Pdl preoccupato da 'effetto Vietnam'
| FORUM/ Meglio andare alle elezioni anticipate in primavera? Senza finiani non c'è più il governo. Maroni rivela: alle urne a marzo |
Il pallottoliere pidiellino si ferma a quota 307, esclusi i deputati di Mpa e di Fli. Una cifra che preoccupa gli azzurri, perché i finiani risultano decisivi e il governo non potra' fare a meno di loro riconoscendoli politicamente come 'terza gamba' della coalizione. Mario Valducci, tra i fondatori di Fi e deputato del Pdl, sottolinea: "E' chiaro che bisogna fare i conti con Fli. Mi auguro che siano responsabili nei confronti del Paese e degli elettori e che svolgano questo compito in modo propositivo e non solo per ostacolare il cammino del governo".
Tradotto: il quadro politico resta di grande incertezza, perche' aleggia in Aula e nelle commissioni quello che alcuni ex Fi hanno ribattezzato 'effetto Vietnam'. Uno scenario che non fa certo dormire sonni tranquilli al Cavaliere e al suo unico leale alleato Umberto Bossi (che ammette, 'la strada è stretta').
La maggioranza, secondo gli azzurri, si troverebbe cosi' di fatto ostaggio del gruppo di Fli, che sulla giustizia e sul federalismo avrebbe in mano una sorta di golden share da usare o meno a proprio piacimento. Non a caso Gianfranco Fini, durante la riunione di del gruppo di Futuro e libertà per decidere la fiducia al governo, avrebbe parlato di vittoria politica.
Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl, vede come unica alternativa il voto: 'Sono preoccupato, perche' le parole di Briguglio secondo il quale il 'governo senza Fli non esiste' e le dichiarazioni di Fini ai suoi, che parlano di vittoria politica, presagiscono uno scenario di conflittualità. Mi auguro -spiega l'azzurro- che siano dichiarazioni a caldo e non riflessive. Se si afferma che la gonden share è dei finiani, le elezioni si avvicinano".
E ORA BERLUSCONI MIRA A DIVIDERE IL FLI
Il premier non sarebbe rimasto soddisfatto per i numeri: io lavoro per il Paese, ma il fatto è - ha ragionato - che ognuno pensa al suo orticello... Dopo il voto di fiducia che ha sancito come i finiani siano in qualche modo decisivi per le sorti della legislatura, nel Pdl stesso c'e' chi non nasconde la preoccupazione per il rischio deriva, per una situazione diventata ingestibile. Devo essere sempre io a cercare di risolvere tutto: il Capo del governo ai suoi ha spiegato di aver fatto un discorso di libertà e democrazia, di aver voluto parlare alla nazione. Invece - questo il ragionamento - tutti stanno a vedere solo il proprio orticello.
Il Cavaliere guarda già al domani, a quello che si prefigura come un percorso ad ostacoli. Non c'e' solo la giustizia in ballo, non c'e' solo lo scudo al centro del tavolo. Ci sono tutte le riforme che il presidente del Consiglio vuole assolutamente portare a termine. Tuttavia la Lega non e' disposta a galleggiare e lo stesso Capo dell'esecutivo, sottolineano dal Pdl, e' consapevole che in questo stato non si arriva alla fine della legislatura. "Non e' stato capito il mio spirito costruttivo", e' la delusione che trapela.
Berlusconi si aspettava anche dall'opposizione un atteggiamento piu' responsabile, soprattutto da Pier Ferdinando Casini. "Ora o Berlusconi capisce che occorre arrivare ad un compromesso - ragiona un ministro - oppure si va dritti alle elezioni". Si punta ad andare alle urne a marzo e, per il momento, si aspetta di capire come sciogliere il nodo del Lodo costituzionale o del processo breve.
I finiani sono d'accordo per la prima soluzione, non certo per la seconda. Gli esponenti di Fli non sembrano disposti neanche a concessioni su eventuali modifiche al legittimo impedimento. Berlusconi ai suoi interlocutori ha ribadito la linea: "Niente ricatti, se non posso governare non ci sono altre soluzioni se non quella del voto". Magari i sondaggi non sono esaltanti in questo momento, ma il presidente del Consiglio è convinto che se dovesse essere costretto a presentarsi di fronte agli elettori i cittadini capirebbero di chi e' la colpa della crisi della legislatura.



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