La rossa Reggio diventa verde
| Prima puntata/ Il Pdl scarica l'Emilia Romagna |
Il risultato a Reggio è un quadro di schizofrenia politica, di cui potrebbe approfittare il partito che più di ogni altro, in questa zona, ha rosicato consensi: la Lega Nord. Secondo il parlamentare Angelo Alessandri, candidato sindaco, "quasi il 50% dei reggiani non ha ancora deciso chi votare, e questo è un miracolo, considerando le percentuali bulgare che in questa zona riscuoteva il Pci. Ma speriamo di compiere un altro miracolo alle urne. Le condizioni ci sono, è una bella partita". Una partita a cui Alessandri è stato invitato a dare forfait. Interpellato da Affari su chi gli avesse consigliato di desistere, il presidente federale della Lega Nord non vuole fare nomi, ma include Franco Bonferroni - ex parlamentare e sottosegretario democristiano, vicino a Forza Italia - tra i partecipanti all'incontro in cui gli venne paventata l'ipotesi. "Ma non mi ritiro, per almeno diecimila ragioni" - dice Alessandri -.
Tra le vittime di tanta confusione ci sarebbe il mondo cooperativo, stando a quanto lascia intendere Alessandri, almeno quella porzione non apertamente di sinistra; ma anche le coop più schierate potrebbero entrare in cabina elettorale con mano tremante. In effetti, l'architrave del potere "rosso" a Reggio Emilia ha ora contrafforti di marca cattolica. L'attuale sindaco Delrio (Pd) è un ex Margherita; assieme a Pierluigi Castagnetti ha fondato il feudo entro cui si sono rifugiati in molti, dopo il fuggi fuggi scaturito dallo scioglimento del Pci. Antonella Spaggiari, d'altra parte, presiede la Manodori, uno dei centri di potere "bianco" a Reggio Emilia; gli altri sono la Camera di Commercio e il Consorzio di Bonifica: qui né il Partito Comunista né i suoi eredi mettono piede. Per scalarla, la Spaggiari ha flirtato a lungo con l'area cattolica del centrodestra ed proprio all'interno di questo edificio che inizia l'incubazione di un progetto politico che travalica la finanza e ora approda alle urne elettorali.



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