Pdl/ Fini: uscire da subalternità nei confronti della Lega

Mercoledì, 10 febbraio 2010 - 18:01:00


Fini
Gianfranco Fini
Il Pdl non deve "buttare a mare" l'alleanza con la Lega, ma "uscite dalla subalternità". A sottolinearlo è stato il presidente della Camera Gianfranco Fini, presentando l'ultimo numero di 'Charta minuta'. Il Pdl "deve configurarsi uscendo dalla subalternità", ha sottolineato, "tra l'originale e la fotocopia, si acquista l'originale". Questo, ha chiesto retoricamente, "vuol dire buttare a mare l'alleanza? Assolutamente no". Il Pdl, ha insistito, "deve darsi una dimensione nazionale".

Gianfranco Fini non intende formare una corrente nel Pdl. "Vi pare che tutto quello che stiamo cercando di fare sia finalizzato a far nascere una corrente?, ha detto parlando dell'impegno, a volte controverso, proprio della sua fondazione. "C'era An che aveva il 12 per cento, la sua dialettica, la sua organizzazione", ha ricordato, e "con un certo travaglio interno si e' deciso di chiudere il Novecento, 50 anni di onorata storia repubblicana" aderendo al Pdl. Dunque, "se e' cosi' ricoverateci, ci tenevamo stretta An e il suo 12 per cento". Invece, ha ribadito, "non c'e' alcun desiderio di far nascere una corrente". Tuttavia Fini ha respinto la logica del pensiero unico. "In una fase post-ideologica, come si puo' pensare che ci sia ortodossia ed eresia".

"La legge elettorale non e' totem" e puo' essere cambiata, ma "e' solo un aspetto della discussione" perche' il tema vero e' "il sistema politico" italiano. Gianfranco Fini usa una nota massima per spiegare quale sia la via che dovrebbe seguire la discussione sulle riforme, fermo restando l'assetto bipolarista che ormai dovrebbe essere consolidato. "Il bipolarismo va migliorato ma attenzione a non buttare il bambino con l'acqua sporca, non ho nostalgia" dell'epoca dei partiti. "La legge elettorale non e' un totem, e' un aspetto della discussione", ha sottolineato, "di solito si riforma a fine legislatura e quando saranno i tempi vedremo quali saranno le condizioni. Ma la legge e' la punta del dito, la luna e' il sistema politico". Il confronto, ha detto, "e' tra chi vuole il sistema bipolare e chi ritiene che si debba tornare alla fase in cui chi aveva vinto si sapeva dopo le elezioni".

Per Gianfranco Fini la politica deve avere un ruolo "pedagogico" e non limitarsi a misurare la propria azione sui sondaggi. "La politica deve avere una presunzione pedagogica, deve saper ascoltare ed educare". "Non sto polemizzando", ha chiarito, "io li leggo i sondaggi, ma se mi si dice che gli italiani desiderano tutti baccala' con le cipolle, io non preparo quintali di baccala' con le cipolle,. Il primo compito della politica e' diversificare il menu". "Il problema", ha insistito, "e' come guidarlo il Paese, non si puo' inseguirlo nelle sue pulsioni".

FINI: PDL NON SIA PIGRO E VINCA BATTAGLIA CONSENSO STABILE. Stimolo, pungolo, luogo di confronto ma certo non corrente del Pdl. Questo vuole essere la fondazione FareFuturo, come ha chiarito Fini. E il primo appello al Popolo della liberta' a "essere meno pigro e avventurarsi in un mare ignoto". L'obbiettivo, ha spiegato, "e' vincere la battaglia del consenso non occasionale della pubblica opinione". Ci sono due modi, ha spiegato, "per vincere le elezioni: sugli errori altrui o sulla propria capacita' di convinzione". Silvio Berlusconi, ha riconosciuto, "ha avuto il grande merito di lanciare un sogno". E anche oggi "il Pdl su quel terreno gioca la propria credibilita'".

Indispensabile, dunque, ascoltara la societa' e capirne i cambiamenti, dall'immigrazione alle nuove tecnologie solo per citarne alcuni, compito che ben volentieri FareFuturo si e' assunta. "Su alcune questioni il Pdl non deve avere il timore di confrontarsi con alcune realta'", ha detto, parlare "di diritti civili, di come si e' strutturata la societa'. E' la pigrizia che dobbiamo scrollarci di dosso. Essere conservatori non vuol dire essere pigri". Perche' quel che accade, ha insistito, "e' che le categorie della politica sono rimaste indietro rispetto alla societa'". Per Fini, "uno dei problemi della politica e' che non dialoga piu' con la societa'". Da qui la ricchezza del contributo che FareFuturo puo' dare, nonostante le critiche di cui e' spesso bersaglio. "Non e' un partito nel partito", ha assicurato, ne' "un gruppo di congiurati che decide di disturbare il manovratore". E che questa sia un'accusa che brucia, lo dimostra la lunga premessa che il presidente della Camera ha dedicato prima di rispondere ad alcune domando proprio al ruolo di fareFuturo. "E' stucchevole e riduttiva la querelle su una presunta 'nuova politica' e una 'nuova destra'", ha detto, "lo sforzo della fondazione e della rivista e' alimentare la politica tout-court, non una 'nuova politica'". Perche' "se le ideologie sono finite, non sono finite le idee".

RIFORME. Gianfranco Fini non rinuncia al sogno che la XVI sia una "legislatura costituente". L'attuale "puo' essere una legislatura costituente", ha assicurato il presidente della Camera. A portata di mano c'e' l'attuazione piena del federalismo con il Senato delle autonomie. Due pero' i punti da tenere ben saldi, ha spiegato. Il primo e' che "la maggioranza rimuova la tentazione di rifare tutta la seconda parte della Costituzione con un unico disegno di legge". Lo aveva fatto nell'altra legislatura e il referendum aveva cancellato tutto. Meglio, ha detto il presidente della Camera, "avviare diversi disegni di legge su binari diversi, sperando che qualcuno arrivi in stazione, anche se qualcuno si puo' fermare".

Il secondo "e' cercare nei limiti del possibile di trovare punti di convergenza con l'opposizione". E muovere i primi passi "da cio' che' e' piu' condiviso", come "l'opportunita' di porre fine al bicameralismo" e portare a compimento la riforma federalista. Gia' la strada di una possibile intesa e' stata tracciata dal federalismo fiscale. Attenzione, ha ammonito Fini, "perche' rischiamo di costruire un edificio senza l'ultimo piano o il piano terra, a seconda della prospettiva", a dire "la proiezione istituzionale del federalismo". Ognuno lo chiami come crede, "chiamiamolo Paperino", ma deve nascere il Senato federale. "Non possiamo prescindere dal completamento del federalismo", ha insistito, "si puo' discutere di come debba essere fatto, ma e' un dettaglio".

0 mi piace, 0 non mi piace

Commenti

    Fai di Affaritaliani la tua HomePage
    Iscriviti alla Newsletter
    Mobile
    Seguici su facebook
    Rss
    Twitter
    Google
    Internet Explorer
    
    Bnp Paribas/ Utile netto 2011 -22,9% a 6mld , cedola 1,20 euro
    Borsa/ Piazza Affari apre in rialzo: Ftse Mib +0,90%
    Kosovo/ Secondo giorno di referendum, primi risultati attesi per questa sera
    Difesa/ Di Paola, taglio progressivo 33mila militari e 10mila civili
    Francia/ Pil 4* trim +0,2%, su anno +1,4%
    Eni/ Meno 13% produzione idrocarburi nel 2011, attesa crescita 2012
    Germania/ -0,2% Pil IV trimestre, +2% annuo, meglio di attese
    Bnp Paribas/ Utile 6 mld (-22,9%) nel 2011, Grecia pesa per -3,4 mld
    LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

    La casa su misura?

    Per te migliaia di offerte di immobili. In vendita e affitto
    Cerca subito!

    Prima rata gratis

    Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
    SCEGLI PRESTITÒ

    Auto usate

    Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
    Cerca adesso