 marzo non sapranno chi votare; senza avere più quel riferimento politico in cui hanno sempre creduto".

Il pasticciaccio delle liste, getta l’intera coalizione nell’imbarazzo. È un vantaggio per il centrosinistra?
"Non che credo la mia esclusione sia stato il motivo di questa situazione. Una cosa è chiara: chi ha sbagliato potrebbe fare un grosso regalo al centrosinistra e dovrà assumersi la responsabilità politica".

Chi vincerà le regionali nel Lazio?
"Chi uscirà dal Palazzo e parlerà concretamente alle persone".

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