Fini all'attacco: Berlusconi illiberale
BERLUSCONI: I FINIANI RESTANO NEL GOVERNO - Il capo del governo al termine di un consiglio dei ministri in cui, secondo quanto hanno riferito i presenti, non ha mai fatto cenno alla separazione consumatasi solo poche ore prima, ha ricevuto a Palazzo Chigi i vertici della Lega Nord. Il premier è stato a colloquio con Umberto Bossi e Roberto Calderoli. Tema del faccia a faccia è stato la situazione politica che si viene a creare a seguito della rottura con Fini e la necessità di trovare nuovi equilibri. Ma mentre il colloquio era in corso, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, uno dei più influenti esponenti della Lega faceva sapere che "il governo porterà a termine la legislatura", seppure con maggiori difficoltà: "Nonostante queste tensioni e queste fibrillazioni il governo mantiene una sua maggioranza e la capacità di portare a compimento il suo programma. Certo, sarà una navigazione più a vista".
Silvio Berlusconi, dunque, ha preferito non dedicare lo spazio del cdm alla situazione politica. Tuttavia, a margine della riunione dell'escutivo, ha voluto rassicurare Andrea Ronchi, ribadendo il concetto già espresso giovedì quando, annunciando alla stampa la rottura con Fini, aveva spiegato che sulla permanenza dei finiani al governo avrebbe deciso il governo, ma per quanto lo riguardava personalmente non avrebbe avuto difficoltà a continuare la collaborazione con i "validi ministri" finiani. "Gli amici di Fini al governo lavorano bene - ha detto oggi -, non ho dubbi sulla loro lealtà e non ho ragione di modificare la squadra di governo. Quindi si prosegue così".
"Speriamo che tutti e due usino cervello e cuore" ha detto Umberto Bossi entrando a palazzo Chigi. Il ministro delle Riforme non ha però voluto rispondere ai giornalisti che gli chiedevano se le elezioni anticipate sono vicine. Come già fatto nelle settimane scorse si è limitato a rispondere alzando il dito medio.
Bersani: "Il premier venga subito alle Camere" – "Non si pensi che è agosto e che si vada a finire a tarallucci e vino. Il Presidente del Consiglio venga in Parlamento". Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, intervenendo in aula alla Camera all'inizio dei lavori. "Il Parlamento è la casa delle discussione - ha detto il segretario del Pd - Il Presidente del Consiglio ci faccia la cortesia di venire in aula per consentirci di discutere. E per cortesia non ci venga propinato l'antico rito che 'e successo ma non è successò, 'il motore è rotto ma la macchina và. Il Paese non ha questi tempi, ha altre esigenze".
Franceschini: ''Il Presidente della Camera è presidente di tutti" – ''Il Presidente della Camera, dal momento della sua elezione, è il presidente di tutti, anche di chi non lo ha votato, e non può essere sfiduciato in base alla Costituzione''. Lo ha detto il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, intervenendo in Aula all'inizio dei lavori. Franceschini ha risposto al capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto che aveva respinto la richiesta del Pd che il premier Berlusconi venga in aula, visto che alla conferenza dei capigruppo di ieri era stato concordato un calendario di lavori che va ora rispettato: ''capisco che sono ore di nervosismo - ha detto Franceschini - ma dopo la riunione dei capigruppo di ieri è successo qualcosa, si è verificato qualche dettaglio. È accaduto che il premier Berlusconi ha detto che il Presidente della Camera se ne deve andare, immaginando che tra le sue proprietà ci sia anche la Camera''.
Cicchitto: "Maggioranza c'è ed è salda" – "Certamente si è aperta una questione seria all'interno del Pdl, ma non ci sono ragioni perché il presidente del Consiglio venga a riferire in Parlamento": lo ha detto nell'Aula della Camera Fabrizio Cicchitto del Pdl rispondendo al leader del Pd Pierluigi Bersani, ribadendo: "La maggioranza che sostiene il governo c'è ed è salda e lo ha dimostrato il voto sulla manovra economica".
Donadi (Idv): Berlusconi riferisca a Camere - "Dopo l'ufficio di presidenza del Pdl di ieri e le dichiarazioni di Cicchitto in Aula di questa mattina, si e' aperta di fatto una crisi di governo. Cercare di ridurre tutto a un litigio personale e' un tentativo ridicolo e offensivo per il paese che invece ha bisogno di capire se una maggioranza e un governo ci sono e intorno a quale programma. Per questa ragione Berlusconi venga immediatamente alle Camere. Sarebbe un atto di intollerabile irresponsabilita' lasciare il paese nell'oblio per piu' di un mese". Lo afferma in una nota Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera.
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